Tuesday, 29 April 2014

Erotismo



Il sogno di ieri notte e' stato tra quelli a piu' alto tasso erotico nei quali mi sia mai smarrito.

Smarrito ...
Ho scelto con cura quella parola.
Sarebbe stato sbagliato scrivere 'avventurato', o usare un termine che lasciasse intendere una decisione personale, il soddisfacimento di un'esigenza vigile.


E' perverso, e forse dovrei vergognarmi di raccontartelo.

Se anche tu fossi tra quelle donne che non si lasciano scandalizzare dalla prostituzione, lo stesso potresti inorridire dal dettaglio, piu' che lascivo ludico, di quello che segue.

Io stesso ti dico che vivere davvero l'esperienza potrebbe essere disturbante per altri motivi che il rischio di scandalo, di smascheramento dei miei appetiti sessuali.

Nella mia vita, e certamente il futuro potra' differire quantitativamente ma non qualitativamente, ho visitato night clubs, che ho trovato squallidi, e bordelli, alcuni d'altissimo livello, e case private di prostitute, ove una rapida occhiata su dettagli di vita ordinaria, una busta della spesa lasciata all'ingresso, un'aspirapolvere da sistemare in sgabuzzino, una bambolina di pezza, hanno intenerito il cuore sempre pulsante che ovunque porto con me.

Mai comunque sono stato in un locale di scambisti, ne' mai ho partecipato ad orge con altri uomini.

E' stato cosi' ieri notte.

Davanti a me, per tre quarti distesa su un divano, e' una donna, bruna, capelli che scendono appena oltre il caschetto, minuta e tuttavia procacissima.

E' gia' mezza nuda.

Il suo seno abbondante dolcemente dondola sollecitato da un movimento lento che scende dall'alto.

In altre circostanze avrei trovato un seno cosi' bello provocante e sensuale, ma adesso e' addirittura pudico rispetto il resto.

Un uomo le e' accanto.

Di lui non vedo che dal bacino in giu', i pantaloni abbassati, il cazzo dritto e contento.

Con avidita' e malizia, moderando quello che forse e' il suo stesso desiderio o la sua stesse golosita', la donna sta adorando quel pezzo di carne umido di calda saliva.

Lo succhia, lo lecca, ne fa uso di pennello sulla tela che e' la sua pelle.

Non osserva negli occhi il bastardo che, impassibile, si sta godendo quel pompino fantastico.
E' me che guarda.

Sembra dirmi: "Ecco, vedi come sono brava? Tra poco lo faro' a te.".

Io sono immobile, combattuto e tuttavia gia' sconfitto.

Nessun ordine, di natura morale, puo' valere in quell'istante.

Finalmente il tizio viene.
Le viene addosso.

Sorride, sorride a me, e non si pulisce dello sperma che ora le dipinge il viso.

Quello sparisce; lei si avvicina, non ancora sazia, ancora affamata.

Non riesco neppure a chiederle di lavarsi via il seme di uno sconosciuto.

Sono gia' suo.
Lo sono sempre stato.

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