Tuesday, 31 December 2013

Pensieri ...


Pensieri sulle donne, sul sesso delle donne, sui progetti di future conquiste, furiose scopate, tenerezze da innamorati che non credono più nell'amore ma lo stesso cercano, desiderano, vivono di questo.

Sarei davvero il più meschino degli uomini se oggi, 31 dicembre, mi mettessi con pedanteria ad elencare le scopate più memorabili dell'anno, classificandole, confrontando tra loro le diverse femmine, pianificando infine ipotetici menaga a trois, orgette fatte in casa o simili.

Oblitero immediatamente la tua impressione, ma come al solito non sostituisco ad un'immagine indecorosa e fuorviante una forma edulcorata e falsa, ma scelgo di pronunciarmi onestamente su di una realtà, la mia, intrinsicamente accidentata, inaccettabile.

Non credo di essere il più meschino degli uomini, e se ti parlo di Heather o Sasha non è perchè giunto alla fine dell'anno devo decidere chi tra queste due giovinette meriti il titolo di 'scopatrice dell'anno', 'pompinara leggendaria', 'culetto d'oro' o simili.

Le ricordo oggi perchè negli ultimi giorni sono tornate entrambe a popolare i miei sogni.

Sasha è sensualissima, certamente ninfomane, benchè dotata di materia grigia, e tutelata da sorprendenti freni inibitori.

In un'altra vita non avrei dubbio: nei progetti come nei sogni sarebbe unica, chè racchiude la varietà di un numero di amanti ideali, e davvero con lei incontri la maialina insaziabile ma riflessiva, la dotta studentessa piena di curiosità e comunque affamata di cazzo ... o per essere più precisi di cazzi.

L'orgasmo per lei rimanene un divertimento altissimo ma effimero, transitorio, circostanziato, e non si eleva a soluzione definitiva, non è neppure necessario, poichè non conclude dispute, ansie, conflitti interiori. 

Nell'equilibrio che questa giovane edonista sa tenere tra necessità e balsamo riconosco una rara virtù.

Rifiuto di associarvi le perversioni di una dipendenza, e piuttosto ammiro la capacità di intrecciare fittamente piacere e saggezza, sorta di trama ed ordito di un tessuto che è la sua esistenza.

E' splendida, e non riesco ad immaginare da quanti uomini una donna con quel corpo e quella mente si sia lasciata possedere, a quanti si sia donata, e d'altro canto non ho mai immaginato, nè preteso ovviamente, d'essere l'unico.

Per lei sono un passatempo, lo svago di un pomeriggio, il vizio di una serata ... come un po' tutti.

Non nuoce a nessuno la nostra frequentazione, meno assidua di quanto vorrei ma comunque soddisfacente.

Ogni tanto me la immagino in situazioni da film porno, con un cazzo pulsante in ognuna delle sue tre cavità, e magari un paio, in attesa impaziente del loro turno, scaldati e solleticati da mani amorevoli.

Forse mi lascio ingannare dall'opale della sua pelle, ma in nessuna circostanza riesco a vederla sporca, insolente o fedifraga.

Mi ha confessato di litigi con alcuni sconsiderati che avevano pensato di poterla imprigionare in una relazione canonica, pur continuando a volersela fottere selvaggiamente, ed io ogni volta, nelle pause, quando tornano ad avere senso e spazio parole diverse da 'girati', 'ti vengo dentro', 'cavalca dai!', le imbastisco chiacchiere sui massimi sistemi, che riescono a stabilire una sorta di parallelismo tra noi due, noi due esseri un po' inclassificabili ma onesti, incomprensibili non per malizia ma per natura, condannati o meglio destinati ad una certa solitudine.

E' difficile trattenere le proprie frustrazioni, quando ti confronti con una donna che in ogni giorno della propria esistenza è desiderata, forse assillata da tanti amanti ... e tuttavia ogni forma di invidia cede presto il passo alla passione.

Si è incontinenti, limpidi, schietti in compagnia di una donna come Sasha, e questo dover rinunciare immediatamente ad ogni infingimento o strategia, neppure è necessario sedurla per convincerla a concedersi, è essenziale a quella forma di serenità che si instaura tra amanti occasionali e un po' tristi.

Heather è diversa.

E' bellissima ma giunonica, laddove io ho sempre prediletto le longilinee, ma il suo viso, il taglio dei capelli, le labbra, i silenzi ... mi ricordano di Louise Brooks, ed io ne sono schiavo.

Non è teatrale nè sofisticata.

E' una donna troppo semplice per rivestire un ruolo che non sia il suo o percepire ed infondere nell'altro attitudini appena distanti dalle scontate di attrazione e soddisfacimento, e tuttavia esercita su di me un fascino tutto particolare, come se potesse riferirsi a delle memorie che però non esistono.

Mi sono dato una spiegazione esauriente del mio attaccamento per questa danzatrice felice e un po' birichina, ben lieta di godersi la vita e di calamitare le facili attenzioni di tanti uomini.

Il fatto è che se è del viso di una donna che ti innamori, non riesci del tutto, o almeno non subito, a ricordarti del seno, delle gambe, della fica.

Non l'evochi neppure nei sogni erotici, capisci?

Così quando la porta è chiusa, e la stanza dalle pareti scarlatte e le lenzuola damascate è nostra, io è subito alla fica che corro.

Non slaccio il reggiseno, non bacio le manine ben curate.
Niente pacche sul bel culo sodo da ballerina, e penserò poi a palparle le tette.

Mi metto in ginocchio, le alzo la gonna, con le dita scosto appena le mutandine.

Le guardo la fica.
Guardo la fica.

Poi inizio a leccarla dolcemente, a baciarla.

Su, oltre Venere, dove non posso vedere ma conosco benissimo, sono i suoi occhi di cerbiatta.

L'espressioni le comunicano i gemiti, le mani, che ora carezzano, ora premono sul capo perchè aderisca di più al suo nido.

Heather non si interrogherà mai, nè mai saprà che penso ad un'altra quando faccio l'amore con lei.

Si sarà forse meravigliata del fatto che, pur non conoscendoci davvero, pur essendo i nostri incontri fortuiti e slegati da ogni progetto, il sesso tra noi somigli davvero un po' troppo all'amore.

Sono troppi i baci, troppo lunghi i silenzi, iperbolici i complimenti, buffi i giochi di parole come se ...

Come se dovessero andare lontano.

....

Sei distante, irraggiungibile ... inintellegibile ed ineffabile ... ma quanti pensieri, e quali parole susciti in me!

Sunday, 29 December 2013

Definizioni

Di cosa si compone una definizione?

Parole, solitamente.
Immagini, a volte.

In questi giorni di vacanza torno in contatto con 'definizioni' associate alla mia città natale, ai torrenti che singhiozzando precipitano a valle, ai boschi ora spogli e spinosi, alle cime argentate ed aspre.

Qui ho avuto le prime esperienze dell'amore, del dolore, dell'amicizia: benchè non necessariamente le più intense, queste mi hanno formato e determinato più di tutte quelle successive.

Li è la casa che mi bastava avvicinare per sentire il cuore battere forte, quasi violentemente, al punto da ridicolizzare ogni forma di autocontrollo, censura e menzogna.

Li ho atteso, sperato, fallito.

Li sono tornato.

Saturday, 28 December 2013

Ci sono libri


Ci sono libri che io mi guardo bene dal leggere.

Sono i tuoi preferiti.

Se mi cade l'occhio su "Lolita", ad esempio, io allarmato allontano lo sguardo come obbedendo ad un riflesso, ché è blasfemo anche solo sfiorare quelle pagine che tu hai amato e conosci così bene, se tu non sei mediatrice, sacerdotessa, iniziatrice.

Friday, 27 December 2013

Lungaggini

Lungaggini burocratiche, odiose e ripetute, sono tutte le attività che mi tengono lontano dalle tue sottane, dalle camicette sempre troppo abbottonate.

Visite ai parenti, chiacchiere con amici, commissioni per i negozi del centro, ed ancora le imminenti riunioni di lavoro, le cene coi colleghi ... ogni occupazione che non ti contempli nel raggio di un metro - al massimo due - è complotto, intrigo, macchinazione di chissà quale furfante gelosissimo e disperato!

Ti sei messa in un bel guaio, lo sai vero?

Oh, quali conflitti interiori stai per provare, bellezza mia!

Il  viso sarà presto geloso di quel tuo culo che guardo con insistenza sproporzionata, e così saranno le tettine odiose per i bei occhietti vispi, che incolleriti mi cattureranno in venerazione aderentissimo al seno candido, e poi le mani nel buio della stanza incerte cercheranno le mie, che però sai tu dove scivoleranno in fretta per farti tremare tutta ...

Ti amo completamente, ecco la verità.

Wednesday, 25 December 2013

Pensieri

Avere per dimora il cuore degli altri.

Non chiudere mai a chiave, anche se non si sa per quanto a lungo si sarà lontani.

Al ritorno, trovare tutto come si è abbandonato: in ordine ciò che era in ordine, kaos li dove ha sempre regnato.

Lasciare impronte sporche quando si entra zuppi di pioggia e fango, le luci accese se si deve scappare all'improvviso.

In ogni caso, amare.

Questa è la vita.

Tuesday, 24 December 2013

Pensieri

Mi riscopro meschino, volume vuoto, superficie trasparente.

Avevo tutto, sai?

Ma le circostanze che accumulavano nel petto il dolore necessario per riuscire ad immaginare, percepire, sentire, insistendo oltre i limiti intrinsechi della mia tempra nello stesso tempo e modo in cui arricchivano mi avvicinavano al punto di non ritorno, alla massa critica, alla deviazione irreversibile.

Io non ho perso gli infiniti doni della nascita e della vita, e così non ho da rammaricarmi per omissioni, errori di valutazione, falsi positivi.

Sono morto, tutto qui.

Se cerchi recriminazioni, accuse ben circostanziate o vaneggiamenti isterici resterai delusa.

Non è neppure il capezzale di un agonizzante questo diario: vi trovi solo memorie, già aggredite da centomila fattori atmosferici, e nessuna emozione.

Di ciò che rimane dell'esistenza, che potrebbe finire domani senza privare alcuno di alcunché, potrò al limite ricavare di che campare mediocramente, come ingranaggio di meccanismi impersonali finalizzati ad una qualche forma di guadagno.

Mio compenso saranno poche monete: sterline, euro, franchi svizzeri, dollari ... 

Se tutto andrà nel migliore dei modi, sarò nulla di diverso dallo 'step' di un algoritmo ben collaudato.
Più verosimilmente, un altro mendicante ai lati della strada.

Saturday, 21 December 2013

I limiti dell'arte

Prima delle 5 del mattino ero già in strada, in attesa del taxi.

Non dormo mai serenamente del tutto quando so che la sveglia è puntata, davvero è un'arma da fuoco decisa a torturare e poi uccidere il me sognante, specialmente se al risveglio dovrò coordinare in pochi minuti pensieri diversi tra loro: prendere gli auricolari, controllare i documenti, bagnare le piantine, chiudere la valigia, spegnere gli interruttori, dare una doppia mandata di chiavi alla porta d'ingresso...

Thursday, 19 December 2013

Partire

Parto domani.

Mia sorella ogni tanto mi chiede di questa 'amica' di cui le ho accennato in termini impietosi di paragone ('molto piu' bella di te', 'piu' alta','piu' dolce' e altro ancora), ma fino ad ora ho fatto il prezioso, non rivelando che il minimo indispensabile per rintuzzare la sua curiosita', o forse per accrescerla.

Come sempre anche questa volta ho pensato che potrebbe capitarmi qualcosa, durante le vacanze, in un giorno qualsiasi.

Ho capito quindi che devo aggiungere un nuovo nome, un ulteriore indirizzo e-mail, alla lista di quelli delle persone che, incrocio le dita scaramanticamente, un giorno potrebbe trovarsi a dover contattare.

(sempre che ne sia capace ...).

Sono un po' paranoico, lo ammetto: basta l'idea di dove intraprendere un viaggio aereo per evocare scenari apocalittici di dirottamenti, attacchi terroristici, infarti multipli in cabina di pilotaggio, basta un valore un po' sballato nella coagulazione per sapermi spacciato, poco importa se per embolo o emorragia, basta un'impressione di scarsa igiene in un ristorante braziliano in cui ho appena finito di mangiare, l'immagine di un cameriere che, credendo di non essere decifrabile, fa quel che deve fare alla latrina ma non altrettanto al lavandino, per pronosticare di imminenti salmonellosi, scabbia, epatiti fulminanti, ed si agita nei pensieri lo spirito di Typhoid Mary Mallon ...

Lo ammetto: le mie paranoie sono parodistiche, ma ogni tanto, soprattutto quando sono stanco od esausto, mi rapiscono, silenzione ed alienanti.

E' buffo, sai?

Non mi preoccupo dei miei autentici problemi di salute: i polmoni schiacciati dal costato e fragili, i tremendi, improvvisi giramenti di testa, l'ampia porzione di rene che ho asportato sono consegnati, confinati alle stagioni in cui ne ho patito acutamente il male.

Da che mi sono abituato ad un regime che fa a meno di ampia capacita' polmonare, di perfetta e costante coordinazione del corpo, me ne disinteresso, probabilmente apotropaicamente.

Questo baratto e' soprattutto un diversivo, non credi?

E comunque, quando o per gioco o per necessita' mi trovo a radunare attorno a me le persone care che mi hanno nel cuore, ne sento l'affetto atipico e girovago, incapace di definirsi esattamente nelle categorie di amicizia o amore, complicita' o affinita'.

Il naufragar m'e' dolce in questo mare.

Wednesday, 18 December 2013

I morti



Li popolano i morti, i sogni.

Coi cani, i miei adorati cagnacci, e' tutto un giocare, un ripetere le lotte che tante volte imbrattavano i vestiti, graffiavano le mani e facevano disperare in casa, ma con gli umani spesso non riesco ad avere un contatto diretto.

I nonni, ad esempio, ieri vedevo soltano, ma erano altri a poterli accudire.

La mamma li accompagnava, salendo lentamente con loro la lunga scalinata, in camera da letto, e poi seguiva il babbo, che lontano dai miei occhi esercitava la professione di negromante piu' che di medico.

Non un istante dimenticavo la loro morte, e percepivo continuamente l'eccezionalita' di quell'occasione ulteriore, forse ultima, di vicinanza.

Nel linguaggio dei sintomi, delle diagnosi, dei quadri clinici, a volte emerge o precipitano formule atroci di dubbio, che costringono a conflitti interiori irrisolvibili: accanimento terapeutico, eutanasia, recupero, remissione, metastasi.

La traduzione attende che si levino i camici bianchi, che ognuno torni nella sua dimensione di uomo, non di utensile.

Sta morendo.
E' spacciato.
Si prolunga soltanto la sua agonia.

'Agon' senza speranza ... una lotta quasi sempre vana, l'ultima.

Oggi che sono un uomo, forse ma non necessariamente in virtu' delle esperienze personali, di questi 25 anni di intimita' con varie espressioni del male e del limite, mi dichiaro con naturalezza a favore dell'eutanasia, del diritto di ognuno a conservare dignita' fino all'ultimo momento, anche a costo di anticiparlo, se questo significa evitare anni di sondini naso-gastrici, di piaghe, di manipolazione anonima del proprio corpo, di macchie di feci sulla pelle.

Quando non si puo' dare che pena, a se' stessi ed agli altri, e' bene non insistere, rinunciare, addormentarsi.

E tuttavia nel sogno, dove si mischiano ricordi di un tredicenne, sentimenti assoluti, e leggi diverse da quelle del mondo, io ancora oggi sospiro, e prego lo sciamano, lo stregone, il demone o il Dio che ci sia un domani per i miei morti.

Tuesday, 17 December 2013

Pensieri su di te

E' una di quelle pagine che ti fanno alzare gli occhi al cielo, e che almeno un poco agitano il tuo cuore.

"Gio, sei sempre il solito ... ma cosa combini!?" mi sembra di sentirti sospirare ... e pero' non lo percepisco come rimprovero proprio come non me ne rammarico.

E' premura di chi non e' indifferente.

Io so bene che tu non smetti mai di considerarmi un po' ingenuo, troppo sognatore, lievemente superficiale e senza dubbio imprudente.

Ti riconosco un buon senso di gran lunga superiore al mio, perfino una contezza del mondo piu' varia ed articolata,  e non solo nella sua componente empirica, ma perfino in cio' che e' soggetto di riflessione ed interpretazione, di quella che io potro' mai raggiungere.

Mi fido di te, delle tue solidissime conclusioni, di tutte le sagge parole di misura e contegno piu' che di me stesso, dei miei sogni, e tuttavia non rinuncio del tutto alla mia ragione.

Quando provo ad immaginarmi vicino ad una donna, non necessariamente un'amante, ma anche un'amica, od una coabitatrice di quell'universo straniero che e' la mia dimora, evoco uno dopo l'altro tutti gli spettri che mi compongono, i ricordi che affollano certe meditazioni plumbee, le ansie, le prospettive, le frustrazioni che talvolta mi rapiscono.

Corro il rischio di dimentircarmene qualcuno, e lo stesso gia' da subito traballa ogni futuro, ogni possibilita' di intesa.

Tu mi conosci completamente.

Non ti ho taciuto nulla.

A te ho pensavo quando cercavo di abbozzare di me l'immagine piu' nitida possibile, ovvero la piu' avvilente.

Perche' tu non ti potessi ingannare ho usato parole nude, taglienti, non fraintendibili, di quelle che raramente sono pronunciate ad alta voce.

Parole che spesso precedono un'addio, non certo dichiarazioni, promesse, sospiri.

Ti giuro che ho lavorato con maligno profitto su tutti gli aspetti sconvenienti, sono giunto al digiuno o alla bulimia pur di allontanare dalla tua figura ogni tentazione, il sospetto semplice di un'infatuazione o un sentimento innominabile.

Di questa confessione accetta almeno una meta': quella che equivale alla mia malinconia di te.

Domani andro' in posta.

Partiranno a mio nome pacchettini per Praga, Monaco, Londra.

Affidati alla Royal Mail, i miei doni una volta all'anno entrano le case di Alice, di Pia, di Elisa.

...

Amica mia, e' qui, in queste pagine che sono misere, scoordinate, sbilenche, sbiadite ma mie cio' che e' per te.

Giulietto Chiesa

Giulietto Chiesa e' un giornalista 'scomodo'.

Non posso dire di conoscerlo profondamente, ma spesso ne ho trovato l'eloquio piacevole ed i discorsi onesti esensati, e mi sono rammaricato infinite volte di non poterne mettere alla prova la solidita' confrontandoli con conoscenze specifiche di cui difetto.

Sunday, 15 December 2013

Individui, ideali

Esistono individui per i quali siamo disposti a rinunciare ai nostri ideali, nei casi migliori per sacrificio, piu' spesso per corruzione.

Esistono individui per i quali i nostri ideali cambiamo, per raggiungerli o quantomeno avvicinarli.

Esistono individui, infine, che ci determinano.

Friday, 13 December 2013

Pensieri

Per un periodo lunghissimo, e travagliato, ho cercato nelle donne che incontravo un'aderenza parziale se non esatta ai miei ideali.

Erano rigide classificazioni capaci di districarsi in quella trincea che e' la vita di un sofferente.

E' stato il caso, o comunque nulla di addomesticabile, ad indicarmi un'alternativa radicale, immaginabile, certo, ma talmente poco credibile da essere scacciata dai miei disegni, tanto da dover finire, disarticolata e confusa, in un racconto.

Non sono piu' solo, e sono stati sufficienti pochi incontri, circoscritti ma non certo limitati dall'adempimento delle occupazioni usuali, a dissolvere la mia condizione, a mischiarne gli elementi per costruire qualcosa di diverso e anodino.

Il male di vivere nessuno puo' cancellarlo: resta li, equivalente della capacita' di osservazione, interiore quanto la ragione e' succuba delle sue scoperte piu' profonde ... e tuttavia la semplice idea, forse l'illusione di potersi voler bene, di potersi soccorrere almeno in quel piano sentimentale che di tanto in tanto sfugge alle meschinita' della vita, e' consolazione, e' decoro, e' riscatto.


L'evoluzione della malattia, i costringimenti cui mi devo momentaneamente piegare o abituare definitivamente, mai li ho ridotti del tutto a motivo di pianto, recriminazione, abbruttimento: sicuramente hanno avuto un peso nella deformazione della mia persona, che si e' avvicinata, indolente e sfiduciata, alla pena del corpo afflitto, ma oggi ne scopro virtu' nuove.

La docilita' di chi si e' dovuto adeguare alla violenza del pus e delle febbri, la tenacia di chi non si e' lasciato morire su un letto d'ospedale, sono ora le espressioni varie di un viso gentile, i modi cari di chi ama, semplicemente, senza attese.

La vita allora mi appare una lunga preparazione per pochi istanti in cui possiamo essere noi stessi.

Sarebbe follia, dunque, non esserlo.

Wednesday, 11 December 2013

Sta a noi



Sta a noi decidere se essere segregati o segreti.

Tuesday, 10 December 2013

Di nuovo

Dal soggiorno di casa mia, sporgendomi un poco, io vedevo la sagoma tozza ed imponente del Castello.

Oggi ne so contare le finestre, riconosco gli spigoli aguzzi delle torri, mi appoggio alle rientranze seminascoste nella prospettiva.

Passeggiando per i lunghi viali che d'ogni parte cingono il fortino, ieri ho scoperto agitarsi al vento la bandiera britannica, issata altissima oltre il profilo delle mura di cinta.


Vedo di nuovo.



...




Non e' la prima volta che, dopo un periodo piu' o meno lungo, piu' o meno pesante, torno capace di una funzione, di un organo.

Nel corso degli anni e delle varie vicende, ho ricominciato a potermi piegare su un fianco la notte, a camminare, a vedere, a giocare coi miei cani, a pensare alla bellezza ...

Ed ogni volta, benche' non siano indolori ne' invisibili le cicatrici, ed aumenti il debito che ho contratto con il dispensatore delle mie risorse, io sono di nuovo.

Monday, 9 December 2013

Pensieri sul tempo e le discontinuita'



Un giorno ho smesso di vedere Silvia.

Me ne sono ricordato lo stesso, per anni, per anni ho continuato ad amarla follemente.

Perfino oggi, oggi che entrambi abbiamo vite nostre e disgiunte, separate da migliaia di chilometri e da anni di vuoto, sono certo che un incontro con lei non sarebbe di sostanza malleabile, di quelle che coi riflessi pronti si possono plasmare in ipocrita buon umore o in piatta indifferenza.

Sunday, 8 December 2013

Appunti

Non ho ancora capito se nel Regno Unito ci sia piu' meritocrazia o se semplicemente la divisione tra classi sia piu' netta.

La mia impressione e' che non sia invalicabile, ma che stante, nell'attimo presente in cui si manifesta insomma, ogni differenza pesi oggettivamente piu' che altrove.

 Il rispetto formale, che qui non si puo' esprimere facendo uso di terza persona singolare, di seconda persona plurale, e che altrove scema proprio quando si ricorre al 'tu' che prepotentemente mette un segno di uguale tra due individui al di la di stato sociale, censo, titolo, in questa terra conservatrice ma non banalmente bigotta ottempera a leggi non gia' grammaticali: benche' ne sia beneficiato, e ne apprezzi un certo decoro, so esserle non meno arbitrarie.

Sono sfondati dal junk food quanto dall'abbondanza digitale a basso costo i corpi e le menti di chi non ha futuro ... e tuttavia mi viene da pensare che almeno una buona parte di costoro abbia deciso in sostanziale autonomia di abbandonarsi a queste squallide dipendenze del nostro secolo piuttosto che migrare da una condizione sociale ad un'altra.

Mi pare anche che i benefici di chi appartiene alle classi borghesi siano sicuri, meno soggetti alle intemperanze degli ultimi che non altrove, e invece che rallegrarmene individuo una sostanziale ipocrisia come nume tutelare della decenza del mio stile di vita.

Penso molto in questo periodo, ed e' troppo facile scoprire in te la dialettica ideale delle mie riflessioni.

Persino quando non vi partecipi direttamente sento di doverle chiamare 'nostre'.

Saturday, 7 December 2013

Pallone

La quintessenza di quasi tutti i miei discorsi non improvvisati, ovvero l'esposizione di pensieri frutto di lunga gestazione, ma anche la condivisioni di intuizioni che non sono mai riuscito a solidificare in alcun modo, e' la tranquillita' di chi non ha un fine, e dunque non ha da tenere intatta la sua presentabilita'.

Thursday, 5 December 2013

Segnali

Il mio corpo ...

E' come se da un po' di tempo mi stesse mandando dei segnali.

Segnali concordi benche' non chiarissimi.

La dislocazione del cristallino, la rapida mutazione di una macchia nerastra sull'addome, un dolore piu' aggressivo ... ed oggi un bozzo orribile, una protuberanza gommosa sul dorso della mano, una sacca rigonfia che il medico ha classificato come cisti tendinea, o qualcosa di simile.

Non mi preoccupa il nuovo interventino che forse sara' necessario: e' noia, come noia saranno le attese, i soliti piccoli disguidi che sempre capitano a chi e' stanco, e vede male.

Vorrei poterti voler bene per un po' di tempo, tutto qui, e contribuire al tuo sentire, o almeno esserne parte o spettatore.

Per quanto mi sforzi non riesco ad immaginare una congiura dei sensi o del caso che possa avvicinarci ... ed ogni incertezza del corpo mi spaventa nella misura in cui minaccia di strapparmi anche solo l'illusione - che io so comunque essere infondata e folle - di esserti accanto.

Ti prego ... credi al mio amore per te.

E se e' troppo assurdo ed ingiusto, credi al mio amore, e sussurrami che e' dolcissimo e malinconico come tu sei.

Leggere, ovvero raccogliere

Ho scoperto quasi per caso l'etimologia di 'leggere'.

Wednesday, 4 December 2013

Ogni Universita' ...

Cena con colleghi - molto titolati, alcuni senza dubbio tra le menti piu' brillanti a livello planetario del nostro ristretto ma significativo ambito di ricerca.

Io sto discutendo affabilmente con Nick, eminente cattedratico negli States - Ivy League, of course.

Tra il serio ed il faceto butto li una cosa che mi ronza da tempo nella scatola cranica:

"Noi sappiamo di matematica, fisica ... e certo questo e' bene, ma sento che qualcosa manca ... qualcosa di metodico intendo! Ma dico io ... mica e' colpa nostra! Dopotutto ogni Universita' ha un dipartimento di Neuroscienze con professoroni e accademici di chiara fama. Allora, scusate ... ma perche' questa gente non ci insegna ad usare i nostri cervelli?".

Attimo di silenzio, di incredulita'.
E poi risate allegre, occhi alzati al cielo, brillantezza non alcolica sui visi.

Ed io ancora una volta so che e' bello essere dei cialtroni professionisti!!!

Sunday, 1 December 2013

Tanto tempo

Era da tanto tempo che non passavo una nottata simile.

Il dolore che mi perseguita il giorno quasi sempre e' associato alla posizione eretta o alla seduta, piu' in generale ad una postura che sono costretto a tenere al lavoro o in una qualche occupazione attiva.

Da sdraiato, viceversa, solitamente tutto si rassegna: la mia volonta' di contrastare le difficolta', ma anche quella del male, che retrocede, si nasconde, cambia forma.

Ieri e' stato diverso.

Il bacino era talmente contratto che il minimo movimento era quasi impossibile: anche solo il tentativo di piegarmi su un fianco mi costava un dolore terribile, come se ogni fibra, le ossa, i muscoli, i tendini, fossero altrettante zanne, ed il male era quello di carni lacerate, ma anche di gengive infette.

Tornera' tutto alla normalita' lunedi mattina, quando io, al lavoro, devo esserci per forza.