Thursday, 20 March 2014

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Ogni anno, all'avvicinarsi del Natale, mando piccoli doni ad Alice.

Un giorno, chissa', la rivedro', tornero' nella sua Praga, in quella citta' che e' piu' bella di tutte le altre, e che tuttavia e' solo un contorno, un accessorio, un palcoscenico.

E' bello che a ridimensionare ogni cosa sia un essere umano, non credi?

E' bello trovare un'interpretazione al motto di Protagora, 'L'uomo e' misura di tutte le cose', benche' personalmente debba sbarazzarmi di quell'uomo orribile, e promuovere invece nel pensiero l'immagine di una donna.



Mia carissima Alice!

che gioia immaginare tra le tue mani quel libro che tanto amo!

C'è qualcosa di unico in M. Yourcenar, e nelle Memorie di Adriano questa peculiarità si incontra nella sua manifestazione più stupefacente.

E' facile definire un 'ricercatore' in ambito scientifico: prendi un problema, a seconda dei casi lo sviluppi in senso matematico, nel approssimi il formalismo per manipolarlo meglio, o ne fai oggetto di uno studio sperimentale ed empirico.








E' più difficile intendere la scienza nell'ambito dell'umano.

Per indagare questo strano argomento che è l'uomo non si possono usare le leggi immutabili e imparziali degli atomi, chè non esiste generalità, invarianza, e tuttavia la mole colossale di dati a disposizione, ogni interazione con un altro amplia le nostre conoscenze, suggerisce comunque di dedurre, teorizzare, tracciare linee di congiunzione, definire insiemi, intersezioni, differenze.

M. Yourcenar è più che una studiosa del cui sapere nutrirsi: è una ricercatrice dell'animo umano, e non solo è feconda, ma propizia.

E' li nello scaffale della libreria, assieme a qualche fumetto preso a caso, la copia delle Memorie che un giorno ti donerò.

Nel frattempo, ho un paio di consigli per te:

Ci sono due traduzioni delle Memorie.

Subito dopo la pubblicazione, un misterioso farabutto si occupò di una traduzione grossolana, che davvero non faceva onore all'immensità di quest'opera.

Tale lavoro, frettoloso, offensivo, scadentissimo, provinciale, è stato fortunatamente giudicato inopportuno quasi subito (penso sia introvabile quella 'prima edizione') e oggi lo standard è la meravigliosa opera di Lidia Mazzorani Storoni.

Da qualche parte, forse nei taccuini che seguono il testo, lessi dei carteggi, degli scambi epistolari tra queste due donne: so che li apprezzerai, che riconoscerai anche in discussioni tecniche l'umanita' di cui e' pervasa l'arte espressione di quella perizia, di quella sapienza.

Secondariamente ... quando avrai finito il libro, o in concomitanza, o perfino subito prima, per rinfrescare le memoria della prima lettura, ti consiglio di ascolare alcuni frammenti della lettura che ne ha fatto Gianni Musy, un bravo attore italiano che ricordavo come agente nella squadra del Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi, e che ho ritrovato interprete eccellente di quest'opera.


A prestissimo amica mia.

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