Friday, 20 February 2015

Due donne straordinarie

Non chiedermi come mai mi siate venute in mente voi due, e perche' in rapida successione, come in risposta ad un impulso naturale.

E' successo ieri mattina.


Vi ho evocato ancora nel silenzio della notte, quando i pensieri del giorno, cullati dall'ozio di un pomeriggio lento e silenzioso, iniziavano a smuovere il ricordo, a trasformarlo in nuove idee.

Silvia era ... eccezionale.

Mi limito a dirti della sua intelligenza, che le permetteva di concepire e custodire l'infinito che e' di questo mondo: la sua arte, la scienza, la fragilita' di infiniti lutti, la speranza nell'effimero amore.

Aveva una dimestichezza fuori del comune con il formalismo matematico, e questo si coniugava sorprendentemente con mille altre forme di talento che perfino prese singolarmente difficilmente potresti trovare in un individuo.

Per me e' difficile parlarne.
L'abbiamo persa, capisci?

Era buona, sensibile, ... e non oso dirti di piu'.

Mi sono sentito a lei affine, contenuto completamente dal suo animo, e, come in gestazione perpetua, nutrito e protetto.

Ho pianto la sua morte.

Tu hai dimora su questa Terra.

Ne hai esplorato con rigore accademico ed occhio analitico la dimensione umanistica, hai compilato testi scientifici rigorosi e autenticati da referenze, nobilitati o appesantiti da formattazione precisa e impaginazione impeccabile, ma piu' di ogni cosa ti riferisci a mondi alternativi, inesistenti, perfino assurdi ...  assurdi, si, ma solo finche' non sia tu a parlarne.

Tu li crei.

I Tarocchi esistono, la loro verita' e' evidente nel momento in cui ne sfiori le figure, in cui disponi tessere su una sorta di tavola periodica.
Ed i rapporti umani di dolcezza e tenacia, di risalita ed orgoglio, sono credibili se tu li hai tradotti in prosa, in immagini, in segni ... se ne hai indicato, piu' o meno esplicitamente, l'alchimia.

Dal mio mondo, che a volte e' forse freddo, forse troppo razionale e severo, e dal quale non mi sono mai allontanato che per spicciole ore di passione, io ti guardo da lontano, colmo di malinconia, gioia, ammirazione.

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