Friday, 31 October 2014

Cronaca di un giorno particolare


Esco tardi la mattina.

La vicina del pian terreno sta ancora lavorando nel suo giardinetto, pochi metri quadrati che danno sulla strada, un francobollo che accompagna con altri piccoli lotti l'intero perimetro del palazzo.

Wednesday, 29 October 2014

Vicinanza



A me pare d'essere in ogni istante nelle vicinanze di 'qualcosa' che forse non sara' lieto, ma al diavolo se fa sussultare la mia umanita'!

Sono sempre prossimo ad un sorriso.

Tuesday, 28 October 2014

Tu, ad esempio

Io so parlare solo per esempi.

Ad esempio il tuo sorriso.
Ad esempio la volta che abbiamo preso tanta acqua tornando a casa.
Ad esempio quella passeggiata per i boschi.
Ad esempio una delle nostre colazioni di sabato mattina.
Ad esempio le tue lettere.
Ad esempio l'attesa del tuo ritorno.

Ad esempio io ti amo.

Monday, 27 October 2014

Pensieri su di te



Di libri, lettere ed attenzioni ho riempito i miei silenzi siderali.

Ed il tuo sorriso, e le tue lacrime, hanno eclissato il fuoco impietoso e distruttivo dell'indifferenza, dell'ignoranza, delle meschine preoccupazioni per il futuro, dell'ansie del presente monco e zoppicante.

Io non ho nulla, nessuna donna stringo nel mio abbraccio ... eppure celebro nel profondo del cuore la vittoria dei sentimenti, e questi sentimenti hanno un nome, ed il tuo sorriso, e le tue lacrime.

Saturday, 25 October 2014

Pensieri sull'angoscia

E' quasi tutto finzione.
 
Se non ci fossi tu, non leverei mai la maschera di cera che e' la mia persona.
 
Abitudine, pigrizia, convenienza ... superficialita' consigliano di ficcare la testa sotto la sabbia, e godere di quel che la vita offre, nel mio caso soprattutto il lenimento di questo dolore continuo, ed attendere il proprio turno.
 

Thursday, 23 October 2014

Mano nella mano

A volte riesco a controllare i miei sogni, od almeno, per essere piu' precisi, a non meravigliarmene troppo.

Cosi' le sensazioni di una giornata trascorsa pensando ad una persona, o riflessioni indotte dalla visione prima di andare a dormire di un determinato film, perfino il trascinarsi ostinato di un dolore particolare, capita tornino amplificati, modellati o parafrasati ma comunque riconoscibili nella notte.

Ieri e' stata una giornata grigia, monotona, sprecata in attivita' noiose, formali e sciatte.

Non avrei mai immaginato di poterti sognare, ed invece sei tornata ad animare le mie visioni.

E' stato bellissimo, sai?

Ci incontriamo in un bosco, isolati, smarriti o assoluti non saprei dire.

I colori sono quelli dell'autunno che ami tanto, la rapsodia cromatica che incendia le cime degli alberi e appesantisce il cielo di piombo.

Siamo li come due animali selvatici.

Mi e' piaciuto molto che nel sogno la contemplazione di te trattenesse il mio desiderio.
Mi e' piaciuto molto che nel sogno non forzassi la tua timidezza.

Ho ascoltato i tuoi silenzi, ed erano eloquenti, e coniugavano la tua visione del mondo al mio modo di intenderti: misteriosa, sfuggente, meditabonda.

Camminando lentamente nella macchia, mano nella mano, abbiamo lasciato le nostre impronte nel terreno umido di pioggia e affanni.

E' successo tutto dentro di me.
Ma e' proprio li che io esisto.

Saturday, 18 October 2014

Pensieri sull'amore

Sto soffrendo, ma questo dolore ora e' un pretesto per pensieri ... e chissa' che questi non colmino la distanza tra noi due.

Mi capita a volte di vedermi con qualche amico, ed a volte con chi amo davvero.

Si passano assieme ore nelle quali vengono alla luce i frutti della mia solutudine.
Sono dolci attenzioni, argomenti un po' sconclusionati, intrighi dialettici, lodi sperticate alla bellezza ... e dolcetti alla menta, e quadernetti dalle copertine a pois.

Poi ci si saluta.

Un bacio, un abbraccio ... magari una stretta di mano.

Poi ognuno per la sua strada.

Ed io mi domando se tu saprai mai che io ti ho seguita con lo sgardo fino al fondo della via, e che ancora adesso che chiudo gli occhi ti ho di fronte a me.

Tu lo saprai se con il tuo sguardo hai mai seguito l'amore fino al fondo della vita, e se anche ora che hai gli occhi chiusi lo senti di fronte a te.

Thursday, 16 October 2014

La bellezza di una donna




Se ne stava là, nel salotto della misera casupola dove la signora lo aveva portato, e l'aspettava, perché lei era andata un momento di sopra a visitare una donna.

Sentì i suoi passi lesti di sopra; sentì la sua voce gioiosa, poi bassa; guardò le tovagliette, i barattoli del tè, i paralumi di vetro; aspettava impaziente; non vedeva l'ora di tornare, deciso a portarle la borsa; poi la sentì uscire; chiudere una porta; dire che bisognava tenere le finestre aperte e le porte chiuse, e rivolgersi a lei per qualunque necessità (evidentemente parlava a un bambino), quando, all'improvviso, lei entrò, rimase in silenzio per un momento (come se di sopra avesse recitato una parte, e per un momento tornasse se stessa), rimase immobile per un momento davanti al ritratto della regina Vittoria con il nastro blu della Giarrettiera; e tutto a un tratto lui capì che era proprio questo; era proprio questo: lei era la creatura più bella che avesse mai visto.
Con stelle negli occhi e veli nei capelli, con ciclamini e viole selvatiche... che sciocchezze andava pensando? 
Lei aveva almeno cinquant'anni; aveva otto figli.

Camminando tra prati in fiore e portandosi al petto boccioli appena fioriti e agnelli caduti; con le stelle negli occhi e il vento nei capelli...

Le prese la borsa. «Arrivederci, Elsie» disse, e si avviarono per la strada, lei con l‟ombrellino ben dritto e camminando come se si aspettasse di incontrare qualcuno dietro l'angolo, mentre Charles Tansley per la prima volta in vita sua provava un orgoglio smisurato; un uomo che scavava in una fogna smise di scavare e la guardò; Charles Tansley provò un orgoglio smisurato; sentì il vento e i ciclamini e le violette perché camminava al fianco di una bella donna per la prima volta in vita sua.

Le aveva preso la borsa.

Gita al faro, Virginia Woolf.

Io penso di capirlo benissimo quell'orgolgio ... ma lo trovo ridicolo.
Il vento, i ciclamini e le violette invece ... oh si ...quelli si che sono i miei.

Tuesday, 14 October 2014

Ipotesi

L'infanzia e' l'eta' della meraviglia, e dunque del ricordo.

Il cuore e' cera quando gli occhi spalancati di un bambino s'aprono sul mondo.

Mi emozionava ogni espressione di dolore p tenerezza, al punto  che oggi e' piu' facile che sia la memoria piu' che l'esperienza del quotidiano ad infibulare i condotti spezzati del sentire, del provare, del riconoscere.

La maturita' e' il tempo dell'analisi e della sintesi, e dunque della malinconia, e dunque della serenita'.

Mi consola il patrimonio educativo che ho ereditato dalla mia infanzia ... ma lo sento venir meno, anche solo per il fisiologico fenomeno del dimenticare.

Si cancellano certe sfumature ... sono rimossi alcuni accordi .. sono sbiaditi riferimenti precisi a regioni inesplorate ma conosciute lo stesso dello spirito e della carne.

Sapro' dirti ancora 'ti amo'?

Monday, 13 October 2014

Pensieri ...

C'e' questo locale, nelle immediate prossimita' della stazione, che davvero ti farebbe impazzire.

Sono nello stesso luogo una 'art gallery', una libreria ed una caffetteria.

Saturday, 11 October 2014

Note

Una volta di piu' ho la conferma di essere una presenza scomoda.

Non entro nei dettagli del chi, del come, e neppure quelli forse piu' interessanti del perche'.

Mi limito alle conseguenze: nulla.

...

Usare con te una parola che ho sgraffignato dal tuo vocabolario ... e vedere se te ne accorgi, ed, ancora di piu', che te ne accorgi.

Ecco qualcosa di interessante!

...

Ho sognato la Dea romana della sapienza.
Era su un palco, teneva una lezione di benessere.
Piu' specificatamente, dimostrava come perfino la mia medicina per le ossa potesse essere un veicolo di buffa sensualita'.
Mentre elaboravo la scena avevo coscienza che ero io ad animare Minerva.
Ero emozionato della sua presenza ... anche per il fatto che emergeva chiarissimamente dolce ed incontrollato dalla ragione il mio affetto.
Ma ero anche triste del mio limite creativo, che ingabbiava quella creatura piu' geniale e profonda di me.

...

Mi manca scrivere con regolarita'.

Vorrei dedicarmi ad una forma compatta e stlisticamente riveduta di questo diario.
Lo vorrei pubblicare, sotto falso nome.

Un nome falso, dettagli anagrafici alterati, coordinate spaziali sballate ... e la verita' dei miei pensieri.

Che sono equivalenti a me stesso piu' di ogni dettaglio pur capace di collocarmi adesso in questo letto, agganciato ad una cellula di trasmissione dati, intento a battere tasti al computer

Ancora pensieri

Esistono segreti che caliamo dentro di noi per vergogna.

Ne esistono altri che nascondiamo per paura di scoprirci in un abisso di solitudine, e che invece vorremmo poter condividere, maturare o risolvere.

Friday, 10 October 2014

Adesso che ...

Adesso che c'e' lei devo inventarmi una nuova vita.

Una vita sgombra di ipocrisie, ma che conservi giocosita' e buffonerie ... nel quale alle giuste preoccupazioni non si aggiungano giochi delle parti, aspettative, speranze ridicole.

Ho partecipato anch'io ad una certa dose di ipocrisia.

Io credo che si possa finire a letto con una donna senza dover adattarsi ad alcuna commedia ... eppure devo ammettere di essermi calato in un personaggio, in passato.

Lo facevano tutti ... ma questa non e' una scusa.

Io non sono mai stato 'tutti' ... non lo saro' mai.

Qualche volta mi sono presentato a cene, feste di compleanno, concerti che non erano finalizzati ad altro se non inserirmi nel mondo di ...

Per voi donne, per quelle tra di voi sensuali,  carine ed intelligenti intendo, ed insomma per quelle come te, dev'essere piu' facile sfuggire allo spartito, al canovaccio, alle raccomandazioni del foglietto illustrativo.

Con lei torno a godere della fresca purezza del vero.

Basta mistificazioni ... basta anche se volesse dire basta donne.

Basta finche' non trovero' quella sensuale, carina ed intelligente che non indossa maschere, che non cerca pompose dichiarazioni, che non nasconde la sua malinconia ... che non si nasconde ai miei occhi.

Thursday, 9 October 2014

Ricordi confusi

Mi sono iscritto a questa associazione di ricercatori italiani.

L'ho fatto non per un interesse scientifico specifico, ma per curiosita della comunita' scientifica, dei molti caratteri che la animano.

Cosi' mi capita di leggere spesso titoli di articoli saggi, appendici, brevi riassunti proposti da questo o quello studioso.

Cosi' leggo di dotti e apprendisti si occupano di depressione, anoressia, bulimia.

Li immagino nei loro camici, li immagino alle loro scrivanie.

E mi viene in mente un episodio lontano, di cui forse ti ho gia' parlato, di cui ormai i dettagli sto perdendo.
 

'Non per farmi i fatti tuoi ... ma tu sei per caso anoressico?'.

Questa domanda mi e' stata rivolta nel 2004, in una stanza d'ospedale, reparto cardiochururgia.

Fatico a collocare nell'organigramma del nosocomio la donna che mi rivolse quella domanda ... era forse un'infermiera, forse un'ausiliaria.

Aveva la sua uniforme, il cartellino, equel giorno il turno del mattino.

Ero appena tornato in reparto dopo un paio di giorni in terapia intensiva.

Mi avevano appena aperto lo sterno per infilare un tubo attorno all'aorta, o qualcosa di simile.

Se avvicini l'orecchio al mio cuore, puoi sentire ancora il ticchettio della valvola che da allora e' il mio metronomo (citazione di Montale, vero?).

Ero in condizioni non critiche ma certamente in pessima forma.

Pesavo 42 chili, vuoi per il digiuno post-operatorio, vuoi per la mia condizione.

Dovevi essere cieco per non capire che ero in difficolta'.

Come si possa ignorare il dolore e, in un reparto pieno di sterni tenuti assieme da fili metallici, di drenaggi inflitati nel ventre, di cateteri, io non so.

Grazie al cielo non sono anoressico, ed a volte riesco ad esercitare una divertita indifferenza nei confronti degli idioti.

Avrei riso ... ma Dio santo quanto fa male ridere in quelle condizioni.Cosa intendo dire?

Che una condizione di dolore colloca un individuo sul ciglio di un precipizio, nel quale la superficialita' di dementi puo' precipitare.

Quando leggo di casi di disperazione, di bulimia, anoressia o depressione, io, i cui nervi incisi dal bisturi e dai ricordi sottraggono a tante sensazioni di dolore, mi domando quante e quali superficialita' vi siano coinvolte.

Tuesday, 7 October 2014

Pensieri

Da quasi un anno la necessita' delle lenti a contatto mi impone quotidianamente la visione in primo piano del mio viso.
E' un volto orribile, il mio.
Le guance scavate sono quelle di un tossicodipendente, ma l'ossatura aguzza, della mandibola sottile, della fronte piatta che si piega su tempie concave, contrastano con le forme sgraziate di un naso sproporzionato, grosso, aquilino, dal setto deviato verso destra.
Il pallore dello spettro isola aree arrossate di infiammazioni perpetue, ed e' traversato di rughe, graffiato di cicatrici.
I capelli diradati, gli zigomi spigolosi che tirano la pelle come una coperta troppo corta, sono negati dall'ampiezza dei padiglioni auricolari, dai lobi lassi, di vecchio.
Alla bellezza e' negata la sua ultima possibilita' di espressione, quella del sublime, quella di una armonia oscura.
I miei sorrisi non cancellano questa bruttezza.
Piuttosto la sottolineano, la rinforzano.
I miei sorrisi sono maschere di un dolore indicibile ma ormai sepolto, ministri della mia costante ipocrisia.
Mi prendo cura di me quanto basta per poter pretendere o attendere compassione o indifferenza di colleghi, conoscenti, dispensatrici di servizi.
Soffro e non soffro.
Io stesso sono compassionevole.
Io stesso sono indifferente.

Sunday, 5 October 2014

Pensieri

 
Incontro una bella ragazza.

Sta ordinando qualcosa alla mensa, ed io, in attesa del mio turno, ho un'occasione per guardarla.

Thursday, 2 October 2014

La condizione ideale

La condizione ideale per amare e' forse quella di un cuore in frantumi ...

La condizione ideale per essere amato forse e' quella di un cuore in frantumi.

E' cosi'?

Io non lo so.

C'e' tanto altro da considerare, non e' vero?

La forza, ad esempio.

Non e' una virtu' tenera, delicata, di quelle che immagini uniscano due innamorati in un abbraccio.
E' piuttosto irascibile, temibile, violenta ... e non dev'essere una presenza costante, sai?

E c'e' l'intelligenza: attendibile, a volte noiosa, a volte rassicurante, e comunque formale, oggettiva, un po' fredda ... ma necessaria.

Lo sappiamo entrambi.

Poi c'e' la bellezza.

Quella si che e' accolta serenamente dall'immaginazione.
Quella c'e' sempre nei sogni, l'hai notato?

...

Mi sembra di non aver dimenticato quasi nulla.
Cosi' riesco a credere ad ogni cosa.