Wednesday, 27 August 2014

Quanti di vita

Prima di ripartire alla volta del Regno Unito vedro' due medici.

E' stato il babbo ad organizzare per me queste visite, e so bene che le sue erano come al solito le migliori intenzioni, ma esiste una soluzione di continuita' inevitabile ed incolmabile tra la prassi del professionista, abituato a gestire i suoi malati con necessari distacco, e la pelle del paziente, che dal suo corpo non puo' proprio staccarsi, neppure per un istante.

Sono un po' preoccipato: l'oculista vorra' forse dire la sua circa la condizione del mio occhio, e tornare nell'ospedale dove per due volte il mio cuore si e' fermato inevitabilmente mi fara' rivivere stagioni penosissime.

Sono tuttavia grato al dolore.

Mi tutela, preserva la mia bonta', asseconda quei desideri di te che sostengono a loro volta amore.

Anche oggi che sono sereno, e questa condizione sento acquisita, io posso ripristinare in ogni momento le mie sofferenze: il bruciore delle giunture, l'affanno del respiro, la consapevolezza della tua intrinseca lontananza non si assentano mai.

Ora il male si e' coagulato, si e' come separato dalla sostanza viva.

Arresosi ad idee meravigliose, ne e' piedistallo, fondamento, radice.

Cosi' intendo la malinconia, e tu, afflitta da demoni simili, sento vicina.

Guardami.

Siamo qui.

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