Wednesday, 5 February 2014

Spunti per racconti


Il genere fantastico attinge dai sogni, dagli istinti, e soddisfa il me protagonista piu' che il me autore.

 Fare a pezzi criminali, terrorizzare intriganti, seviziare violenti ... mi basta pensare a fatti di cronaca o vicende fantastiche, concentrarmi su un evaso calabrese, uno corruttore della Milano da bere, uno vaticanista pedofilo per sentir crescere dentro una rabbia feroce, che non posso ne' desidero domare.

Sono contrario alla pena di morte, se separata da cattura, giudizio, reclusione, dalla perpretazione del crimine, ma nell'attimo in cui un prepotente da fuoco all'auto di un commerciante che si rifiuta di pagare il pizzo, nell'istante in cui un vizioso in fuori-serie sotterra rifiuti tossici presso un campo nomadi, nel confessionale ove un viscido profitta della sua autorita' per struprare un bimbo, le mie mani demoniache strangolano, torturano, squartano.

L'imprevidibilita' del sovrannaturale, tuttavia, permette ogni cosa, e libera dalla necessita' di tessere una trama, calibrarne la solidita', costruire personaggi non monodimensionali.

Godo la trivialita' del sonno, dove un'altro tipo di complessita' emerge, per sorprendermi, ma intendo cercare almeno di riferirmi all'umano, non al divino, per avvolgere di idee racconti e piccole riflessioni.

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