Monday, 24 February 2014

Domani



Domani arriveranno i miei genitori, per la loro abituale settimana d'inverno a cospetto dell'acqua gelate e spumeggianti del Mare del Nord.

Li attendo con gioia.
Li attendo per dar loro il benvenuto che meritano.

Allora spariscono da casa mia i diari, getto via gli appunti accartocciati, nascondo sotto un velo di eccentrica follia le vene di malinconia, disperdo le altre prove compromettenti.

Li inganno?

Credono che loro figlio sia davvero in gamba: nonostante la malattia invalidante lavora all'estero, presso un'Universita' tra le migliori al mondo, ed e' brillante, stimato, benvoluto.

Si e' fatto da solo, senza raccomandazioni, superando ostacoli abissali.

Che sia cosi'.

Che siano silenziosi i problemi irresolvibili, che siano spazi i vuoti, che la solitudine abbia il nome inebriante di 'liberta''.

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