Monday, 6 April 2015

La stupidita'



Qui e nel seguito usero' spesso sostantivi all'apparenza neutrali come 'donne', 'ragazze', 'giovani' ...

Sono del tutto inadeguati, o piu' precisamente sono false le definizioni che ne puoi trovare nei dizionari.

In verita', e come dovrebbe essere ben noto a chiunque abbia avuto minime esperienze del mondo, intendo 'stupide troie', 'baldracche in calore', 'vuoti contenitori': se preferisco la sintesi al giro di parole, e' per economia, e' per non appesantire di dettagli inutili il mio discorso.

Ho avuto innumerevoli evidenze della loro stupidita', ma lo stesso sono ancora in grado di sorprendermi.

In particolare non mi sono mai capacitato di come non siano riuscite ad indovinare in un essere costantemente afflitto dal dolore una risorsa di piacere, di consolazione e premura perpetua.

Probabilmente le deficienti pensano, anzi per definizione non possono pensare, quindi probabilmente le deficienti credono che uno possa arrivare a sopportare il dolore di una vita grazie alla pazienza, o a qualche forma di degenerazione religiosa o filosofica.

Te l'avevo detto che sono oligofreniche, no?

Non arrivano a concepire come l'intelligenza umana possa strutturarsi in strategie infinite di sopravvivenza, ed ovviamente nello stesso modo e' impossibile per loro cogliere l'aspetto di condivisione di una tale sapienza.

Qui non si tratta del legittimo disinteresse a costruire un futuro con chi un futuro non ha, ma di godere del presente, di apprendere per osmosi una tecnica, una visione del mondo che poi si fara' propria, indipendente dalla presenza sconveniente di uno storpio.

Ma se per tanti anni era causa di sgomento e conforto l'assenza di interlocutrici in quei corpi coi quali cercavo un'interazione di qualche genere, e l'uniche a godere delle mie attenzioni erano puttane sconcertate e contente di trovarsi nel letto un amante e non un cliente, con il tempo la delusione si e' fatta disappunto, poi disprezzo, ed il disprezzo e' cresciuto fino al punto da indurmi a cercare divertimento nella contemplazione dei loro insuccessi, delle insicurezze, degli eccessi, delle cadute rovinose, delle soluzioni dell'ultimo momento e del pentimento perpetuo.

6 comments:

  1. Replies
    1. Le ho scritte io, ma non sono 'mie'.
      Domani se riesco scrivo l'ultimo pezzo di questo 'incubo'.
      Ciao!

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    2. chiunque l'abbia scritte sono dure e in verità le condivido pure.

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    3. Le ho scritte io, ma solo per buttarle fuori.
      Si, sono vere, ma non riguardano 'tutte' le donne.
      C'e' di che vivere, ed amare davvero al mondo :-)

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  2. Rimane sempre Dio o un dio, quando non esiste alcuna speranza....qualcuno riesce, anche, a consolarsi.
    Un abbraccio :-)

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