Tuesday, 18 February 2014

Spunti per racconti

Ripetibilita', facilita' d'esecuzione, costo esiguo.

Sono alcuni dei criteri cui mi riferisco quando architetto una trama nella quale voglio che il mio interlocutore si senta coinvolto, da protagonista, da vittima, da spettatore.


Spesso e' sull'assassinio che mi concentro: l'idea di poter liquidare colleghi rompicoglioni o vicini rumorosi, il timore di finire avvelenati o strangolati da mani invisibili, la frustrazione di non poter partecipare ad una scena tragica sono elementi che io desidero infondere nel tuo animo, per ipnotizzarti, turbarti, scuoterti ... perche' tu viva un'emozione che ci traversa entrambi.

Per legarti a me so di dover girare alla larga dalla consuetudine ... ed infatti non ti dono gioielli o scarpette nuove, ma parole, e le piu' sfumate tra tutte: quelle scritte in forma anonima, affidate interamente al tuo destino.

Pretesti.
Bazzecole.

Martedi di raffreddore e brividi, ed anche oggi non ho nulla di nuovo da dirti.

Da qualche settimana c'e' un homeless che si aggira per il quartiere.
E' atroce vederlo sempre li, vicino ad un cassonetto, ai piedi sacchetti di plastica riciclati diversamente da come auspicato dagli ecologisti, mozziconi di sigarette masticate da chissa' chi.

In qualche modo deve giustificare la sua presenza a quell'angolo di strada, ed allora parla, racconta, domanda.

Basta un attimo, non credi?

Cosa l'ha perduto?

La droga?
L'alcool?

Sarebbe forse piu' onesto rispondere altrimenti:

La solitudine [imposta]?
La violenza [subita]?
L'amore [sconosciuto]?


Si, la forma piu' atroce non e' quella dell'amore negato, ma dell'amore sconosciuto, non esperito neppure nella parte che comunque spetta perfino a chi e' respinto.

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