Wednesday, 4 June 2014

Pensieri su questo qualcosa

Cos'e' questo qualcosa?

Lo osservo ogni giorno, ogni giorno ne ho esperienza, e tuttavia la ragione, ed il sentimento, falliscono a darne una definizione o un'immagine precisa.

Cerco allora in una lunga perifrasi, nell'assedio meticoloso e costante di questo qualcosa, una fessura, un cedimento strutturale che mi permetta di penetrarlo, di coglierne il segreto.

Non poteva forse nascere senza contatto diretto.

Credo fermamente nel potere dell'idea, delle rappresentazioni che sappiamo infondervi nelle lettere, in quello ancora piu' audace e suadente della voce, capace di esaltare l'ineffabile, alternando sospiri, mormorii, parafrasando con la modulazione del suono l'instabilita' stessa, l'indefinita natura del pensiero, e tuttavia la presenza fisica, il confronto non mediato dai limiti stessi della nostra immaginazione, convince istantaneamente del senso dell'altro.

Probabilmente non poteva crescere se quel contatto si fosse fatto carnale.

Certamente la sua bellezza e' stata determinante nella misura in cui ha propriziato determinati stati d'animo, ma ha anche contribuito a far vacillare quel che di maschile ed affamato vive, imprigionato, qui dentro.

...

Ho finito di leggere 'Canne al Vento', di Grazia Deledda.

Efix, tornato nella sua tana per rimanervi per sempre, ha finalmente smesso di soffrire.
 
Il delirio della febbre malarica, il rimorso per un antico crimine, le torture di una vita consumata, si sono dissolti solo con la sua morte.

E' rimasto fedele alla sua dannazione fino all ultimo, e non ha mai invidiato davvero i grandi proprietari indifferenti ed alteri che da mendicante osservava vincere sul palcoscenico della vita.

Di questo parleremo noi due, che non abbiamo ucciso, forse non siamo morti ma certamente abbiamo dovuto rinascere, dissimulare, elaborare.

La solitudine ed il silenzio sono dei custodi severi ed ottusi di segreti e sentimenti: tutti sapevano della colpa di Efix, tutti dell'amore di Noemi per quel nipote un po' Idiota, un po' Straniero.

...

Io non ho finito di imparare a vivere.

La mia istruzione non e' completa.

Alla sua formazione collaborano i libri ... ma per vidimare ogni pensiero sono necessari uno sguardo, dei gesti, la parola, forse perfino il silenzio.

La mia istruzione non e' completa, se ancora non ho capito cosa questo qualcosa sia.

2 comments:

  1. Io credo che non si possa "imparare" a vivere. Così come è impossibile imparare a morire. La vita è un irrisolvibile mistero. Come si può imparare a fare qualcosa (vivere) senza neanche conoscerne lo scopo. La vita risiede nell'incoscienza poiché, al contrario, ogni esperienza e comprensione delle cose spinge al successivo non fare. La vita è creatività, invenzione, progetto. Tutto il resto è immobilità. L'elettricità è differenza di potenziale, energia che scorre tra due opposti. La vita è quest'eterna lotta tra il bene ed il male, tra ricchi e poveri, tra notte e giorno. Una grande gabbia, un'immensa follia. Ciao Gio. Ogni tua espressione è straordinaria. Sei davvero grande. Ti abbraccio.

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    1. Troppo buono Gianni.
      Grazie di cuore.

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