Monday, 29 September 2014

Notizie dall'Italia


Mi ha scritto un'amica dall'Italia, l'unica compagna dei tempi dell'Universita' con la quale non abbia perso i contatti.

Friday, 26 September 2014

Sono venuto qui ...


Sono venuto qui con null'altro che occhi curiosi, un cuore ingenuo, una mente sgombra di pregiudizi.

E mi sembra di aver fatto innocente e ricca razzia di occhi curiosi, cuori ingenui, menti sgombre di pregiudizi. 

Thursday, 25 September 2014

Minuta

Il tema che voglio affrontare e' quello della disillusione e del sogno.

Io credo che contrariamente a quanto si possa credere od esperire normalmente, la disillusione non equivalga ad una condanna, ad un rifiuto del sogno.

Tuesday, 23 September 2014

Amore ed erotismo

Stanotte ho davvero fatto follie.

Me ne andavo in giro per le camere di un hotel affollato di sole donne.

Sunday, 21 September 2014

Semplicita'

Io elogio la semplicita', ma solo se questa e' il punto d'arrivo di un percorso lungo, difficile, tortuoso.

La elogio come la ricomposizione serena dei frammenti aguzzi dei fallimenti, come armonia delle delusioni cocenti ... ovvero come superamento dell'ansie adolescenziali, contemplazione disillusa ma profonda di verita'.


La semplicita' in questo senso non dev'essere superficiale, ne' dote innata.

Thursday, 18 September 2014

Appunti



Non sono tornato al lavoro neppure da una settimana e gia' mi trovo sommerso da incombenze: incontri, scadenze, articoli da revisionare, altri da correggere e sottomettere di nuovo cingono d'assedio la mia tranquillita'!

Wednesday, 17 September 2014

Inizi

E' iniziato un nuovo anno, qui in citta'.

Sei sorpresa?
Ti meraviglia che non abbia aspettato Gennaio per scrivere di 'anno nuovo'?

Inevitabilmente, in una sede universitaria tanto prestigiosa, l'anno inizia davvero a Settembre, quando i corridoi, le aule, le mense tornano a popolarsi di studenti, e le nuove matricole, vivaci, smarrite, in bilico tra il nascente senso di responsabilita' e l'ultima irrefrenabile spinta adolescenziale, trasferiscono all'ambiente, ai suoi frequentatori abituali, ingrigiti dalla consuetudine piu' che dall'eta', una vitalita' contagiosa.

Monday, 15 September 2014

Fatica, pensieri, inizi


Odio ogni manifestazione pubblica di intimita'.
Viola il mio credo.
Lo violenta, letteralmente.

Sunday, 14 September 2014

Ti ricordi?

La parziale serenita' di questi tempi e' una dimostrazione meravigliosa.

Davvero, rispetto i giorni peggiori, non ho nulla di piu' che la consapevolezza di una vicinanza particolare, intensa, segreta ...

Wednesday, 10 September 2014

Pensieri

Mi torna alla memoria l'estate di pochi anni fa.

Ero a Siracusa, per una conferenza.

Tuesday, 9 September 2014

Buone notizie

Sono stato dal mio cardiochirurgo.

Mi ha visitato, e davanti a se' aveva referto e cartoline, che' mia madre ha la bella abitudine di decorare con fotografie, ritagli di giornale, appunti scritti a mano perfino i piu' ufficiali tra i documenti, e paziente e uomo, che' io ho avuto la buona idea di costringere in questo corpo malato i sogni, i desideri e la forza di un'insaziabile amante della vita.

Bene.
E' andato tutto bene.
Anzi ...

'Il tuo cuore non va bene, va benissimo' ha detto il professore.

...

Il babbo era commosso, e quasi, lui che e' medico, non trovava le parole.

Io ero egualmente confuso, un po' stordito lo sono ancora adesso.

La mamma ha scritto sms di gioia a zie, zii, ai miei fratelli.

Ognuno di loro sa quanto ho sofferto, e quale dolore continui a tormentarmi.

Per questo capiscono, e gioiscono con noi.

Monday, 8 September 2014

Pensieri



A volte mi rammarico del tempo che passa, e spesso per una ragione in particolare: mi sembra via via sempre più improbabile che un giorno riuscirò a fare l'amore con Louise, od anche semplicemente a scoparmela.

...

Passeggio per i vicoli della mia città.
Sono diversi da quelli di lassù.

Qui i sensi s'inebriano di odori diversi tra loro, fiori dalla presenza quasi impudente, cespugli che per una bizzarra forma di sinestesia sento di dover chiamare 'lentischi', frutti dolciastri ove attraverso un'ammaccatura della buccia banchettano animaletti selvatici ed insetti, ed il fruscio di lucertole invisibili, e l'accortocciarsi di foglie bruciate dal sole, accompagnano il mio scendere in città assieme a tanti ricordi, ed il risalire lento e faticoso e gravato di pensieri che ricongiunge al destino di casa.

...

Incontro vecchi amici, compagni di scuola, ritrovo antiche botteghe superstiti all'insegne luminose, alla fame di nuovi spazi di rivenditori di telefoni e spacciatori di slot machines, e rivivo un passato che è esistito senza alcuna consapevolezza che un giorno sarebbe stato ponte tra stati d'animo diversi: giovani e vecchi, un tempo bimbi ed adulti, ripristinano, rinnovano, custodiscono affetto, amicizia, stima.

Non tutto è da buttare, ed anzi mi sembra, mi illudo, che l'intervento meticoloso benchè intermittente della benevolenza, della cura, della premura dell'altro costruisca anche in nostra assenza.

...

Vorrei avere più tempo per leggere.

E' quasi esclusivamente una questione di donne, come al solito.

Sono grato alla lettura, e se mai riuscirò a sfiorarti, a fare l'amore con te, o anche a scoparti, saprò che le parole, anche le nostre, saranno state le uniche responsabili.

Thursday, 4 September 2014

'Ciao!'


Stamattina sono stato in ospedale.

Nulla di grave, non temere: ogni volta che torno in Italia, ormai non riesco più a dire 'a casa', ne approfitto per prelievi di controllo, visite di specialisti, ecografie ... e quello di oggi è solo il primo di diversi appuntamenti ai quali dovrò presentarmi.

...

La mia è una piccola città non troppo illuminata, dove si pensa tanto al lavoro, e si è diffidenti, sospettosi del diverso ...
E' in definitiva una piccola città sulla quale gravano i limiti dell'ignoranza, limiti spesso sciocchi che infettano e feriscono le vite di molti, sprovveduti carnefici gli uni, disagiati ospiti gli altri.

...

Finita la pratica, durata il tempo di un prelievo e poche chiacchiere amichevoli con infermiere che mi conoscono da una vita, scendevo con mia madre in ascensore in direzione dell'ampio parcheggio sotterraneo.

Con noi era in cabina un uomo di mezza età, calvo, ben vestito, non molto alto ma imponente, e con ai piedi delle scarpe di cuoio nere, a punta, lucide e marziali.
Ammetto di aver pensato, tra me e me, ad un nipote del duce, ad alto dirigente dell'azienda ospedaliera, magari un leghista, o ad un lobbista di qualche grossa casa farmaceutica.

Assieme abbiamo raggiunto la biglietteria automatica, dove in coda attendevano di obliterare il proprio biglietto altri pazienti, dottori, visitatori.

Li, davanti a noi, proprio a fianco della macchinetta dove inserire le monetine, erano due o tre uomini sulla trentina.
Avevano la fisionomia vagamente intimidatoria tipica degli slavi, e quella loro parlata già all'apparenza ostile, e non solo perchè incomprensibile ma poichè intrinsicamente tagliente, ed un po' sfrontata ed esuberante.

Ammetto di aver pensato, tra me e me, a quei tizi, rom, bulgari, rumeni, che stazionano nei pressi dei distributori automatici per rimediare qualche soldo con velate minacce, imponendo con la mera presenza di barbe ispide e modi spicci un pizzo di pochi euro a suorine, madri sole, impiegati mingherlini, turisti sprovveduti.

Non era così.

I tre, che erano accompagnati da due bimbi, armeggiavano con una banconota da 5 euro che proprio non ne voleva sapere di essere accettata dal macchinario, forse perchè troppo spiegazzata, forse perchè infilata di rovescio.

Sorprendentemente, il 'fascistone' di cui sopra ha allora tirato fuori 5 monete da un Euro, e senza scomporsi le ho mostrate ai ragazzi, ed un 'grazie' stentato e sorpreso, ancora striato di venature slave, ed un 'prego' distinto, asciutto, che non dilapidava emozioni, hanno suggellato il baratto, il rapido passaggio da una mano all'altra di diverse forme di contante.

Già così sarebbe stato bello.
Già così ero sorpreso.

Mi ero sbagliato sul 'fascistone'.
Mi ero sbagliato sui 'rumeni'.

Ma con un'immediatezza ed una spontaneita' che davvero solo un bimbo può avere, uno dei piccoli che s'accompagnavano ai quei ragazzi si è girato, ha guardato in alto e senza doverci pensare due volte ha detto, con voce cristallina, in un buon Italiano

'Ciao!'.

Era un 'ciao' di riconoscenza, di riscatto per chi certamente a volte vede e soffre suo padre emarginato e disprezzato; era un 'ciao' che ha preso di sorpresa quell'uomo elegante, abituato al 'lei', al 'buon giorno ingegnere', a colf ucranie e professionisti lombardi.

E' stato bellissimo.

Se questo è il presente, ho fiducia nel futuro.

Wednesday, 3 September 2014

Che bella Praga


Che bella Praga.

Vi sono tornato dopo 4 anni.

Sono cambiato io.
E' cambiata lei.

Io resto ancora senza parole.