Friday, 21 March 2014

Lettere dall'archivio

Vivevamo a pochi chilometri di distanza l'uno dall'altra, ma vicini l'eravamo per altre ragioni.

Un po' per gli studi, un po' per il destino di vagabondi, un po' per noi stessi.


Ogni tanto, nei lunghi weekend altrimenti silenziosi, era sua la voce che ascoltavo.

Passeggiavamo lentamente per le vie del centro, ci attardavamo nelle caffetterie, e poi di nuovo a trotterellare per i viali dello shopping, ma soprattutto cercavamo di rifocillarci avventurandoci per boschi e sentieri di montagna.

Cosi' scrivevo alla mia amica Isabella.
 
Quando capita che passeggi per la bella citta' di ##, inizio ad innamorarmi delle sua natura vagamente spettrale, devi immaginre un continuo conflitto tra chiaro-scuri,  un trionfo di ruvidita' spiccia ed un giacere di ardore nascosto, mi succede di ripensare alle nostre passeggiate, quando le risate facevano da eco alle estemporanee elucubrazioni, ai moti dell'animo.

E' stato bello, e se non te l'ho mai detto e' perche' credevo ti fosse evidente.

2 comments:

  1. Sei un dolcissimo poeta.
    Vivi sereno, Gio, io non riesco più.
    Un bacio e buona domenica. :)

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    1. Forza Silvi!
      E' duro, lo sappiamo entrambi!

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