Sunday, 5 April 2015

Saggezza popolare



La saggezza popolare insegna, e noi e' bene che la si ascolti.

La saggezza popolare e' plasmata da un'azione infallibile di selezione darwiniana: il caso genera diverse, innumerevoli condizioni: alcune funzionano, sono promosse, altre portano alla disperazione, e vanno rimosse.

Puntuale e spietata, la saggezza popolare produce ammonimenti e lodi - ed e' bene aderire a questi dettami, ed e' folle avversarli, credersi talmente unici, per talento e capacita', da poterli contrastare o ribaltare.

Sicche' tra le altre cose la saggezza popolare insegna che 'tutte le donne sono troie' (o 'puttane', 'baldracche' ... le variazioni sul tema, i sinonimi si sprecano, l'hai notato? Se ci pensi bene ogni parola, accordata al femminile, assume un non so che di viscido o lacunoso ... il che credo dimostri che davvero tutte le donne sono troie, e spesso stupide troie).

Io, scioccamente, per un lungo periodo ho letto in ordine rovesciato questo detto, assimilandolo come 'tutte le troie sono donne'.

Potresti credere di avere a che fare con un misogino, uno che e' arrivato ad avere in odio le donne per l'accumularsi di rifiuti e sospetti.

Sbagli: io qualifico gli uomini nella stessa categoria delle donne: profittatori ed interessati lo siamo tutti, nessuno escluso.

E non sono semplicemente le troie, intendo dire le donne, ad essere calcolatrici, a puntare ad un guadagno immediato ed incondizionato: e' l'umanita' intera ad essere oscena, brutale, ostile.

Prima si impara questa lezione, e meglio e' per tutti.

E della malattia, io lamento soprattutto un'intrusione nella mia vita, il tempo e le occasioni che mi ha sottratto: mi rammarico di cio' che mi ha tenuto distante dalle relazioni sociali, dall'evidenza delle convenienze reciproche nei legami.

Io ero assente mentre i piccoli squali si cannibalizzavano a vicenda: ero altrove, a soffrire, e non imparavo o peggio imparavo altro, sugli stupidi libri, nei sogni idioti, e costruivo un universo parallelo, un popoloso deserto che mi avrebbe condannato di li a poco a vivere una distopia tragicomica.

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