Sunday, 29 June 2014

Pensieri sul male



Ho passato tutta la mattina e buona parte del pomeriggio a pulire casa.

Nelle ultime settimane, follemente dedicate alle sudate carte, ho avuto troppo da fare per poter andare oltre la cura che garantisce la minima decenza, e aspettavo questa domenica proprio per sentire una volta di piu' l'odore dei detergenti, dei panni puliti, dell'aria fresca circoalre per la casa.


Dal bagno, dove disinfettanti e vapore hanno sciolto una volta di piu' quello sporco invisibile che insidia l'igiene, sono passato alla cucina, quindi alle camere da letto, infine all'ingresso.

Ho spinto, sollevato, aperto finestre, srotolato tappeti.

La lavatrice era al lavoro mentre separavo l'immondizie in diversi sacchetti plastica, carta, umido, e  svuotavo il frigorifero di cibi ormai scaduti, e bagnavo le piantine.

Intanto pensavo.

Pensavo al dolore, a come mi ha educato, a come mi ha avvicinato a tanti ideali.

Mi ha insegnato ad amare il piacere, ben sapendo che non ne potro' mai essere sedotto e schiavo.

Mi ha insegnato a venerare la tranquillita', ben sapendo che per me sara' al limite transiente, e dunque preziosa.

Ho imparato benissimo, sai?

Ho imparato benissimo.

Ad architettare ogni trama, buffa e folle, pur di scippare di un sorriso una bella donna.

A pianificare, gestire, reggere con razionalita' affinche' sussistano le condizioni per poter godere di tranquillita' e benessere.

E chi mi ha incontrato e conosciuto, a volte, ha percepito in me una serenita' che contraddice la miseria del corpo, il passato crudele, il destino segnato.

Le risorse sono pochissime.

Le amministro con saggezza sorprendente.

Vivo di nulla, e sono perfino capace di donare dolcezza ed amore.

Chissa' ... magari un giorno mi spegnero' di colpo, o sara' forse invece miserabile e lunga, avvilita da invalidita' severa, la mia ultima agonia.

Quel giorno ricorda, tu che mi hai voluto bene, le mie parole.

Almeno per un breve periodo dell'esistenza, ho fatto di questo male, di un'umiliante tortura, materia prima di bei pensieri, di gesti gentili, di amore.

4 comments:

  1. Difficile esprimere parole sensate dopo le tue che sono poesia. Solo chi ha provato le torture della sofferenza può amare come te la vita e la bellezza. E la vera e quasi incomunicabile bellezza delle donne.
    Hai una sensibilità straordinaria ed unica. Una classe che non appartiene a questo pianeta.
    Quando ti leggo sto finalmente bene, mi sento a casa.
    Io ti conosco da sempre. Grazie di esistere.
    Ti voglio bene Gio.

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    1. Grazie di cuore, Gianni.
      A volte davvero picchia la vita.
      E' bello sapere di non essere soli.
      E' bello sapere di poter essere quell'amico che non fa sentire sola una persona cui si vuole bene.

      Questo e' cio' che riscalda l'esistenza.

      Ti abbraccio!

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  2. Sto meglio sola, o meglio, non ho l'ansia di trasmettere qualcosa di mio agli altri...
    questo mio continuo dare mi ha tolto tutte le energie. sono senza forze, chissà..forse in montagna andrà meglio. anche qui mi manca il respiro... mi cedono le gambe...e non so il perché.
    da anni preferivo il caldo...meglio il freddo...il caldo mi uccide...

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    1. Non saprei piu' reggere il caldo delle citta' Italiane in estate!

      Viva la montagna, Sivli!

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