Saturday, 2 August 2014

Pensieri sulla bellezza e sull'amore



Sono davvero un farabutto, un birbone, un'anima scellerata ... ma lo sono solo se contagiato dalla bellezza, questo principio capace all'istante di spazzare via formalita', ordine, rigore, regole, e di innescare, e resuscitarmi dentro, un demone buono, perverso e giocherellone.

Il mio εὖ δαίμων!

Incontro una collega che non vedo da un po' di tempo.

E' tornata nel Regno Unito dopo una lunga esperienza lavorativa in Belgio e un paio di settimane di vacanze nella sua Österreich.

E' una delle ragazze piu' carine del nostro dipartimento, e se non fosse una collega, e se non avessi te e le tue treccine per la testa chissa' ... avrei anche potuto provare a farle la corte.

Ed invece?

Ed invece nulla: mi limito a gioire della sua avvenenza, e la riempo di complimenti carini, buffi, a tratti parodistici.

Sai ... ha fatto perdere la testa a molti.

E' una di quelle donne abituate fin dall'adolescenza ad essere ammirate dagli uomini e invidiata dalle altre donne, ed uno e l'altro comportamento, come ogni eccesso, pone un diaframma opaco tra lei e gli altri.

Gelosie oscene si scatenano tra i corteggiatori, se uno osa un po' troppo, non rispettando le regole patetiche degli uomini, i turni tacitamente stabiliti, e le donne non perdono occasione di sparlarne, di mettere zizzania, di mordersi la lingua al suo passaggio per tacere delle segrete villanie dei loro cuori.

Io sono spudorato, e la mia spudoratezza non manca di sorprendere neppure chi da anni mi conosce, e riesce, a volte, a costringere al sorriso anche gli incattiviti innamorati, le viperette biforcute.

La incontro alla mensa, dove con altri, ed altre, sta per sedersi ad un tavolo.

Era da un po' di tempo che non avevamo modo di salutarci, ed allora mi prendo la liberta' di rinnovarle i miei complimenti, ed inizio dal nuovo taglio di capelli per finire con gli stivaletti di pelle, che' certe cose io le faccio bene.

Imbarazzo tra gli altri, impazienza, soprattutto, che me ne vada.

Prima di salutarla, le chiedo ulteriori delucidazioni circa quella gonna che indossa, che, mi spiega, e' stata sua sorella a confezionare per lei.

Un po' contrariato le faccio notare che la fantasia del tessuto, girasoli su sfondo verde, mi sembra piu' appropriato per una tovaglia che non per una gonna.

Lei per un attimo non sa come rispondere, ed io corro in suo aiuto.

'Beh ... ma non preoccuparti: non e' un problema' le dico.

Quindi aggiungo, gesticolando in modo inequivocabile

'Siamo giusto a tavola, sicche' puoi levarti la gonna e metterla sul tavolo come e' naturale che sia'.

Mi sono allontanato lasciando tutti un po' in imbarazzo, e tuttavia avendo rubato, estorto, donato un sorriso ad ognuno di loro: innamorati respinti, colleghe un po' frustrate.

La bellezza e' di ognuno.

L'amore, in ogni caso, e' altra cosa.

9 comments:

  1. Perfetto!
    Avrei voluto esserci per vederti!
    Ciao

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    1. Saremmo stati complici Gianni :D

      Ciao!

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  2. Estremamemte intelligente , umoristico al punto giusto, affascinate ed estroso..ecco il nostro Gio!!!!!!

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  3. Silver SilvanAugust 10, 2014

    Ogni volta che sbircio nel suo blog percepisco una deprimente sensazione di vacuità. Mi da l'idea di essere la persona più sola e più vuota del mondo. Il suo vuoto non lo possono riempire "le donne che ama", è una pretesa insostenibile. Per questo una sola non le basta. Solidarietà alle poverine che hanno l'immensa sventura di incontrarla, almeno finché non avrà riempito il suo cratere gonfio di nulla. Dopo, chissà, forse sarà una persona degna di questo nome. Per ora, è solo un fantasma che cammina e crede di provare emozioni. A spese di altri.

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    1. Mi ricorda un oscuro re di Scozia ...

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    2. Gio, un consiglio? Togli l' anonimo. :)
      Baciotti.

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  4. Trovo che sia un tipa "giusta" Me gusta. E bravo Gio!
    hai ragione lasciale rosigare....

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  5. Le donne che amo mi sorridono ;-)

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