Monday, 12 January 2015

Donne


Avevo intenzione di parlarti di un sogno.



Tornavo, ancora una volta, in un luogo che la mia mente ha creato tanti anni fa, e che da allora ripetutamente ho visitato in confuse avventure oniriche.

Dal corridoio del reparto dove ero ricoverato prendi una scala, scendi qualche piano ed infine ti ritrovi a seguire i binari del tram, e poi, e' questione di pochi passi, arrivi in Stazione Centrale, a Milano.

Il treno per la citta' dei monti e dei boschi e' mai in partenza, ed io mi perdo, in attesa.

Non so quanti luoghi inesistenti ho creato in tanti anni, non so se di nuovo vivro' quella sensazione di smarrimento di ieri notte.

Ed egualmente ignoro quando i miei cani, ormai polvere, sbuffando vicino al viso per destarmi dal sonno cercheranno le mie carezze, ed io, al loro fianco, saliro' i sentieri scivolosi della collina, esplorero' la macchia fitta.

Rivivo anche l'attimo tremendo del primo incidente in moto, ed allora un tremito mi scuote, e vibra il bacino, si irrigidiscono i muscoli, trattengo il fiato ... come nell'attimo dell'urto, della caduta.


Di questo e di altro vorrei tanto raccontarti, ma il desiderio piu' alto, inconfessabile ed inespresso, ancora inattuabile, e' che io piu' di tutto amerei dirti di te, di chi sei, di come ti ho scoperta, e del sentimento inebriante della sfida, della conversione, della certezza che nemmeno nel piu' lurido pensiero ti mettero' mai in gabbia, e che tra noi nulla di piu', e nulla di meno, sara' che invenzioni estemporanee, incontri puntiformi di sutura, e passione, l'epicentro tormentato di quel che siamo dentro, e che sia non sappiamo ancora.

2 comments:

  1. l'ultima parte del post è accattivante direi .

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    1. E' il mio tema preferito, e l'unico vero di questo diario.
      Ciao!

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