Wednesday, 17 September 2014

Inizi

E' iniziato un nuovo anno, qui in citta'.

Sei sorpresa?
Ti meraviglia che non abbia aspettato Gennaio per scrivere di 'anno nuovo'?

Inevitabilmente, in una sede universitaria tanto prestigiosa, l'anno inizia davvero a Settembre, quando i corridoi, le aule, le mense tornano a popolarsi di studenti, e le nuove matricole, vivaci, smarrite, in bilico tra il nascente senso di responsabilita' e l'ultima irrefrenabile spinta adolescenziale, trasferiscono all'ambiente, ai suoi frequentatori abituali, ingrigiti dalla consuetudine piu' che dall'eta', una vitalita' contagiosa.

Allora c'e' tenerezza, nell'aria, per questi pulcini che muovono i primi passi lontano dal nido, e che un po' per caso si sono intrufolati in un mondo che forse non immaginavano tanto diverso da quello gia' consolidato dei loro 20 anni.

Quante belle ragazze ho visto negli ultimi giorni!

Le asiatiche, non solo le carine, su tutte mi incuriosiscono.

Riconosci subito quelle che sono appena arrivate: se ne stanno diligenti in attesa sull'uscio di porte socchiuse, non osano bussare come farebbe un mascalzone qualsiasi, e sono educatamente silenziose quando da sole, ma eccitate e loquaci, ed incomprensibili, quando ad un crocicchio trovano un'amica, una sconosciuta a loro affine piu' di quanto un ottuso negatore delle razze potrebbe mai riconoscere.

Volendo negare ogni principio razzista, chi disconosce a priori differenze anche sostanziali tra genti diverse priva il mondo, e l'occhio degli innamorati voluttuosi e l'acume degli osservatori attenti, di risorse vitali.

Le orientali ... partecipano proprio poiche' alternative all'europee ai miei sogni, all'immaginazione, all'aspirazione.

Solo alcune sono graziose, io comunque tra le matricole non ne desidero nessuna data la fin troppo giovane eta', ma c'e' un'eleganza cui non siamo abituati nel loro portamento, nelle forme contenute di corpi minuti, nella seta di capelli nerissimi, lisci, dal taglio perfettamente orizzontale sul davanti, e che quasi mai esibiscono l'esuberanza dei ricci, o la malizia di una treccina.

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