Saturday, 26 April 2014

Incontri



Sono stato a passeggio, oggi pomeriggio.

Dal centro-citta', rifocillato da una fetta di torta e della cioccolata',  sono sceso senza fretta fino al fiume, che ho seguito in direzione dell'acque per un po'.



Stanco, forse per le temperature che appesantisco gli abiti ancora invernali che porto, avanzavo lentamente, poggiandomi alla ringhiera di tanto in tanto per osservare compiaciuto i gorghi, le geometrie irripetibili dell'onde, il verde nuovo degli alberi; piu' del mal di schiena mi infastidivano intanto le cartacce sparse lungo il sentiero, i sacchetti impigliati airami, agli spuntoni di roccia, i rifiuti galleggianti qua e la.

Mentre pensavo ai fatti miei, una coppia mi si e' affiancata.

La ragazza, senza esitazione, con una naturalezza che davvero non puo' avere uno sconosciuto, mi ha salutato con un 'hello'.

Io, pur sforzandomi, sulle prime, passando in rapida rassegna tutte le studentesse, le colleghe, le segretarie che incrocio in corridoio o nell'aule dove teniamo lezione, non ho saputo darle un nome, e dopo un paio di secondi di glaciale imbarazzo, e posso solo immaginare quanto impacciata potesse essere l'espressione del mio viso, ho replicato con un 'hello' incolore e freddo.

Si sono allontanati, e vedendoli assieme mi e' come venuta una mezza idea di chi, quella bella ragazza, potesse essere.

Ho affrettato il passo.

Avrei voluto raggiungerli, e chiederle: 'Ehy, ma sei tu?', ma quei due camminavano spediti, e girato l'angolo pensavo d'averli perduti.

Smarrito in una zona a me semi sconosciuta, nella quale solo una volta m'ero avventurato, mi sono rassegnato ad allungare di un poco la passeggiata, di seguire il fiume fin quasi al mare.

Poi li ho rivisti.

Si erano fermati a fumare una sigaretta su di una panchina.

Li ho avvicinati.

'I am sorry', ho attaccato, 'but I think that before I haven't recognized you'.

'Oh, it's not a problem, how are you?'

'I am sorry ... I mean, I'm not sure who you are ...'

'I am Sasha!'

Sasha ... non ne ero certo, ma l'avevo intuito che potevi essere tu.

Piu' che i capelli, che sono cresciuti molto dall'ultima volta, piu' che gli occhi, me l'aveva suggerito il ragazzo al tuo fianco, un po' confuso, impacciato, e tuttavia, e forse grazie a te, vivace.

...

Che figuraccia che ho fatto!
Hai voglia a dirti che mi capita in continuazione di confondere un viso per un altro!

E poi ... gia' di mio raramente riconosco le persone, ed io te ti ho sempre vista nuda!

Che gioia pero' ritrovarti.

Che bello baciarti sulla guancia li, davanti a tutti, e non farti sentire un'intrusa, una presenza da censurare.

Mi hai presentato il tuo 'amico' ... un ragazzo forse autistico, con il quale, mi hai spiegato, avevi appena preso una 'cup of tea'.

Vi siete allontanati, improbabili e piccini, verso casa, e certamente un Dio buono dalla sua prigonia vi benediceva.

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