Tuesday, 11 November 2014

'You are pretty unique, Mr. Gio!'

Questo male non si puo' sconfiggere.
Non lo si puo' neppure aggredire in una fase iniziale, e ridurlo a noia, a semplice fastidio: e' parte di me, e' da me inalienabile ... ed e' avvilente.

Da ragazzino ingenuamente, superstiziosamente, credevo di potergli sacrificare delle vittime, la colonna, il cuore, sulle quali avrebbe sfogato le sue energie, consumato la sua fame.

Mi ingannavo, e l'opera del medico a fatica, ad alto prezzo recuperava parzialmente funzioni compromesse.

E' inguaribile.
Non e' neppure una malattia, in senso stretto: e' una condizione.
Ad ogni modo, conosco i pericoli di diagnosi errate, di sottovalutazioni triviali.

Per questo motivo quando un medico mi chiede il permesso di essere visitato da uno studente acconsento sempre, rinunciando senza pudore alla decenza della camicia abbottonata, all'inganno del sorriso paziente.

Mi e' capitato l'ultima volta solo pochi giorni fa.

Un giovanotto mi avrebbe visitato, ed una telecamera avrebbe registrato la nostra conversazione, cosi' che altri studenti avrebbero potuto valutare un caso clinico particolare ed esperito la vera natura della loro futura professione.

Ammetto di aver barato, spifferando dettagli circa la mia condizione al dottorino, per evitargli una brutta figuraccia, ovvero quella di non riconoscere nel mio scheletro la presenza strisciante di un male che non dorme mai.

E' andata bene, a partire dalla sua introduzione, dove mi classificava correttamente come affetto da ...

Sono stato brillante e dettagliato.

Verso la fine, accennavo alle differenze tra i varii sistemi sanitari delle nazioni nelle quali ho vissuto.

Rassicuravo il mio interlocutore circa i miei intendimenti: non sono uno scansafatiche in cerca di benefit per vivere alle spalle della collettivita', ma lo stesso mi sono dovuto informare circa questo e quello, ed in effetti ho goduto dei servigi dell'NHS ...

Mi ha dunque chiesto del mio lavoro, ed era sbigottito di sapere che sono un Dr. all'Universita'.

Dimenticando per un attimo la sua professionalita', o forse invece vestendosene per la prima volta, mi ha sorriso e detto:

'You're pretty unique, Mr. Gio'.

E dentro pensavo a come e' semplice in verita' la mia vita, regolata com'e' dall'amore per le belle donne, gli alberi, le conversazioni appassionate e sincere, qualche divertimento giocoso.

Ogni giorno godo dei miei genii tutelari.

4 comments:

  1. Ciao Gio,
    quello che scrivi è sentito lo si sente.
    Io non faccio mai da "cavia per gli scolaretti" :-), ma riconosco che qualcuno deve pur farlo, non so perché ma preferisco non essere il test di ammissione di nessun futuro neo prossimo dottore.
    Ho bazzicato anche io negli Hospital, come paziente, il più delle volte al pronto soccorso, dove in un certo periodo della mia vita ero di casa, andavo da solo, vedevo il tipo che si occupava di segnalare che tipo di urgenza ero e alzavo la mano diagnosticando cose tipo: "Non ho fretta vai tranquillo Sarà una micro allo Scafoide destro" ... dopo 10 ore riprendevo la mia moto e il mio gesso e tornavo a casa.
    Mi piace come ti racconti.
    Ciao
    Gio

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  2. Ciao Gio.

    Nella mia carriera - assolutamente folle - di centauro conto un numero di cinquantini, su tutti un mitico 'Issimo' con cambio manuale - una mastodontica Honda CRM 125 ed una allegra Suzuki DRZ 400 SM. Adesso ho appeso il casco al chiodo ... ma quanti passi alpini ho - incoscientemente, salito :D

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