Sunday, 28 December 2014

Tu sei ..


Da ragazzo mi bastava pochissimo, malinconia, di cui avevo grossa disponibilità, dolore, che conoscevo in abbondanza, per sostituire l'ideale all'oggettivo, al concreto, all'esistente.


Ero a metà strada, e trascinato da una parte, da quella dei diversi, dal destino, cercavo in ogni modo di non allontanarmi dalla sede naturale dei sentimenti, del piacere, della accumulazione di esperienze.

Riuscivo, senza dover stravolgere nessuna delle mie radici, a congiungere tra loro destini differenti tra loro, e un po' ingenuamente credevo che i miei sogni di amore e passione non fossero del tutto folli.

Lo erano.
Anzi, erano stupidi, e quasi meschini.

Vantavano, sottoforma di vaga intuizione che lentamente andava solidificandosi in teoria, una sapienza profonda del male di cui io non ero ancora dotto; la loro realizzazione, e dunque l'immediato, semplice godimento del corpo di una donna, li troppo presto si degenera anche quando si parte dall'amore più lirico, mi avrebbe interdetto ogni ulteriore conoscenza, e spinto all'invidia, alla falsità, alla gelosia pur di custodire quei beni che sapevo bene di non meritare.

Anche oggi non ho perso l'abitudine di sognare ad occhi aperti, manipolando elementi del reale, accostandoli nel modo opportuno, quello che permette combinazioni sorprendentemente solide tra frammenti incongruenti tra loro.

Ad ogni modo, nulla di quel che immagino ha per me alcuna attinenza con il probabile: è licenza delle mie sofferenze, il sognare ad occhi aperti.

Ho propiziato in mille modo diversi tra loro il nostro incontro.

Ora che vivo in paesi stranieri, lascio che sia la nostra lingua, sconosciuta a chi è attorno a noi, a veicolare per prima le nostre idee, non censurate dall'educazione, dall'ipocrisia.

Ti sento parlare, maledire, recitare versi.
Mi senti discutere, inveire, fischiettare di donne.

E ci conosciamo.

E la prima cosa che scopro di te, è che tu sei cutanea.

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