Tuesday, 19 August 2014

Evocativo


Evocativo, immaginifico, visionario.

Triste e profondamente malinconico, e tuttavia capace d'irrigidirsi al suono di un nome, di odiare, perfino, ma non di fare del male.

Intenso, riflessivo, libero, comprensivo.



Soprattutto, attendibile.

Io credo fermamente che un individuo simile possa esistere.

La mia stessa esistenza, che non puo' certo ambire a definizioni tanto lusinghiere, esula tanto quanto la sua dal ragionevole, dall'atteso.

Ed ecco che una miseria giustifica una speranza, ed ecco che una miseria, lentamente, si fa forza motrice.

Il male mi ha educato, anzi: il male educa tutti coloro che non vi soccombono e non ne approfittano.

E' difficile, e tuttavia amabile, e la sua eccezionalita' e' nel numero: e' uno, solo, tra centomila, identici tra loro.

Questo e' il Clown.

L'io narrante che tante vicende racconta con tenerezza e violenza, spesso si smarrisce, e confuso, ed incontinente, evoca scenari di un realismo toccantissimo ed aspro.

Non voglio citare una sola frase di questo libro, ma vorrei farti partecipare all'emozioni.

Credimi, sarebbero intimamente tue, come le mie sono intimamente mie ...
Sarebbe, allora, la nostra una forma di remota interferenza, una sorta di unione non solo ideale, che' il cuore, il suo battito la testimoniera'.

Voglio lambire la tua anima con la mia, non mi accontento di nulla di meno.

Tu sarai commossa di cio' che ha commosso me.

Probabilmente non riusciro' a parlarti ancora a lungo di qualcuno che, come ti dicevo ieri, amerai assai piu' di me.

Quindi approfitta di me ora, ora che il mio amore, delicatamente cullato dal Clown, ispirato dal suo esempio, supera ogni desiderio, ogni bramosia di te.

...

Da venerdi avro' ospiti i miei genitori.

Nell'ultima telefonata prima della partenza, domani, raccomandero' a mia madre di portare con se' 3 copie di 'Opinioni di un Clown'.

Quando saro' io a partire per l'Europa, l'avro' nel bagaglio, tra i pochi indumenti necessari a qualche giorno di vacanza, qualche medicina, due o tre diavolerie elettroniche.

Io temo di non sapere cosa sia la monogamia.

Forse e' una di quelle cose che si imparano solo se si e' fortunati, insomma una di quelle cose che solo una buona maestra sa insegnare.

Forse l'ho intesa, ai tempi di Silvia, ma chi ero io allora?
Ed era quello vero amore?
Ne aveva l'intensita', ma ne possedeva anche altri caratteri?


Chissa' come sara' il futuro.

Nel frattempo e' cosi', ma non c'e' meschinita in quest'amore che mi infiamma per Alice, Silvia, Vera, Donna ...

Te lo confesso: se passero' da Zurich, ne lascero' una copia.
Se passero' da Praga, ne lascero' una copia.

Non arrivero' fino alla tua citta'.
Ma lo sai bene: una copia e' per te.

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