Saturday, 25 October 2014

Pensieri sull'angoscia

E' quasi tutto finzione.
 
Se non ci fossi tu, non leverei mai la maschera di cera che e' la mia persona.
 
Abitudine, pigrizia, convenienza ... superficialita' consigliano di ficcare la testa sotto la sabbia, e godere di quel che la vita offre, nel mio caso soprattutto il lenimento di questo dolore continuo, ed attendere il proprio turno.
 
Ai cambi di stagione sono piegato dal male.
Dormo malissimo, e la mattina alzarsi e' una piccola avventura, e stare seduto, e dunque lavorare, una lotta dalla quale esco esausto, consumato, solo raramente comunque depresso.
 
Raramente cerco soluzioni alternative alla pazienza: un medicinale, mani premurose od esperte quasi mai intervengono in mio soccorso.
 
Ho sempre temuto, d'altra parte, le dipendenze.
 
In definitiva mi sono rassegnato con profitto al destino di reietto, di sofferente, ed intendo spiegarti il senso di questa affermazione.

Ho conservato la parte di dignita' che interseca il dominio dell'intimo, perche' li, in costante tu per tu con me stesso, non sono mai dovuto scendere ai compromessi del baratto, dell'usufrutto, del prestito agevolato.
 
Le premesse ... sono loro che mi hanno isolato, gettandomi paradossalmente in una condizione di perpetua, per nulla invidiabile o utile, purezza.
 
Solitudine?
Dolore?
 
Non sono questi i temi dell'angoscia.
 
Il problema non e' la solitudine, ne' tanto meno il nostro dolore.

La solitudine e' anzi una mezza soluzione, ed il dolore un diversivo.
 
Sono tentativi di scongiurare e dimenticare il vero male dell'esistenza, che e' la fragilita' di chi amiamo, la friabilita' di ogni rapporto umano.
 
Sigillato in una solitudine rigida ed impermeabile, uno si illude che il tempo si dimentichi di fuggire, ma quello ostinato va avanti lo stesso, indifferente alle nostre tenerezze, ed aggredisce i tratti del viso, ed ottunde le menti, fino a renderci estranei, freddi ...cadaveri.

6 comments:

  1. Riconosco, a volte, nella solitudine... una compagna di pace. Questa cosa un pò l'ho imparata a "riconoscerla" grazie a te, che me ne hai parlato (e ne hai parlato) molto. A volte me la vorrei indossare come un vestito comodo, che non stringe in nessun punto e mi fa sentire a mio agio, ma c'è una parte di me (del mio corpo, della mia anima) che rimane (si sente) nuda, e manca qualcosa. Chissà se c'è un livello di "completezza" anche nella solitudine, se potessi intravederlo sarebbe una scoperta sorprendente e pericolosa. Ciao Gio (come stai?)

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    1. Silver SilvanOctober 26, 2014

      Sta solo sul cuor della terra, mi sembra ovvio. Ma che domande sceme fa?

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    2. Sto abbastanza bene Sarah. Vivo diverse esistenze nello stesso tempo ... alcune ancora dignitose.

      Aderisco bene alla solitudine ma non la raccomando a tutti ;-)

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    3. Io ci sto benissimo in solitudine. Ma davvero Gio : e' un amore disinteressato e incondizionato. :-)
      Silver oerche non vieni da me nel mio blog. Troverai pane per i tuoi denti.
      Silvi.
      Anitali50.blogspot.it

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    4. Anche io sto abbastanza bene in verita' :-)

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  2. Silver SilvanOctober 27, 2014

    Ci venni. Mi annoiai. Me ne andai.

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