Tuesday, 19 August 2014

Gelosia



Questa poi ...

Te la devo raccontare!

Sono geloso.
Sono geloso del Clown.



E' cosi' perche' so che tu lo amerai, proprio come io lo amo.
E' cosi' perche' vorrei aver conservato la purezza del suo cuore, ma io l'ho perduta, pur non avendola dimenticata o rinnegata.

Allora me lo tengo stretto, insisto perche' tu lo conosca ...
e tuttavia sono geloso.

...

Questo libro non ha nulla di maschile, e tuttavia non si puo' davvero dubitare che il suo autore sia un uomo.

Racconta di un amore carnalmente purissimo, di una passione che conosce la follia del sentimenti piu' che la schiavitu' dei sensi.

Il clown si colloca tra Lo Straniero e L'Idiota.

Del primo ha l'insofferenza per cio' che e' eterodiretto, codificato e reso innocuo per anestesia dei soccombenti, del secondo la semplicita' dei sentimenti, di entrambi il destino di reietto.

Mi piace, e sai com'e' difficile che un uomo mi piaccia.

Vorrei avesse telefonato a me, quella sera.

Avremmo parlato di Maria, ed io, furente, cosciente della disgrazia di quel lutto morale che investiva chiunque confidasse nell'amore, avrei preso il primo treno per Bonn, e senza farmi annunciare sarei andato a visitare uno dopo l'altro i pochi giusti ed i molti i mediocri di quella citta'.

Edgar non l'avrei trovato, molti altri avrei mandato a quel paese, Kalik si sarebbe preso altri ceffoni, la madre l'avrei pietosamente ignorata, Leo avrei semplicemente insultato.

Prima di andare a trovare suo padre, avrei profittato dell'ospitalita' degli ultimi per rifocillarmi di uova sbattute ed un piatto di minestra.

Alla fine, scemata la collera, avrei cercato il babbo, e l'avrei convinto della fortuna di avere un figlio cosi'.

Non oggi, ma un domani, forse nell'imminenza della fine, almeno lui avrebbe capito.

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