Tuesday, 7 October 2014

Pensieri

Da quasi un anno la necessita' delle lenti a contatto mi impone quotidianamente la visione in primo piano del mio viso.
E' un volto orribile, il mio.
Le guance scavate sono quelle di un tossicodipendente, ma l'ossatura aguzza, della mandibola sottile, della fronte piatta che si piega su tempie concave, contrastano con le forme sgraziate di un naso sproporzionato, grosso, aquilino, dal setto deviato verso destra.
Il pallore dello spettro isola aree arrossate di infiammazioni perpetue, ed e' traversato di rughe, graffiato di cicatrici.
I capelli diradati, gli zigomi spigolosi che tirano la pelle come una coperta troppo corta, sono negati dall'ampiezza dei padiglioni auricolari, dai lobi lassi, di vecchio.
Alla bellezza e' negata la sua ultima possibilita' di espressione, quella del sublime, quella di una armonia oscura.
I miei sorrisi non cancellano questa bruttezza.
Piuttosto la sottolineano, la rinforzano.
I miei sorrisi sono maschere di un dolore indicibile ma ormai sepolto, ministri della mia costante ipocrisia.
Mi prendo cura di me quanto basta per poter pretendere o attendere compassione o indifferenza di colleghi, conoscenti, dispensatrici di servizi.
Soffro e non soffro.
Io stesso sono compassionevole.
Io stesso sono indifferente.

3 comments:

  1. Io trovo il tuo sorriso bellissimo, lo hai rubato a quello zio adorabile che ho avuto la fortuna di conoscere anche io.
    Con lo yoga ho imparato che avere compassione di se stessi, nel senso buono, è una cosa positiva. Vuol dire permettersi anche di essere meno forti, permettersi di coccolarsi un po attraverso la pietà (che è un sentimento nobile se calibrato il giusto).
    Dai amico mio, dai :)

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    1. Non c'e' bisogno di incoraggiamenti :-)
      Mi limito ad osservazioni oggettive che non infrangono nulla: non l'amor proprio, non la mia lucidita'.
      E' come se parlassi di un automa.

      Ciao Sarah!

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  2. Silver SilvanOctober 11, 2014

    Probabilmente la sua bruttezza esteriore riflette quella interiore. Le persone brutte fuori sono sempre brutte anche dentro.

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