Wednesday, 31 December 2014

Piccoli suicidi tra amici

 

Neppure nei miei giorni peggiori ho pensato al suicidio, e per le più ovvie delle ragioni: in quei giorni le gambe delle ragazze mi sembrano più belle, ed i seni morbidi, e le labbra socchiuse sul sottile diastema dell'anima, promettono di donare dolcezza, ed istruire su misteri che si rinnovano ogni giorno chi ama le donne.

C'è chi mi ha confidato di cercare la morte nell'inedia, chi nel sangue.

C'è chi all'irreversibile si è avvicinato, ed altri, non io, queste creaturine irregolari e pungenti hanno convinto infine a vivere.

Mi rassegno senza troppi patimenti ad accettare che proprio il progressivo allontanamento da me abbia tenuto in vita alcune delle persone che più ho amato.

E' che io non ho istinti suicidi, come ti dicevo amo troppo le donne per avere altra priorità che la loro intimità, e così senza timore scavo, scosto, rivoluziono e percuoto.

Ho letto un libricino delizioso, "Piccoli suicidi tra amici".

E' un'esposizione ordinata e folle, tragica e buffa, di motivi per morire, di istinti per vivere.


E, pensa un po', anche lassù, nella gelida Finlandia, l'istinto, quando vince, ha forme sensuali, il colore del fuoco, l'impudenza dei sensi ... ed è propriziato da infiniti elementi, pedanteria, caso, disperazione, stanchezza.

Così ad alimentarmi è questa attrazione, indecente e fuori luogo, quando immagino le tue rotondità ed il tuo odore, e malinconica e toccante se affido a te tanti pensieri, se te continuo a rivolgere lo sguardo.

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