Tuesday, 20 January 2015

Io e te

 A volte mi domando come sarebbe stato incontrarti prima, quando ancora le nostre personalita', ora perfino troppo fiere e spigolose, gia' destinate ad evolversi in chi siamo oggi, ancora s'agitavano fragili, incerte, sofferenti, ed urtavano il contenitore della scuola, il limite superiore della famiglia.


Tu ed io, compagni di liceo.


Mi immagino ancora piu' isolati di quanto senz'altro lo siamo stati entrambi, nelle nostre esperienze individuali.

'Quei due li' ci avrebbero chiamato, prima di tornare a parlare delle loro cose, ma so bene che era troppo presto, per me certamente, forse anche per te, per superare il mutuus metus che si ha di fronte a creature simili, e dunque temibili.

All'Universita' senza dubbio le strade si sarebbero separate, ma con un po' di fortuna, quella che e' mancata, ci saremmo ritrovati.

Magari per caso, su un treno, o in citta', in un bel pomeriggio di sole, dopo un'esame della sessione estiva, quando si entrava in chiesa per cercare un po' di frescura e di silenzio, o in biblioteca, per rendere libri sui quali si era sudato.

Finalmente soli, finalmente maturi, capaci di guardarci l'un l'altra negli occhi.

Un libro, un caffe' ... un pretesto qualsiasi ... non avremmo avuto bisogno di null'altro.

Come non abbiamo avuto bisogno di null'altro, che tutto era gia' dentro di noi.

Ora il tempo corre, le incombenze dell'essere adulti ci assediano.
Noi non saremo mai esistiti, io lo so bene.
E' che non abbiamo ricordi comuni, lettere che hanno testimoniato i nostri pianti, i progetti, le delusioni ed i momenti di gioia ...

Ma lo stesso c'e' la contemplazione statica di quel che siamo ora, la consolazione di chi, me ne convinco sempre piu', saremmo potuti essere.

Se mai avro' tempo e concentrazione per dedicarmi alla scrittura, scrivero' di noi due in mille scenari diversi e tutti possibili.

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