Friday, 31 January 2014

'Inconsueto', 'romantico'



Mi scrive un'amica, cui ho confessato il timore di apparire alla misteriosa ed inafferrabile matematica come un lascivo cacciatore, come un intruso affamato e barbaro.

'Lascivo tu, Gio? No, mai! Forse inconsueto, certamente romantico ...'.
'Inconsueto' e 'romantico' ... di che intimidire ben oltre l'essere lascivo, non credi?

Ripercorro e quasi rivivo in un batter di ciglia la mia vita.
Trovo, e certamente pecco di indulgenza, pochi abissi per cui provare vergogna, e tra questi nessuno che si macchi dell'insolenza insopportabile dell'insistenza.
Non ho mai insistito nei confronti delle persone che mi interessavano e sfuggivano, ne' con chi semplicemente non intendeva i miei inviti: ho piuttosto avuto pazienza.

Ripenso al primo incontro con ###.

Un'amica comune, Anna, sapendo del mio imminente arrivo a ## ci mise in contatto, rendendo possibile il superamento della distanza cui non si fa mai caso, la diffidenza reciproca, la stanchezza della sera, la pigrizia della fiducia, e che pure divide spesso per sempre individui altrimenti tra loro gia' vicini.

All'inizio - e' evidente - fu soprattutto ottemperanza civile ed un po' ipocrita alle regole della buona educazione a annotare sul calendario, ogni due-tre mesi, un appuntamento.
D'altro canto, credimi, una donna cosi' bella ed uno spettro come me difficilmente passeggiano assieme se una qualche forma di 'coincidenza' non li ha gia' avvicinati.
Nulla e' stato necessario se non la pazienza. Noi e la pazienza.
... 
Devo dire che le amicizie, poche ma profonde, tutte all'unisono confermano che questa attitudine ripaga infinitamente.
Non ho mai insistito forse perche' amo troppo la mia serenita' per temere di corrompere l'altrui.

Allora, che si dice di questa affascinante matematica?

Davvero sembra essere un periodo di 'matematica' in senso lato, questo.

Stamattina sono uscito tardi, avevo una commissione da fare, e cosi' alla fine ho preso un autobus diverso dal solito.
Sono sceso ad una fermata distante qualche centinaio di metri dal campus, ed ho iniziato a camminare, seguendo la salita che non troppo dolcemente dalla chiesa porta ai campi da golf.
Non avevo nessuna fretta: e' venerdi, e' il giorno dei lazzaroni!
All'altezza di una panchina ho trovato una donna, minuta, fragile, provata.
Portava con se' due voluminosi pacchi, troppo pesanti per le sue forze di donna anziana.
Le ho offerto il mio aiuto, ed e' stata ben lieta di affidarmi il 'pacco pesante' - ed io, sentendo quanto era leggero quell'ingombro ho sentito il gravare della vecchiaia piu' che quello di una massa moltiplicata per g.

Abbiamo camminato assieme.

Mi ha chiesto se per caso lavorassi al  Campus - dove pure suo marito lavora, e piu' precisamente al dipartimento di Matematica (come retired professor credo ... - la nipote invece e' a Monaco).

Alla fine, sollevata ed allegra, mi ha ringraziato, indicando la discesa oziosa che l'avrebbe portata fino a casa sua senza ulteriori fatiche.

Ho gioito.
Insomma, che quella graziosa fanciulla risponda, o preferisca trincerarsi in un sensatissimo silenzio, cambiera' solo parzialmente la mia ricerca - che spinge, temo, anche oltre le colonne d'Ercole. 

2 comments:

  1. Un bacio Gio! Buona domenica....con un pò di sole caldo magari! :)
    Fa un freddo bestia a Como!

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    1. Non farmi parlare di freddo ;-)

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