Sunday, 21 September 2014

Semplicita'

Io elogio la semplicita', ma solo se questa e' il punto d'arrivo di un percorso lungo, difficile, tortuoso.

La elogio come la ricomposizione serena dei frammenti aguzzi dei fallimenti, come armonia delle delusioni cocenti ... ovvero come superamento dell'ansie adolescenziali, contemplazione disillusa ma profonda di verita'.


La semplicita' in questo senso non dev'essere superficiale, ne' dote innata.
La semplicita' e' un nucleo sferico cui si aggrappano mille contraddizioni apparenti, non un orizzonte monotono e noioso, sempre uguale a se' stesso.

Sono poche le cose che davvero ritengo necessario imparare: il ruolo dell'amore e della bellezza, il rispetto delle condizioni sfaverovoli, la severita' nei confronti dell'abbondanza ...

Per il resto, per la molteplicita' ulteriore dei rapporti umani, ma perfino per cio' che e' scienza, non mi preoccupo troppo, e non dedico energie gravi per distinguere verita' ed opinione, o per mettere in gerarchia le diverse, transitorie sensazioni.

Non dedico energie che' non me ne rimangono.

E' che dedicarsi all'amore e' impegnativo, sai?
E sono servo della bellezza, ed a questa rivolgo le mie attenzioni, e queste parole, che scrivo a te, che sei una bella donna.
La mia condotta etica non e' una regola che basta imparare: va applicata, e a volte costa fatica essere giusti, non chinare il capo, non abbassare la voce.

Cosi' e' per sempre il mio destino: semplice nell'intimo, e coerente, saldo, confuso e sfuggente in superficie, e malsicuro, ed in affanno.

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