Wednesday, 17 December 2014

Cose che capitano

La prima e-mail che Lisa mi manda e' di quelle automatiche, generate senza alcun intervento umano.



E' parte di una sequenza: segue la conferma di un acquisto, e mi comunica i dettagli del mio ordine - si stimano in 10 i giorni necessari alla consegna, si prega di mettersi in contatto nel caso di ritardo o altre mancanze.

Passano i giorni, e dell'agognato pacchetto neppure l'ombra.

Scrivo un messaggio in poche righe per far presente la cosa a chi di dovere, e Lisa, molto educatamente e questa volta in carne ed ossa, mi chiede di pazientare, che' a Dicembre, non e' una scusa ma un dato di fatto, i servizi postali rallentano, ingolfati come sono di doni, di bigliettini di auguri.

Il ritardo e' ormai sospetto quando torno a farmi sentire.

Lisa, diversamente dalla prima volta, non replica che dopo alcuni giorni.

Quando lo fa, il tono e' diverso, scosso, personale: chiede scusa, e mi spiega che suo marito e' stato ricoverato d'urgenza, e che questo le ha impedito di svolgere la sua mansione.

I dottori si stanno prendendo cura di lui, ma anche per lei e' stata dura, e solo adesso ha trovato il tempo di rispondere alla mia lettera.

Aggiunge: 'But of course that is not your problem or what you want to hear.'.

...

Di certe cose uno non si interessa solo perche' ignaro di esse, non credi?

Ho implorato Lisa di lasciar perdere il mio ordine, e di dedicarsi a suo marito.

Io credo che queste siano cose che capitano quando qualcosa di inatteso mischia la carte: invece di terminare quella conversazione dopotutto ancora formale, mi ha ringraziato per un messaggio di incoraggiamento, e poi, non so esattamente come, ha iniziato, un po' per volta, a raccontarmi della sua vita.

Ha ricordato e condiviso memorie dell'adolescenza vissuta in Egitto, della rivoluzione di Nasser che sorprese la sua famiglia francese e ne usurpo' i beni.

Le 7 lingue che ha imparato, vivendo a contatto con culture tra loro diverse, e per molti in contraddizione tra loro, le fecero trovare un lavoro di una certa responsabilita' ad Hong Kong, e ad un lungo soggiorno in oriente e' infine seguito un ritorno in Europa.

Infine e' subentrato un male improvviso, uno di quelli che aggrediscono quando ci si avvicina ai settant'anni, e tuttavia l'amore per il proprio compagno e' ancora forte, anima di tutti e due.

Le ho scritto di nuovo.

Thanks for a very interesting and inspiring letter.

Your words, rich, dense, vibrating, as they are equivalent to your experiences, validated by wars, revolutions, love, confirm some of my ideas about the key role played by 'differences' in our lives.
...

All I can tell you is that I'm thankful to most of the experiences I've come through - and some of the worst have been the most instructive, and in the end, in the very end, when pain was not excruciating any longer, the most rewarding.
...
Today I look at my past and I see a mosaic, and it does make sense, even if its single parts,the single pieces of this puzzle that is life, have been scattered around for a long time, in disarray, in total disorder.
E' bello quando certe cose, inattese, inimmaginabili, capitano.
Non lo credi anche tu?

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