Sunday, 14 September 2014

Ti ricordi?

La parziale serenita' di questi tempi e' una dimostrazione meravigliosa.

Davvero, rispetto i giorni peggiori, non ho nulla di piu' che la consapevolezza di una vicinanza particolare, intensa, segreta ...


Forse questo e' il massimo cui possa ambire?
Forse questo e' il massimo cui si possa ambire?

Il pensiero che si fa legame, affetto, intimita', e che magari necessariamente deve fuggire la carne.

Ricordo le parole di Alessandro, ai tempi del dottorato.

Faceva di tutto per convincermi che alla fine le donne sono ben poca cosa, che sono banali, noiose, letteralmente'delle troie insicure ed aggressive che pensano solo al proprio misero tornaconto'.

Mi voleva rassicurare forse del fatto che non mi stavo perdendo nulla, e che sarebbe stata una delusione tremenda scoprire la verita', e che 'tutti', lui compreso, non trovavano che miseria, ed ulteriore miseria nelle donne con le quali si accompagnavano.

Non aveva tutti i torti, non lo credi anche tu?

In ogni caso, io ho evaso questo pericolo.

Non so che farmene di Tiziana, Jessica, Diana.

O meglio ...

Saprei farmele e basta.

Tiziana, Jessica, Diana ...

Le 'intermedie', le chiamo io.

Intermedie, certamente, ma anche sufficienti, e comunque ossessionanti abbastanza da far deragliare anche chi di queste donne orribili ha piena coscienza.

Mi sembra di rivedere adesso davanti a me Paolo, ubriaco ad una festa di Natale.

Mi confido' il suo grande amore per una ragazza di Bologna.
Lo confido' a me, con il quale non scambiava che poche battute, e che anche in quell'occasione era sobrio, lucido, accidentato.

Nel frattempo, da qualche mese, era finito in ufficio con Jessica, una bella ragazza di Seattle, altissima, e carina credo, culo stupendo a detta di alcuni.







Aveva un'odore molto particolare, ma per fortuna non del tipo che mi fa perdere la testa.

Insomma ... quei due erano capitati per caso nello stesso ufficio.

Compilarono la trafila standard, che include fare sesso, e sgualcire l'idea stessa del grande amore proprio come si logora un vestito troppo piccolo, che si insiste ad indossare giusto per non tremare, o per nascondere le proprie nudità.

Poi e' arrivato un bel bambino, un matrimonio, (fui trai pochissimi del dipartimento a non essere invitato - una soddisfazione che puoi capire) e tutto quel che e' 'sufficiente',  apparecchiato, pronto al consumo.

Sai?

Io sento gelare quando osservo il trionfo della meccanica.
Tutto cio' che obbedisce una legga di minimo cammino, mi aggredisce.

Per questo amo le creaturine complesse e non lineari, intricate ... e bellissime.

4 comments:

  1. Un saluto Gio!
    Buona notte!

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  2. No! Ma faccio finta di nulla... devo operarmi
    bacio!

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    1. Tengo le dita incrociate per te.
      Tienimi aggiornato, va bene?

      Un abbraccio Sara!

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