Monday, 26 May 2014

Considerazioni sul sogno

Quando mi capita di trascrivere di una mia avventura notturna, raramente pratico forme di censura, e se la ricostruzione e' infine imperfetta lo si deve addebitare al fatto che il residuo di ogni sogno e' una trama parziale di cio' che si e' vissuto piuttosto che a timori, dubbi, secondi fini.

Solitamente sono portato a credere che la memoria, forse il pudore, intervengano per filtrare, smussare, probabilmente stravolgere la forma originaria dell'esperienza onirica, e tuttavia altre volte mi domando se il sogno sia intelleggibile in se'.

Il linguaggio afferisce quasi sempre al tangibile, alle sue categoria.

Certamente lo pratichiamo soprattutto in tal senso.

Per questo fallisce nella ricostruzione di quelle realta' sovrapposte e sfumate che viviamo quando la razionalita' si lascia contaminare dall'ingenuita' del desiderio, della violenza, del tenero, quando la separazione dei sensi abbraccia la sinestesia, quando l'animo nostro esplora le alternative paradossali al solido ma incompleto, assoluto e limitato, universo cartesiano.

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