Wednesday, 8 January 2014

Essere buffi

Ogni tanto mi capita di incontrare una collega danese molto carina, un po' timida, quasi impacciata a gestire un corpo avvenente oltre la soglia di possibile indifferenza di colleghi maschi piu' o meno audaci ma comunque fondamentalmente affamati.

Pranziamo assieme.

Si parla delle vacanze, di nipotini che tardano ad arrivare o imparano gia' a leggere, di paesi natii che non sono piu' i nostri.

Io mi accontento di un panino al formaggio, altri decidono per hamburger e patatine, lei, vegetariana attenta, ordina una zuppa calda.

Con gli altri ci sediamo ad un tavolino fino ai giorni scorsi deserto e da ora in poi centro di tante discussioni scientifiche.

Tra tante chiacchiere gia' collaudate mille volte e noiose, e' il suo silenzio ingrediente dolce, genuino, prezioso.

Non so come mai ma ad un certo punto le scivola il cucchiaio, e macchia la maglietta qualche goccia di zuppa.

Altri offrono un fazzolettino, un paio vanno a prendere un po' d'acqua.

Io la guardo serio, quasi severo.

Me ne sto zitto un attimo, ed intanto osservo, con l'espressione acuta e imperturbabile di uno che sta macchinando, lavorando ad una soluzione definitiva.

'In questi casi', dico infine, 'c'e' una sola cosa da fare: levarsi subito di dosso la maglietta!!'.

Ha riso, non so se' della mia buffa battuta, o del suo imbarazzo.
Quale che sia la ragione, ha riso.

2 comments: