Sunday, 2 February 2014

Nessun intermediario



Nessun intermediario era necessario.

Bastava la sua bellezza.

Era del suo odore, non di una fragranza sintetizzata in un laboratorio, venduta in flaconcini ed indossata il mattino, che m'inebriavo i sensi, l'olfatto, innanzitutto, ma per estensione perfino il gusto e la vista.

E' stata tanto a lungo equivalente all'amore che avendola persa non ho saputo trovare un'alternativa: dissolta da anni di indifferenza, dal compattarsi in relazioni importanti di avventure successive o dal complicarsi in solitudine di una malinconia a lungo sofferta, l'idea di Silvia spegnendosi, lasciandosi alterare da congetture infinite, mi ha privato non del possesso di un corpo, ma di un atteggiamento, della capacita' stessa di amare.

Il resto e' fanatismo, infatuazione, bulimia, improvvisazioni, lettere sconclusionate, proposte indecenti, pizzi, afrodisiaci e puttane.

A questa amara considerazione aggiungo un'altra riflessione: se si ha un'unica occasione di amare davvero, nel senso che la violenza di un sentimento forza i canoni stessi che lo definiscono, non potro' neppure averne esperienze parziali, che' chi sono non e' piu', non e' piu' possibile.

E' andata cosi', punto: era prevedibile, date le mie condizioni, quelle fisiche e quelle che spesso s'accompagnano alla deformita'.

Ho perso moltissimo, ho pagato tutto.

E tuttavia, benche' derelitto e corrotto, proprio nel momento apicale di sfiducia e frustrazione ho scoperto, o inventato, con te un'alternativa radicale e paradossale al necessario, al naturale.

Dimenticanza ... ecco il piu' amaro, forse l'unico, sinonimo di salvezza.

Oggi, da tempo e' cosi', non soffro per una donna, ma per me, per il destino, per i limiti oggettivi e l'ingenuita' dell'inesperienze semplici: me ne sono scopate a decine, di ogni razza e colore, con altre ho discusso di metafisica o meccanica quantistica, ma non ho asciugato lacrime, non ho sentito un cuore palpitare.

Non ho corso per raggiungere, non sono stato atteso.

Non ho causato emicranie, non l'ho guarite.

Non ho ricevuto telefonate nel cuore della notte.

E' tutto in equilibrio, c'e' arte, perfino estetica, ma e' freddissimo: cito a memoria poesie d'amore, che' solo nella memoria esistono i miei sentimenti, e se non temo la morte non e' per calma interiore, ma per grigia inerzia, per stanchezza, per disillusione.

Vivo il dolore di una mediocrita' fatta di estremi opposti, e dunque oppressa non da monotonia o pallore, ma da lacerazioni di un tessuto ormai ridotto a brandelli.

2 comments:

  1. A me sembri ricco di tutte le cose che molti (i più) non sanno nemmeno immaginare.

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    1. E' vero, infatti la mia ricchezza e' anche una certa Sarah :-)

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