Saturday, 15 February 2014

Un ricordo piccolo

Alla morte dei nonni, come a volte capita anche nelle migliori famiglie, seguirono attriti circa la divisione in parti eque dell'eredita'.

Nulla di cio' che accadde in quegli anni incrino' definitivamente i rapporti tra i diversi membri della famiglia, ed oggi, benche' argomento taboo, gli screzi di allora non hanno influenza alcuna sull'affetto che lega zii a nipoti, sorelle e fratelli.


Mi piace credere che sia stato anche un po' merito nostro, di noi ragazzi, se si sia recuperato, ricostruito, rifondato, e se oggi si festeggino con gioia autentica le ricorrenze della nuova generazione.

Conosci bene la ritrosia con cui parlo della mia famiglia, e non sara' in questa occasione che ti raccontero' di quei due o tre individui con i quali condivido il sangue che sfuggono alla monocromia, alla banalita' di una semplice definizione.

Sarei piu' propenso a confidarmi con te circa il senso che 'il viaggio' ha avuto sulle loro educazioni, ma e' talmente tardi che ho solo tempo ed energie per un piccolo ricordo.

Andiamo al sodo, ti va?

Un geometra pasticcione e forse non del tutto onesto era stato incaricato di prendere misure di tutti i varii locali di cui si componevano gli appartamenti, i ripostigli, le soffitte della proprieta', e quindi di moltiplicarli per coefficienti relativi al loro valore, ed infine di provvedere ad una giusta divisione dei medesimi.

Una simile operazione non dovrebbe richiedere grandi competenze, e tuttavia pretende una qualita' non comune: l'onesta'.

Posso dire senza timore di smentita che quel tale fu come minimo approssimativo: ballatoi identici tra loro differivano ufficialmente per diversi metri quadrati, stanzette dove non avresti potuto mettere un letto coprivano nelle sue tabelle aree di sale da ballo ...

Fu un caso se ce ne rendemmo conto - e posso dirti che la cosa, che andava a nostro svantaggio, evidentemente sarebbe stata conveniente per un'altra delle parti in gioco.

In quei giorni concitati - io in qualita' di 'matematico' fui consultato diverse volte per controllare i conti - sospettavamo che quegli errori troppo banali erano stati forse suggeriti da chi in effetti ne veniva beneficiato.

Sai, non si trattava di spartire castelli in Provenza e tenute in Toscana, non c'era alcun Picasso, neppure un Raffaello sul quale litigare: erano piccole cose, e tuttavia per qualche mese si visse un'atmosfera incerta, fastidiosa, di belligeranza cronica.


Alla fine uno dei problemi riguardava una scala, un terrazzo, un ballatoio.

La divisione ufficiale li aveva assegnati agli zii, e per motivi di servitu' che non ricordo questa situazione era particolarmente sconveniente per noi.

Tuttavia, dopo il calcolo corretto - che il geometra dovette accettare come evidentemente esatto - la situazione si ribalto': in particolare era passato a noi un piccolo terrazzo che era evidentemente associato ad un'altra proprieta', ed altre servitu' erano a nostro vantaggio.

Gli zii erano evidentemente scornati, e la situazione rischiava di prolungarsi, di prolungare malesseri e disagi.

Ci penso' il mio babbo, ateo, medico, che in quei mesi non si dimenticava di prestare la sua eccellente opera per ognuno di noi, avversari compresi, a risolvere la situazione.

Cedette quello che per noi era inutile, e per loro viceversa importante, agli zii, a patto che questi ordinassero in Basilica una Messa cantata in memoria dei nonni.

Come vedi e' un piccolo ricordo.
Nulla di piu'.

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