Tuesday, 3 June 2014

Pensieri su una vita particolare

Piu' che trattenute da diffidenza, in sottile ma costante apprensione, consigliate da impressione di impreparazione.


Non direi disinteressate, piuttosto un po' disorientate, insicure, spinte alla prudenza da dubbi sensatissimi, solide certezze.

Non c'e' un grammo di presunzione qui: l'impreparazione cui accenno non e' intesa sottolineare una distanza monotona e verticale, ma l'oscillazioni esistenti tra due piani ondulati, che solo puntualmente entrano in contatto, ed in contrasto al disinteresse non oppongo chissa' quale devozione o ardore.

Sono un essere incomprensibile, lo vedi anche tu.

Cosi', negli anni in cui desideravo essere il compagno di Silvia o Ilaria, e rincorrevo tuttavia anche le forme morbide di una bella ragazza russa o quelle piu' eleganti di una francese malinconica, pativo enormemente l'essere accessorio, alternativo, difficile, e la saggezza di chi a me rinunciava.

Soffrivo se vedevo un burino accompagnarsi a chi 'in me destava un affetto', ed il fatto che mi fossero preferiti dei mediocri era ragione di grande dolore, e mi sentivo giudicato, quindi soppresso.

...

Essere alieno alle comuni relazioni ... quasi per definizione capita alle persone in qualche modo eccezionali.

Per chi mi e' vicino, io so bene di non poter essere approdo permanente, ma oasi.

Non sottovaluto piu' la differenza tra necessita' quotidiane ed aspirazioni indefinibili: le prime servono proprio per poter godere delle seconde, la cui esistenza e' ignota a chi trova abbondanza in ogni giorno, da sempre.

Ho smesso per rinascere.

Oggi, clandestino, amante segreto, confidente inimmaginabile, ritrovo in me stesso la consolazione, la complicita', l'unione invisibile che dono alle mie donne.

E' stata la mia una conquista individuale?

No, per nulla.

E' stata necessaria, fondamentale, 'la prima volta'.

[continua ...]

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