Monday, 15 December 2014

Una tentazione

Siamo io, te, un tavolino, due tazze di caffe' ... ed intorno a noi, insinuato nella folla, elemento di contorno piu' che di disturbo vero e proprio, un tale che ci osserva, solo pateticamente inopportuno e fastidioso.


Deve stupirsi di vedere assieme, dal vivo e non sul palco di un teatro, la Bella e la Bestia, e certamente non puo' accettarlo.

La sua mascolinita' gli impone di fare qualcosa, come per esempio sostituire la mia presenza con la sua, e magari metterti le mani addosso entro la mezzanotte.

Cerco di ignorarlo, ed inizio a parlarti.

Io ti amo, di piu' quando sei insicura, e il peso di decisioni da prendere, ed il ricordo di delusioni passate, fa vacillare il tuo futuro.

Allora ti parlo di te, di Vera, e dei motivi per i quali sei per me cosi' speciale, importante, definitiva.

Ti avvolgo di parole, di parole ti faccio dono.

Sto per cominciare, quando quel rozzo disturbatore si intromette, tossicchiando, lasciando intendere di dover puntualizzare, e insiste a voler essere lui, che non ti conosce neppure, a discutere con te.

'Sei speciale perche' sei cosi' bella', e suona quasi come una minaccia, compiaciuto della sua stessa audacia, convinto di poterti sedurre con poche sillabe, e per altro le piu' banali tra tutte.

Io, non distogliendo lo sguardo dal tuo, aggiungo 'Non solo'.

Ed allora lui aggiusta la mira.

'Sei speciale perche' sei intelligente'.

Di nuovo: 'Non solo'.

Il sogno adesso perde di definizione, ma quello continua ad andare avanti, seguendo una china ridicola, soprattutto inefficace.

Alla fine io dico solamente.

'Tu sei speciale perche' sei una tentazione'.

Ma il senso di questa frase, che uno potrebbe interpretare come una suprema lusinga, una forma di preliminare verbale, sfugge a chi non ti conosce.

Tu non sei una tentazione di natura erotica o sentimentale.
Lei, di cui vorrei il sapore sulle labbra e il battito del cuore irregolare, lo e', non tu.

E non sei neppure una impellente tentazione per l'intelletto.
Lei, di cui vorrei esplorare e smontare i nervi e gli incubi, lo e', non tu.

Tu sei una tentazione per la mia stessa condotta di uomo.

Lo sei per la mia etica, per l'ordine delle cose che popolano questo mondo, per le decisioni da prendere, per quelle da rimandare o annullare.

O almeno cosi' interpreto ora quella frase, apoftegmatica, netta, che non ammette mediazioni di sorta e che tuttavia rimane un'enigma, anche ora che sono desto, e vi penso.

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