Saturday, 30 November 2013

Adesso

Adesso sono vuote, incomprensibili, sproporzionate, deprivate le donne che incontro per caso.

Thursday, 28 November 2013

Pensieri sul male e sul bene

E' intemerata, la mia condotta, poiche' con frequenza non costante, a tratti difficile da sostenere, e' revisionata nelle sue specificazioni relative all'empatia, alla misura, alla consapevolezza dell'intrinseca fragilita' di ogni condizione umana dalle incursioni acute del male, e rimodellata come opportuno, se difforme da un modello di mite dolcezza e ferma tenacia, in accordo a definizioni sempre uguali a se' stesse di benevolenza e saggezza.

Perfino in un giorno felice, quando l'esperienza della gioia o il trionfo dei sensi possono far dubitare di me stesso, e indurre a cedere alle lusinghe dell'egoismo che vagamente promette di protendere oltre il presente il benessere goduto, non manca di far sentire la propria presenza il mio ultimo giudice, l'equanime moderatore di ogni emozione ipertrofica, di tutti gli ardori piu' irrefrenabili.

Mi confido con te, amica mia: tra le paure che piu' mi inquietano dentro, c'e' quella di un rischio fatale; c'e' il terrore di smarrire il poco che di buono riconosco in me.

Allora per certi versi sono compiutamente cosciente, come il Dio che sceglie di morire in croce, circa il senso delle sofferenze, che impediscono che dall'ebbrezza giunga fino all'intossicazione, che anziche' promesse buffe, sincere, assurde ed irrealizzabili formuli uno spirito non piu' trasparente ma manipolatore menzogne attentamente architettate, suadenti, crudeli.


Mi riferisco all'adulterazioni dello spirito con lo stesso turbamento che provo quando, nello studio di un medico, o nudo davanti ad uno specchio, osservo, valuto, calcolo i tradimenti del corpo, le sue degenerazioni.

Sunday, 24 November 2013

Pensieri di tenerezza e puttane

E' stata una giornata ricca di solitudine, quella di ieri, e dunque gravida di pensieri, immagini, occasioni di introspezione ed opportunita' di confronto.

Thursday, 21 November 2013

Sto soffrendo

Sto soffrendo.
Sto soffrendo tremendamente.

Capita troppo spesso da alcuni mesi a questa parte, tanto che non me ne sorprendo piu', e tuttavia, diversamente da cio' cui sono abituato, so che non riusciro' mai a fare di questo dolore parte del fastidio cronico che da sempre mi accompagna con discrezione.

Abbondanza


L'umanita' e' folle, cannibale, impaziente e violenta.

E lo e' in virtu' non di mancanze, penuria, limiti, ne' di nessun altro di quei vantati danni, di quegli ostacoli opprimenti contro i quali siamo ben lieti di sacrificare ogni norma etica, perfino le piu' elementari.

Lo e' a causa dell'abbondanza, della bulimia che ne segue.

Potendo scegliere, l'umanita' sceglie il male.

Sunday, 17 November 2013

Pensieri su Socrate

Di filosofia, lo ammetto, io conosco ben pochi autori, e ancor meno testi originali.

Le mie incursioni nei cunicoli e nelle gallerie della 'σοφία' non mi hanno arricchito che di nozioni, e non c'e' un solo frutto critico oltre i ricordi degli studi liceali: quasi sempre riduco un pensatore ad una massima, certamente travisandone il senso originale in cio' che ho intuito, laddove una comprensione confermata da ben altri interpreti e' assente.

Friday, 15 November 2013

Ovviamente ...

Ovviamente l'unico a cui sono sparite sildes nella presentazione, e quelle introduttive, dunque fondamentali per l'esposizione del problema e della sua soluzione, e' anche l'unico che non vedeva ne' monitor ne' schermo, la mia vista e' tutt'ora terribile, nonche' l'unico ad aver speso 1000 sterline per spese mediche nell'ultime tre settimane, ed anche l'unico ad avere dolori continui, a non avere futuro.

Saturday, 9 November 2013

Partenza

Parto per il continente, dove mi tratterra' quasi una settimana un'ennesima conferenza, e dunque altri snack da consumare tra una presentazione ed una dimostrazione sperimentale, ulteriori chiacchiere amichevoli con colleghi ritrovati per caso, e serie infinite di domande da porre o da contrastare.

Friday, 8 November 2013

Pensieri

Non devo rassegnarmi alla mediocrita' infinita e saldissima di chi non scrive, non sogna, non inventa.

Non devo?
Non posso?

E' la mia condizione ad impormi una condotta vaga e penosa: l'una mi esula dalla ben pasciuta e rassicurante mediocrita', l'altra improvvisa, sbaglia, ricomincia da capo.


Comunque sia, in un modo indecifrabile secondo canoni tradizionali e certamente pagando un prezzo salatissimo in termini di energie, di risorse della carne ma anche dello spirito, io ho vissuto, io sto vivendo.

Thursday, 7 November 2013

Razzismo, orgoglio

'Sono fiero di essere italiano. Sono orgoglioso di Leonardo da Vinci, Dante, Cristoforo Colombo' ....

Ti giuro che certe filastrocche si sentono ancora ...

Orgoglio? Orgoglio di essere italiani?
Di che cianciano gli sciovinisti?

Di cosa si riempiono gli argomenti dei patriottici in alta uniforme?

L'intero discorso della fierezza e' scivoloso.

Facciamo un esempio in scala ridotta, cosi' ci si capisce meglio.

Wednesday, 6 November 2013

Dormiveglia

E' nel dormiveglia che mi carezza una malinconia che ne' il buon senso ne' gli altri strumenti di propaganda, l'esaltazione palpitante della tenacia, il culto della volonta', l'esposizione sciovinista delle occasioni di successo, sanno trattenere a lungo abbastanza per condurla a miti consigli, per farne metafora sottile, e dunque motivo d'interesse estetico.

Tuesday, 5 November 2013

Un sogno dolce

 Forse perche' viviamo entrambi nello UK, e per di piu' tutti e due nelle immediate prossimita' del mare, devo essermi convinto inconsciamente che io e te siamo vicini

Ormai ne sono consapevole, sai?

Nel sogno di stanotte, non ti sorprendera' sentirmelo dire, eravamo vicini di casa. 


Allora come capita a volte a persone che vivono nello stesso quartiere, incontrarsi non e' inusuale, puo' capitare anche solo per caso, e non necessariamente come da programma, in concomitanza con feste comandate rigidamente stabilite dal calendario.

In un giorno qualsiasi, guardando fuori dalla finestra del salotto, ti vedo camminare per strada. 

Faccio allora un cenno con la mano per salutarti, e picchio con le nocche sugli specchi delle finestre, ed in qualche modo infine catturo la tua attenzione.

Tu rispondi con ampi gesti. 

Siamo due tipi buffi ed oscuri, noi, a dispetto di quel che l'anagrafe dovrebbe imporre, specialmente a due esuli.

Ma quale serieta'?
Ma quale ipocrisia?
Ma quale paura?

E' imprevedibile ogni incontro, con te.

Oggi siamo allegri. 

Mi pare infatti che si sia per l'ennesima volta iniziato uno di quei gioiosi intrattenimenti ove si insiste su un canovaccio per vedere 'chi vince': io ti saluto, tu rispondi, ed io ancora mi sento allegramente parte di un gioco ... 

Finalmente, credo tra me e me, desisti - e dunque ho vinto io, bella mia! 


Hai chiaramente rinunciato, ed infatti ora stai armeggiando con il tuo telefonino - sono un fuoriclasse in questo genere di attivita' perche' prima o poi la serieta' altrui interviene ed io ne approditto per prendermi l'alloro del vincitore! 

Mi arriva un messaggio - tuo - che chiarisce il tutto. 

'Gio, imbecillone, ma che fai? Ti sta andando a fuoco la casa!' 


Senza neppure pensarci, d'istinto, mi giro preoccupato.
Non ci sono fiamme. 
Per un attimo solo sono confuso, poi con il cuore in gola torno a guardarti ... e indovina? 

Mi stai salutando, e sorridi serena, rilassata, solare. 

Hai vinto tu. 

Questa volta ...

 ...

Sono dolci, i miei sogni, perche' spesso lo sono anch'io.
Com'e' disdicevole, come non si addice ad un uomo adulto, la dolcezza, vero?

Sunday, 3 November 2013

Tempo



Ai concerti, allo stadio, in ognuna delle occasioni in cui ci si attende qualcosa di memorabile, ma in modo ancora piu' assurdo, tirando fuori l'apparecchio in tutta fretta, imprecando e pigiando tasti impazientemente, quando un evento eccezionale ed inatteso pretende immediate attenzioni ...

Si vive di tutto dietro lo schermo LCD di un tablet, di uno smartphone, di una videocamera made in China.


Si vive dietro perche' si vuole rivivere infinite volte, perche' si vuole poter addomesticare con un 'play', un 'fastforward' l'emozioni, senza affidarle alla memoria, se non a quella degli hard drives, rifiutando cosi' i servigi preziosi e misteriosi dell'incertezza, la benevolenza dell'imprecisione.

Ma e' pazzia, e' demenza!

Non sentirai nulla di fronte alle immagini pur in alta definizione, accompagnate da dolby surround, che hai salvato su disco o capiente memory stick.

Forse neppure mai pigierai quel fottuto tasto play, e comunque avrai perso l'originale, irripetibile ed effimero, ma anche gravido ed indimenticabile.

La bulimia del controllo, l'idea di poter riempire a volonta' cio' che sentiamo perennemente vuoto, il cervello di idee, i vasi di sangue, lo stomaco di sostanza, fagocitano le nostre esistenze.

Parlavo con tre ragazze di libri, ed ogni tanto l'occhio scendeva a compassare seni, ad indovinare forme troppo intime per essere vedute.

Tre ragazze che quasi certamente non incontrero' mai piu'.

Erano curiose, sai?

Forse curiose perfino di me, se e' vero che hanno insistito loro per rivedermi una seconda volta, dopo la pur lunga serata di venerdi.

Ed ho pensato che esiste un tempo, precedente quello dell'indolenza ottusa delle abitudini, ma successivo a quello delle prime pulsioni sensuali, della curiosita'.

...

Un'amica mi ha confessato un giorno la natura del nostro affetto: ero l'unico, mi disse quando ormai eravamo troppo lontani perche' potesse significare qualcosa, a coccolarla intellettualmente.

Forse eravamo
troppo giovani o troppo strani per una città che domanda turisti e amanti anziani.
Non si ripetera'.

Saturday, 2 November 2013

E tu cosa ne dici?

Cosa ne dici di un ozioso pomeriggio di pioggia, vento, gelo, passato a sorseggiare un caffelatte bollente, a discutere di letteratura, a ricordare paesi d'origine, ad improvvisare relazioni etimologiche?

E' bastardo il frutto di un rapporto tanto promiscuo ed occasionale, non protetto e un po' orgiastico, ma gli si vuole bene lo stesso, vero?

E poi ... che bello sentire  che, al momento dei saluti, quando tornano nel portafogli le fotografie, e si infilano di nuovo tra anonime tessere magnetiche paginette spiegazzate o biglietti di vecchi concerti, e rientra ognuno nell'ottica del futuro prossimo, nelle rispettive citta', le ragazze abbozzano l'idea, una volta tornate a casa, di organizzare un club di lettura, di fare di un giorno della settimane del tempo 'tutto per noi'.

Pazzia?

Ve lo immaginate Gio con non una, non due, ma ben tre liete fanciulle e nessun uomo nei paraggi?

Oh, e' bellissimo.

Si parla di Proust, Boltzmann, malattia mentale, sesso, migrazioni, individuo e societa'.

Mi hanno fatto bere, le fanciulle, ben un dito di birra, ma l'effetto inebriante di tre visi vispi ed un po' spaesati e' infinitamente superiore a quello dell'alcool, e cosi' ho dimostrato, una volta di piu', una volta piu' esplicitamente.

Sono talmente distante e limpido da essere rassicurante come la volta stellata, quando e' sereno e non fa freddo.

Sono diverse, le costellazioni.

Nell'altro emisfero, quello che sta sotto i piedi, oltre  la terra, il suo nucleo ferroso, e' l'oscuro, l'informe, ed oserei dire il necessario caos all'armonia del visibile.