Wednesday, 31 December 2014

Piccoli suicidi tra amici

 

Neppure nei miei giorni peggiori ho pensato al suicidio, e per le più ovvie delle ragioni: in quei giorni le gambe delle ragazze mi sembrano più belle, ed i seni morbidi, e le labbra socchiuse sul sottile diastema dell'anima, promettono di donare dolcezza, ed istruire su misteri che si rinnovano ogni giorno chi ama le donne.

C'è chi mi ha confidato di cercare la morte nell'inedia, chi nel sangue.

C'è chi all'irreversibile si è avvicinato, ed altri, non io, queste creaturine irregolari e pungenti hanno convinto infine a vivere.

Mi rassegno senza troppi patimenti ad accettare che proprio il progressivo allontanamento da me abbia tenuto in vita alcune delle persone che più ho amato.

E' che io non ho istinti suicidi, come ti dicevo amo troppo le donne per avere altra priorità che la loro intimità, e così senza timore scavo, scosto, rivoluziono e percuoto.

Ho letto un libricino delizioso, "Piccoli suicidi tra amici".

E' un'esposizione ordinata e folle, tragica e buffa, di motivi per morire, di istinti per vivere.


E, pensa un po', anche lassù, nella gelida Finlandia, l'istinto, quando vince, ha forme sensuali, il colore del fuoco, l'impudenza dei sensi ... ed è propriziato da infiniti elementi, pedanteria, caso, disperazione, stanchezza.

Così ad alimentarmi è questa attrazione, indecente e fuori luogo, quando immagino le tue rotondità ed il tuo odore, e malinconica e toccante se affido a te tanti pensieri, se te continuo a rivolgere lo sguardo.

Monday, 29 December 2014

Parigi


Ad inizio febbraio probabilmente sarò a Parigi, dove da anni mi invita un caro amico, e dove solo il lavoro a quanto pare saprà portarmi.

Sono chiamato a partecipare ad uno di quegli incontri in cui si discutono disegni di ricerca di una certa durata, e che radunano decine di cattedratici di chiara fama (si, anch'io seriamente non capisco cosa ci faccia in mezzo a gente simile!).

Sunday, 28 December 2014

Tu sei ..


Da ragazzo mi bastava pochissimo, malinconia, di cui avevo grossa disponibilità, dolore, che conoscevo in abbondanza, per sostituire l'ideale all'oggettivo, al concreto, all'esistente.

Friday, 26 December 2014

Differenze

C'e' grande differenza tra l'essere tristi ed il soffrire.

Io lo so.

Lo so perche' soffro, ogni giorno, e tuttavia difficilmente sono triste.

Soffro della presenza di un male meschino e subdolo, e della mancanza di femmine ... delle tante femmine di cui vorrei riempire tanti spazi, infiniti silenzi, gelidi vuoti.

Ma non sono triste, che' quelle femmine esistono, ed ognuna di loro a te potrebbe avvicinarmi.

Thursday, 25 December 2014

'Scusa, signore!'



Sono in un grande supermercato con un amico, come me reduce da settimane troppo frenetiche per non lasciare in arretrato di ossigeno, alla ricerca di qualche leccornia per il pranzo di Natale.


Mi piace sorprendere mia madre con prelibatezze, ed è capitato negli ultimi anni che alla tavola io stesso abbia portato, tra tante pietenza deliziose preparate dalle donne di casa, del salmone marinato, del pesce spada al cartoccio, dei salumi speziati ... modestissimi testimoni del mio girovagare per le gastronomie del mondo.

Camminiamo un po' a caso, forse in circolo, per reparti che nessuno di noi conosce bene, ma la fatica non costa, chè è da una vita che non ci vediamo, ed allora anche la lentezza è una buona cosa, pretesto per aggiornarsi a vicenda, e rinsaldare una vecchia amicizia.

'Scusa, signore!'.

Così mi sembra di udire, ma la voce non mi è famigliare, nè lo e' quella formulazione che lega il formale 'signore' ad una seconda persona, e dunque credo non sia rivolto a me quel richiamo, e lo ignoro.

'Scusa, signore!', ripete quella voce, femminile, gentile e calma.

Nel dubbio mi volto, e vedo una donna di forse 50 anni, solare anche se un poco stanca, ed al suo fianco un adolescente, silenzioso, serio, fiero, che indossa un cappello di stoffa, uno di quelli da pescatore, hai presente?

Sono neri come il continente dal quale lei certamente viene, e dove lui forse non è mai stato.

Non li conosco.

'Scusa, signore!'

Probabilmente i miei occhi sono eloquentissimi, e chiedono: 'parli con me?'

Mi indica e continua:

'Si, dico a te.'

Non ho tempo per indagare lo stupore che mi ha preso, chè subito dice:

'Mio figlio vorrebbe sapere dove hai preso il tuo cappello'.

...

Ho spiegato dove, al mercato della nostra, e forse solo loro città, era la bancarella, ho mostrato l'etichetta, commentato le ottime qualità impermeabili di quel capo che mia madre mi ha regalato un paio di estati addietro.

...

Uguali.
Questo ho percepito.
Quel ragazzo, quella madre, erano uguali a me, a mia madre.

Certo, è diverso il colore della pelle, e tra un mingherlino storpio ed un ragazzo forte e sano c'è un abisso, comunque la si voglia intendere.

Ma anch'io così parlavo, segretamente, a mia madre.
E le indicavo le cose belle, quelle che mi piacevano.
Ed anche per mia madre nulla per me era irraggiungibile.
Ed anche mia madre chiedeva, improvvisava, anche se io le dicevo 'ma no mamma!' e poi me ne stavo li zitto, forse un po' in imbarazzo ma con le orecchie tese.

(scrivo così male, ma sento tanto bene, sai? Oh, come vorrei che tu che ne sei capace riscrivessi per me l'attimo in cui ho realizzato l'identità tra noi e loro :D).

Monday, 22 December 2014

Progetti per due



C'è un libro (Furore), l'opera più celebre di un grande scrittore statunitense (Steinbeck), ed una traduzione pessima, parziale, a malapena sopravvissuta alle severe e sciocche regole della censura fascista.

O almeno così ho letto, e mi è bastato.

Insomma: ho evitato l'originale, per pigrizia, e sono rimasto a bocca asciutta per anni, rifiutando di accontentarmi di una versione storpiata se non addirittura fraintesa, in attesa di una imminente riedizione, chè davvero non si crede che un testo tanto importante sia orfano di un curatore adeguato.

Finalmente, a più di settant'anni dalla sua pubblicazione, è disponibile una nuova traduzione, di cui si dice un gran bene.

Mi piacerebbe comprarne due copie, una per me, una per te.
Insomma ... per noi due.

Ti sembra tanto buffo? 

C'è chi assieme va a concerti, chi frequenta sale da ballo o cocktail pary in coppia,  e chi, più proisaicamente, condivide un letto per poche ore.

E poi c'è chi, in due, immagina di leggere un libro.

Saturday, 20 December 2014

Io non lo so



Io non lo so, cosa sia esattamente una casa.

Forse una casa, la tua, è dove ci sono sempre calzini per te in quel cassetto, o pantaloni ben stirati nell'armadio, o sciarpe e berrette nel mobiletto all'ingresso.

Comunque sia, io qui trovo sempre calzini, pantaloni, sciarpe e berrette.
Ed un buon piatto di pastasciutta, e succo d'arance appena spremute, e l'odore selvatico del fuoco in salotto.

...

Oh, ti chiederai forse il perchè di quell'immagine.

Semplice: sto scrivendo dal computer di questa casa, dove capito un paio di volte all'anno, e dove di volta in volta salvo le immagini da allegare ai miei pensieri.

Sapevo che ti avrei trovata.

Perchè questa è casa.

Thursday, 18 December 2014

In partenza

Parto stamattina.
Mi piacerebbe poterti dire 'Arrivo!'.

Wednesday, 17 December 2014

Cose che capitano

La prima e-mail che Lisa mi manda e' di quelle automatiche, generate senza alcun intervento umano.

Tuesday, 16 December 2014

Pensieri

Oggi, per un controllo da lungo tempo programmato, sono stato in ospedale.

Non era la prima volta che vi andavo, ma questa volta la mia destinazione non era il pronto soccorso, dove negli ultimi anni ho marcato visita un numero di volte, vuoi per una crisi piuttosto preoccupante di epistassi, vuoi per la dislocazione improvvisa ed irreversibile del cristallino, vuoi per chiedere informazioni di vario genere ma oggi invece mi sarei dovuto presentare in ematologia, per discutere dell'andamento del mio INR e discutere di un sostanziale cambiamento nella terapia che seguo.

I dettagli della reparto presso il quale dovevo presentarmi li avevo, ma l'ubicazione dello specifico padiglione mi era ignota.

Stavo cercando la reception, sapevo che era da qualche parte, giu' in fondo, e sapevo che l'incaricato mi avrebbe fornito adeguate indicazioni, quando le ho viste.

Erano due vecchine in camice azzurro (e mi e' venuta subito alla mente la nonnina di Minerva).

Erano due vecchine che si tenevano compagnia, ed in vita, l'un l'altra.

'Volontarie', cosi' dicevano le mostrine, se ne stavano sedute, a chiacchierare, davanti ad un tavolino ordinato e pulito, ed era quella un'oasi di lentezza nel caos di un corridoio congestionato ed impersonale.

Se mi fossi limitato ai loro visi, le avrei certamente scambiate per degenti: era flaccida la pelle rugosa, a tratti squamata grigiastra e giallognola, e gia' arretrata l'ossatura del cranio, ritirati i tratti orgogliosi del viso, gli zigomi un giorno alti e sporgenti, il mento non piu' sottile.

Ho chiesto a loro di aiutarmi.

Mi sono avvicinato, ho impostato la voce perche' risultasse chiaro il mio timbro basso-baritonale ancora troppo contaminato di accento italiano, ed inchinandomi un poco per chiedere permesso ho presentato il mio documento.

Io so per certo che erano contente di potermi aiutare, forse perfino di sentirsi per un attimo impreparate e poi pero' di poter essere una volta di piu' professionali, utili, ... e lo erano: non c'era finzione nel mio atteggiamento, ne' supplenza solo provvisoria nel loro ruolo.

Mentre discutevamo, ed ero sorpreso, meravigliato e contento che la parola fosse ancora ostinatamente abile, ed avesse conservato la vitalita' superstite di un tempo ormai perduto, pensavo a tante cose.

Pensavo alle alternative alla loro scelta di fare del volontariato, e di farlo assieme, in ospedale.
E vedevo l'obnubilazione  dell'inedia, e vedevo il gelo dell'indifferenza di case vuote di nipoti, amici, gattini.
E vedevo anche altre vecchine smarrite in quella cittadella fortificata che e' ogni ospedale, trovare li, in quelle due creature a loro sovrapponibili, un po' di umanita', un po' di somiglianza.

Le ho ringraziate, ed in un batter d'occhio ero in reparto, e di nuovo ho notato pigiami e jeans, come a dire prigionieri e liberi.


Ho risolto tutto in fretta, e tutto e' andato piuttosto bene.

Avrei voluto salutarle, rinnovare i miei ringraziamenti all'uscita.

Ma come puoi ben immaginare sulla via del ritorno, privo di indicazioni se non di quelle impersonali di cartelli e mappe, mi sono perso, e non le ho piu' ritrovate.

Monday, 15 December 2014

Una tentazione

Siamo io, te, un tavolino, due tazze di caffe' ... ed intorno a noi, insinuato nella folla, elemento di contorno piu' che di disturbo vero e proprio, un tale che ci osserva, solo pateticamente inopportuno e fastidioso.


Deve stupirsi di vedere assieme, dal vivo e non sul palco di un teatro, la Bella e la Bestia, e certamente non puo' accettarlo.

La sua mascolinita' gli impone di fare qualcosa, come per esempio sostituire la mia presenza con la sua, e magari metterti le mani addosso entro la mezzanotte.

Cerco di ignorarlo, ed inizio a parlarti.

Io ti amo, di piu' quando sei insicura, e il peso di decisioni da prendere, ed il ricordo di delusioni passate, fa vacillare il tuo futuro.

Allora ti parlo di te, di Vera, e dei motivi per i quali sei per me cosi' speciale, importante, definitiva.

Ti avvolgo di parole, di parole ti faccio dono.

Sto per cominciare, quando quel rozzo disturbatore si intromette, tossicchiando, lasciando intendere di dover puntualizzare, e insiste a voler essere lui, che non ti conosce neppure, a discutere con te.

'Sei speciale perche' sei cosi' bella', e suona quasi come una minaccia, compiaciuto della sua stessa audacia, convinto di poterti sedurre con poche sillabe, e per altro le piu' banali tra tutte.

Io, non distogliendo lo sguardo dal tuo, aggiungo 'Non solo'.

Ed allora lui aggiusta la mira.

'Sei speciale perche' sei intelligente'.

Di nuovo: 'Non solo'.

Il sogno adesso perde di definizione, ma quello continua ad andare avanti, seguendo una china ridicola, soprattutto inefficace.

Alla fine io dico solamente.

'Tu sei speciale perche' sei una tentazione'.

Ma il senso di questa frase, che uno potrebbe interpretare come una suprema lusinga, una forma di preliminare verbale, sfugge a chi non ti conosce.

Tu non sei una tentazione di natura erotica o sentimentale.
Lei, di cui vorrei il sapore sulle labbra e il battito del cuore irregolare, lo e', non tu.

E non sei neppure una impellente tentazione per l'intelletto.
Lei, di cui vorrei esplorare e smontare i nervi e gli incubi, lo e', non tu.

Tu sei una tentazione per la mia stessa condotta di uomo.

Lo sei per la mia etica, per l'ordine delle cose che popolano questo mondo, per le decisioni da prendere, per quelle da rimandare o annullare.

O almeno cosi' interpreto ora quella frase, apoftegmatica, netta, che non ammette mediazioni di sorta e che tuttavia rimane un'enigma, anche ora che sono desto, e vi penso.

Saturday, 13 December 2014

Vorra' pur dire qualcosa

Vorra' pur dire qualcosa, se non ti dimentico.
E vorra' pur dire qualcosa, se continuo a pensare a te.

Thursday, 11 December 2014

Le ultime

E mi ricordo anche di un'altra (una delle poche!) ragazza.

Era scossa, confusa, ancora spaventata, addirittura si sentiva in colpa mentre rievocava, carezzata dalle mie dolci premure di mite storpio, un episodio passato.

Mi raccontava di un tizio, uno che era stato con lei.

Non so se prima o dopo la cosa, si erano messi a parlare un po'.

Prima ... ti sembra folle?

Credimi, anche se sei affamato a volte e' di parole che cerchi presenza, e non e' assurdo che siano loro le prime a riempire gli spazi vuoti tra due individui.

Lui, benche' la faccenda si svolgesse in una casa Svizzera, era di colore, forse meticcio, forse africano, non so.

Lei, ingenuamente, si sorprese, si meraviglio', forse domando' qualcosa quando quello puntualizzo' di essere svizzero, non so se perche' adottato o figlio di immigrati.

Una semplice domanda, un potenziale punto di contatto nel vuoto siderale tra due stelle per un attimo sovrapposte, irrito' quel ragazzo.

E divenne cattivo, e da offeso non manco' di insultarla, di metterla in cattiva luce con la padrona di casa.

Quel tale ripescava probabilmente dal passato canzonature odiose, offese relative la razza o l'orfanotrofio, in ogni caso di emarginazione, e schiumava, e per una volta che aveva a che fare con una delle ultime non poteva certo accettare quello che per una vita aveva dovuto supinamente subire.

No!

Con una delle ultime no!

Con una delle ultime finalmente anche lui poteva essere aggressivo, offendere, far sentire a disagio, e sentirsi dunque potente, capace di ferire, proprio come un bastardo qualsiasi.

Pazzo.

Avrebbe per una volta potuto percepire l'uguaglianza che unisce gli esseri umani, ed ancora di piu' la tenerezza che salda assieme uomo e donna.

Quella dolcezza io conosco.

Ultimo con ultima.

Che' siamo tutti ultimi, e tutti uguali, anche quando non ce ne sappiamo rendere conto.

Wednesday, 10 December 2014

Tu lo sei diventata

Quella che tu sei, tu lo sei diventata.

Ed io vivo della tua luce riflessa.
Ed io nutro i miei sogni di te.

Monday, 8 December 2014

Pensieri su di una donna

La citta' e' tra le piu' facili, come testimoniano l'operosita' del centro malattie veneree (lo so per esperienza non personale :D), il numero di aborti e le prime pagine dei tabloid scandalistici.

Durante il weekend il centro si popola di ragazze, giovani donne, casalinghe disperate, e gia' di sera ne vedi in giro moltissime di mezze nude ed eccitate, stridule e truccatissime.

Vanno a godersi la vita, o almeno a dimenticarsi della noia, della banalita', di quel peso sul petto che equivale soprattutto ad un'amara presa di coscienza.

Stai pur sicuro che ben poche torneranno a casa deluse da bacco o tabacco, e che ancora saranno li, la settimana prossima, ma piu' assuefatte che soddisfatte.

Convergono nelle vie alla moda, loro che vivono il nulla, lo squallore informe dei quartieri periferici, delle citta' dell'entroterra proprio come io esperisco il vuoto della tua assenza.

Si ammassano in locali notturni, pub,discoteche.

Sono moltissime le alticce, e ancora di piu' quelle in cerca di avventure.

Spesso, mi e' stato raccontato da predatori orgogliosi, si risolve tutto in androni di palazzi addormentati, in camere di motel, e quando lo permette l'estate nel buio dei parchi, dei giardini, dei boschi che seguono il fiume.

La mattina spazzini infreddoliti puliscono le strade degli eccessi della notte.

A volte mi capita di essere per la via, in mezzo a quel crogiolo di umori, aspettative ed ansie.

Affretto il passo, infastidito, deluso, urtato da forme di godimento di cui non priverei nessuno, e di cui tuttavia non riesco a contentarmi.

Allora io penso a te.

Sunday, 7 December 2014

Pensieri

Per un certo periodo della mia vita ho considerato il passato come ininfluente, neppure parziale reo del presente.

Il dolore, che di tante lacrime aveva rigato il mio viso di bimbo, non sommava che a fastidio sopportabilissimo nelle stanche giornate del me adolescente, ed il giovane uomo recuperava senza troppi traumi funzioni e energie paralizzate nelle settimane di ricovero ... allora perche' lamentarsi?

E cosi' l'amore solo immaginato per anni, e la solitudine tangibile ed ingombrante, erano equivalente nell'istante in cui li evocavo nel vuoto del mio letto, nel gelo di abbracci che dissolvevano al mattino ... allora perche' disperare?

Credevo di potermi liberare delle miserie e delle privazioni cosi', con un esercizio mentale, in virtu' della flessibilita' di un corpo, e di uno spirito, allenati e temprati.

Dimenticavo, o forse ottusamente ignoravo, il ruolo che giocano i ricordi, e l'esperienze, in ogni istante dell'esistenza di un individuo.

Insicurezze, fragilita', l'incerto zoppicare ... questi sono i relitti di una vita dura, amara, nella quale ogni bene e' stato conquista, e ove il male si e' insidiato come un parassita perfino nei pochi attimi di gioia e serenita' che ho saputo esperire.

Eppure non tutto e' perduto.

E' cresciuto un fiore, in questo inferno, in questa distesa brulla ed arida.

Per essere sopravvissuto puo' darsi che sia velenoso, e forse nasconde spine, ed e' nutrito da chissa' quali insetti.

Oppure e' fragile, esausto, sempre in bilico tra vita ed inferno.

... e forse fai bene tu a non avvicinarti troppo, ad osservarlo in silenzio, da lontano.

In ogni caso e' sublime, ed esiste.

Ed io lo scopro oggi.
Ed io lo scopro attraverso di te.

Saturday, 6 December 2014

Thursday, 4 December 2014

Preoccupazioni

Sai cos'e' la cosa buffa? (e dovrei forse dire drammatica?).

Ogni tanto capita di dover presentare il proprio lavoro (conferenze, meeting con gli sponsor, incontri piu' o meno programmati).

A volte uno riesce anche a produrre qualcosa di scientificamente valido, e che insomma in un CV sta anche bene.

Tra poco il contratto con l'Universita' scadra', ed io dovro' tornare a girare per il mondo, e dunque sono proprio nella condizione in cui un bel CV, con tante pubblicazioni su riviste quotate fanno un gran bene.

Sulla carta tutto va discretamente, anche grazie a colleghi maledettamente in gamba.

Il problema e' che stare un'ora in piedi, e camminare avanti ed indietro, e poi seguire i colleghi a pranzo ed a cena ... mi distrugge.

Io fisicamente sono a pezzi.

E lo sono, paradossalmente, proprio quando posso dimostrare di poter valere qualcosa, e lo sono proprio con chi deve in definitiva valutare non solo il mio lavoro ma anche il 'Gio' nella sua interezza.

'Mi fa male la schiena'.
Regredisco troppo in fretta al bimbo che non riusciva a stare dritto, e esprimeva cosi' un dolore sconosciuto ed inspiegabile.

Sto soffrendo.
Da due giorni.

Due giorni troppo intensi.

Troppo intensi per uno come me.

Tuesday, 2 December 2014

Tu

Tu ...
Tu non somigli a quella cantante (e dire che hai lo stesso taglio di capelli!).
Tu non somigli a quell'attrice (e dire che di profilo siete proprio uguali!).
Tu somigli dannatamente ad un sentimento.