Monday, 2 February 2015

Che bel sogno!

Ammetto di aver gettato piu' di un'occhiata ai suoi seni, e di aver seguito il contorno delle gambe, lunghe e snelle, rientrare lievemente all'altezza delle ginocchia, poi farsi tondo piu' su, alle natiche.

A quei seni avrei consumato infinitamente questa sete.
Su quelle gambe avrei misurato in baci il mio ardore.

E' intraprendente, vivace, creative, intelligente, profonda, si muove con disinvoltura li dove io mi sentirei straniero o naufrago.

Mi piace moltissimo, ed e' un peccato che viva lontana, e che ci si veda tanto raramente.


Cerco di rimediare con piccoli doni, qualche lettera ... ma nulla vale il suo sguardo, la sua voce che in un attimo cambia accento e lingua, ed io tornero' una volta di piu' nella sua citta' con nessun altro scopo che cercarla, averla vicino a me.

Il sogno invece e' cosi' dolce ed accondiscendente.

Io non so come, ma scopro che lei vivra' in ogni citta' che visitero', esattamente nei giorni in cui io mi trovero' li.

E' una coincidenza dovuta al fatto che bene o male lavoriamo nello stesso ambiente, e che a muoverci sono i medesimi incarichi ufficiali.

Non sapranno mai manager e professori che in realta' noi due evadiamo dal mondo dei contratti e degli algoritmi incontrandoci segretamente.

So che la rivedro' a Madrid, Lisbona, Vienna, Parigi ... e sono felice.

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