Monday, 26 January 2015

Che bello, l'amore


Io lo posso davvero dire, sai?

Credo di aver vissuto dal di dentro l'amore, ed anche se quasi sempre questo e' avvenuto nella dimensione onirica, sarebbe folle affermare che non ne ho avuta esperienza diretta e piena.


Il sogno permette di vivere quello che la vita, non necessariamente una vita misera, nega a se' stessa in virtu' di quelle nozioni, prudenza, guadagno, stabilita', che proprio un uomo che non ha nulla da perdere puo' ignorare con suprema facilita'.

Prudenze e stabilita' contengono l'esuberanza e la vitalita' di chi potrebbe godere appieno dell'amore: io intendo incarnare un'alternativa credibile alla sommersa frustrazione della rinuncia.

Sono nell'ufficio del mio superiore, ma nessuno dei protagonisti aderisce davvero alla realta'.

Non io, almeno non del tutto.
Certamente non James, l'head del dipartimento, che in realta' e' un uomo buono, gentile, disponibilissimo ... nulla a che vedere con il mediocre che chissa' perche' ha il suo volto nella vicenda che sto per raccontarti.

Abbiamo in visita un professorone sudamericano, un uomo di mezz'eta', pedante e presuntuoso, potente quanto superbo, e la sua giovane moglie, una donna meravigliosa, una creaturina minuta e vivace, dai capelli cortissimi ed eccentrici, un po' in piedi, elettrici come idee che ha in testa.

La sua pelle e' dorata del sole del Sud, e gli occhi neri, nerissimi, e le labbra brune, calde, morbide perfino alla vista ne fanno ai miei occhi una dea diversa da tutte le altre.

La noia della conversazione e' mortale.

Per un attimo, distogliendo gli occhi da quelli dei miei interlocutori, mi soffermo ad osservarla.

Si accorge del mio sguardo.
Resto incantato dal suo, ed accenno un sorriso.
Mi sorride.

Cedo al peso di quel viso dolce e malinconico, e sono di nuovo a parlare di scienza, ma ancora torno a cercarla, ed ancora lei e' li, ed e' vita quella che chiede e promette.

Le chiacchiere accademiche finiscono, e noi iniziamo i preparativi per un incontro clandestino.

Riusciamo a vederci in un Museo, e da li, al primo bacio, scappiamo verso una camera d'albergo, e li ancora ci abbracciamo, e per la prima volta da troppo tempo facciamo l'amore.

Il tuo bacio ha sciolto la mia anima.
Ho respirato il tuo spirito.

Non so come, la nostra felicita' e' scoperta.

Il mio superiore mi licenzia in tronco, lei e' costretta dal marito a tornare in Brasile.

Prima di smarrirmi cerco di ricontattarla, ma non risponde piu' nessuno al suo numero di telefono, e la sua e-mail e' disattivata.
L'ho persa per sempre.
Abbandono ogni cosa.

In breve mi trovo per la strada, come un cane abbandonato.

Mi ha abbandonato l'amore, capisci?
Ho perso tutto.

Un giorno qualcuno mi prende dalla strada.

Enzo Jannaci quel giorno e' in citta' con la sua orchestra.
Non so come, mi finisce tra le mani un violino durante la pausa del concerto, ed una voce mi sussura: 'Suona, Gio!'.

Io non ho mai suonato il violino ne' altro strumento, ma nel sogno sono un virtuoso, e nonostante i lunghi anni passati a vivere di stenti, riesco lo stesso a suonare il 24esimo Capriccio di Paganini.

Jannacci mi guarda, stupito, contento.

Si mette al pianoforte e senza che me ne renda conto mi trovo a improvvisare con lui, sul tema del Capriccio, su esigenze Jazz a me sconosciute.

Sono rinato.
Gli occhi di quel cantante che ho tanto amato ispirano fiducia, assolvono dalle colpe del passato.

Mi ha ucciso per anni il timore di averti fatto soffrire, ma ora so che un istante di ispirazione e lucidita' puo' compensare i lutti dei sentimenti, la paura del dolore.

Ma come ritrovarti, amore mio?

Tuo marito ha cancellato ogni dettaglio: neppure con internet riesco a trovarti.

E cosi' mi viene una folle idea.

E se anche tu mi stessi cercando?
Se anche tu ancora sentissi amore per me?

Compro un dominio, apro un blog, lo chiamo Dystopia, che e' l'inferno che sto vivendo senza di te.

Racconto la nostra storia, metto il mio nome perche' tu lo possa trovare.

Una mattina ricevo una lettera.

E' tua.

Mi ami ancora?
O implori che ti dimentichi', che' nuove minacce, ulteriore dolore ti sta attanagliando?

Leggo la tua lettera con il fiato in gola.

Qualunque cosa vi sia scritta, io so di amarti.
Io non ho mai amato come nel giorno dei sorrisi, dei baci, degli abbracci.

Leggo la tua lettera ...

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