Monday, 30 March 2015

L'attimo in cui ...

Il paradosso di Zenone puo' sedurre ed impressionare solo chi non ha dimestichezza con la matematica, chi ignora la nozione di convergenza, e soprattutto chi ha un eccessivo paura dell'attimo in cui ... la vita finisce.

La suddivisione in parti infinite di un qualsiasi intervallo temporale non dilata la somma all'infinito: la sua estensione rimane intatta, immune dai timori delle somme divergenti, dei problemi insolubili.

Assoluta, impassibile, non partecipa al delirio umano se non come miraggio ed ossessione.

Un po' come l'amore, non credi?

Nel sogno ho vissuto l'angoscia suprema ... l'attimo in cui la fine e' imminente.

Non ero solo.

Sul viso di una giovane donna ho letto il terrore per una vita finita troppo presto, e la tristezza per un futuro mozzato, inghiottito, annichilito dall'ingordigia del vuoto.

Io non riuscivo neppure a concepire alcunche' di simile ad una delusione.

Avevo paura, avevo la paura di un animale, ed agiva su di me il meccanico evolutivo che suggella l'assurdita' della vita: effimera per tutelare la specie sull'individuo, atroce poiche' incapace di rassegnarsi alla fine, perche' la prepotenza della specie non rinuncia fino all'ultimo ai benefici che un singolo, lottando contro forze infinitamente superiori alle sue, pagando con dolore ed orrore, puo' produrre.

Chi sono?

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