Friday, 31 May 2013

Vorrei


Vorrei il tuo talento, e riuscirti cosi' a chiamare

'amore mio'.

Vorrei poggiare le labbra alle tue, e non lasciarti sola se non quando,
scontrosa, malinconica e bellissima, preda di un demone piu' grande di noi due
devi davvero fuggire lontana.

Allora sara' insopportabile non poterti consolare, non riuscire nell'inganno.

Ma che gioia il silenzio dei tuoi ritorni, e perfino il cruccio di quest'umanita' complicata, che calore, se piu' calore sa donare e conoscere.

Thursday, 30 May 2013

La nudita'

Mi offri la tua nudita'.
Ti presenti nuda innanzi a me.

Non sono tanto folle da credere che questo sia un risultato, la prima conseguenza di un lungo procedimento ad avvicinarsi ad un fine, al 'fine'.

Sfuggi ogni logica, e sovverti - ne sono certo - la cronologia usuale dei rapporti umani, delle relazioni tra un uomo ed una donna, che vuole una successione rigida di eventi: incontro, conoscenza, seduzione, intimita'.

Ti presenti nuda innanzi a me perch'io mi interroghi, perche' sia costretto da evidenza radiografica circa la tua inquietudine, la fragilita', la timidezza, e ti colga allora per quella che sei, e non per un'altra.

L'ansia di essere fraintesa e' simile a paura di vivere se la stanchezza inizia a considerare la rinuncia come possibile.

C'e' di piu', e conosco anche questo.

E' il desiderio, ma anche la necessita', di trovare se' stessi.

Come fare?

Di certo non celando a noi stessi quanto agli altri il nostro pudore, e forse, semplicemente, presentandoci nudi innanzi a chi ci e' simile, e aspettare in silenzio le parole, i gesti, le promesse.

Wednesday, 29 May 2013

Silvia

In questo diario parlo spesso di 'Silvia'.

Quasi sempre, lo devo sottolineare, mi riferisco alla prima ragazza di cui mi sia innamorato o meglio, se intendo essere piu' preciso, la prima della quale mi sia violentemente infatuato.

Tuesday, 28 May 2013

Siderurgia

Non conosco ancora i segreti della siderurgia.

A malapena so individuare la ganga sterile, ed ignoro come annichilirla senza esercitare violenza sul minerale puro, senza polverizzarne le qualita' piu' delicate.

Penso sia inevitabile usare il fuoco, certamente carbonizzare pare necessario per fondere, e poi di nuovo, credo, si deve raffreddare in fretta, e poi ancora tornare alla furia della centrifuga, ad un'incandescenza pura, alla quale restituire infine la forma del desiderio, dell'idea, della passione.

Ipotesi, tentativi, non troppo riusciti a dire il vero.

No, non li conosco ancora i segreti della siderurgia.

Sono forse un alchimista pasticcione, un visionario, un incerto viaggiatore.

Ma non ho un fine cui dedicarmi, ed a questo soltanto, alla costruzione di sentimenti profondissimi, pur distanti, pur forse irrealizzabili, sento di poter, e voler, dedicare me stesso.

Monday, 27 May 2013

Pensieri

La lettura del 'Diario di Anais Nin' (primo volume) mi da vertigini e allucinazioni, e sono piu' disturbanti in questi giorni cosi' tristi.

Precipito dal pensiero alla cronaca, e sono maldestro, e so soprattutto perdere l'equilibrio.

E' evidente.

E' inutile perfino domandarsi se sia un diario autentico o puro artificio di una mente distaccata dalla realta'.

Non e' finzione l'amalgama di pensieri, immagini, aneddoti con i quali mi confronto.

Le sottilissime investigazioni, le ipotesi ardite, a volte contraddittorie o inconcludenti ... sono autentiche, e davvero simili a quelle ch'io stesso ho, a seconda dei casi, costruito, abbozzato, vissuto solo parzialmente.

Non e' finzione, e cosi' sento incombere su Anais e per traslazione ed immedesimazione su di me la tirannia del tempo, oggettivo, fisico, fisiologico, indifferente, e l'insensata violenza della mediocrita', dei compromessi, le loro angherie triviali.

Le biografie dei protagonisti, le ho cercato senza poter attendere, racchiudono tra due date vite ormai spente.

Le vicende tragiche, le nevrosi, i lutti, le violenze, ignare in quei giorni degli anni '30 gia' si stavano realizzando attorno a Anais ...

Rifletto un solo secondo per rendermi conto che questo e' il destino di ognuno di noi.

Attorno alle nostre vite fragilissime ed infinitamente preziose gia' ora si stringono i gangli di un sistema impersonale che ha per capo l'umanita', non il singolo individuo.

Come pensieri e ricordi siamo scacciati, deformati, espulsi dal caso e dalla necessita' oltre il limite di cio' che ci ostiniamo a chiamare vita, e che forse non e' che coscienza di un tempo perduto.

Anche per questo motivo sono nomade, e ricuso di mettere fradice radici in un luogo.

Mi appare meno insopportabile il tutto, se tutto tengo sospeso, effimero, superficiale perfino.

Ho ospiti.

Giocherellando con il mio telefono 'Instagram' e' stato scoperto.

L'ho svuotato di cio' che era personale prima di 'aggiungermi' alla lista dei miei amici.

Per un attimo ho tremato, pensando che altrimenti avrei potuto svelare il mio segreto.

Saturday, 25 May 2013

Esistenza

Vorrei saper credere negli dei, all'esistenza di un regno eterno destinazione ultima della vita, ed in un contatto misterioso ed arcano, ma possibile, sensibile, tra questo e l'altro mondo.

Vorrei saper credere nelle metempsicosi.

Friday, 24 May 2013

Silvia



E' morta Silvia.
Forse la conoscevi come Xtc.
Piango.

Alice

Dopo Giulia di nuovo il nulla, e per mesi, piu' a lungo che non per il periodo di necessaria riabilitazione.

Tornai a assaporare il corpo di una ragazza solo una volta trasferitomi all'estero per lavoro, e dunque quando raggiunta una piena indipendenza economica.

Thursday, 23 May 2013

L'ovvio, ed oltre

Ascolta il mio punto di vista.

Se carezzi l'idea del suicidio forse e' perche' sei in una condizione di massima lucidita'.

La prima cosa che appare allora, perche' e' ovvia, banale addirittura, e' la futilita' della vita, e dunque la follia della fatica sostenuta per tutelarne la decenza, ed il peso delle finzioni che l'agghindano, e il fetore dell'ipocrisie che la lordano di dentro.

Comunque potrai vedere oltre, ed altro.

Saprai forse riconoscere l'amicizia sincera, godere dell'amore piu' puro, ed indugiare su riflessioni infinite, molte amare, alcune dolcissime, sull'infinita profondita' umana.

Cosi' la disperazione e' uno stato di grazia, benche' maledetta.

E' contrazione dei nervi sul cuore - e' convergenza degli opposti, che urtando tra loro fino a fondersi fanno delirare - ma nei brividi di una febbre pestinenziale sono le piu' alte visioni dell'essere.

Cogitazioni

Bizzarro il destino della 'Teoria della Relativita'.

Bada bene: mi riferisco a quella del 1905, ovvero la 'Teoria della Relativita' ristretta', che' davvero i ricordi di quella vera e propria, la 'Generale', che segui' nel 1916 dopo lunghi anni di calcoli, ipotesi, e certamente insonnie, sono ora solo vaghi frammenti privi d'unita', tanto che ormai davvero non saprei andare oltre enunciati vaghi e vacui, ad esempio 'equazione la cui incognita e' la metrica dello spazio tempo' per definire questa monumentale opera del genio umano.

Wednesday, 22 May 2013

Assopito

Sono svuotato, stanco, e tuttavia sereno.

Mi insospettisce l'assenza di dolore in una situazione che oggettivamente dovrebbe essere lancinante.

Tuesday, 21 May 2013

Ti vedo ogni giorno


Da qualche tempo ti vedo ogni giorno, li alla fermata dell'autobus che mi porta il mattino al lavoro.

Anche solo scrivere della donna per me e' necessario.

E' una preghiera dagli effetti immediati e concreti.
E' evocare una presenza che non svanisce prima d'avermi consolato.

E' scoprire nella contrazione quasi impercettibile di un labbro, di un sopracciglio, di un cuore la scintilla all'origine di ogni mia cosa.


(troppo stress, poche energie per pensare e scrivere ... cosi' mi contento di guardarti).

Monday, 20 May 2013

Parole


Io so bene come mettere in difficolta' una donna timida e bellissima.

Non credere che lo faccia per malizia, per gusto perverso, per attuare una strategia accuratamente pianificata.

Oh, so bene anche che nulla vale quanto l'insicurezza per convincere una creaturina impacciata, inconsapevole, maldestra a gettarsi nelle braccia di un uomo ... ma ricuso di servirmi di un rompighiaccio per avvicinarmi al cuore tenero di una donna.



Attorno ad un tavolo al quale ci costringe un obbligo sociale quante sono le chiacchiere sciocche!
Io resisto per pochi istanti se non inciampo in un 'Pirandello', un 'Bach, una 'Motocicletta', ed di quel lasso di tempo morto, marcio, nero, mi servo per cercare attorno a me una bella donna.

Eccola, e proprio di fronte a me.

Non ci siamo scambiati una parola, ne' forse ci rivedremo mai piu'.
E' questo uno di quegli infiniti incontri propiziati dal caso ed affidati alle nostre virtu' sconosciute, il coraggio, il desiderio, la curiosita' reciproca.

'Hai origini greche?' ti chiedo.

Sei stupita da un'introduzione che sembra gia' un terzo capitolo, non e' vero?

'No'.

Rispondi allora, sorpresa, lievemente piccata, naufragata nella domanda di uno sconosciuto.

Liquidare una curiosita' incomprensibile con un monosillabo inequivocabile dovrebbe rimettere le cose a posto, vero?

'Strano ... somigli a Maria Callas, e perfino ad Artemide, un'altra dea Greca'.

Se non e' sufficiente un secco diniego, pensi, forse per rimettere al suo posto, ovvero lontano, questo impiccione bastera' una logica appena indurita da un pizzico di pedanteria.

Arretrando in modo che in primo piano siano i tuoi occhialini da dotta studentessa, la cui montatura spigolosa sembra un'armatura di cristallo, dici allora:

'Non credo esista un accordo universalmente accettato circa l'aspetto di Artemide ...'.

Ti impedisco, giocosamente, sinceramente, di riguadagnare un terreno a te conosciuto, dove sapresti erigere solide palizzate difensive.
'Ti confesso una cosa: io sono fortemente miope. Non vedo bene quanto immagino chiaramente ... e tu ... tu sei davvero prossima alla mia idea di Artemide'.

Continuera'?

Friday, 17 May 2013

Non mi illudo

 
Non mi illudo di nulla, non metto in conto alcunche'.

Non allineo, deviando dal ragionevole per precipitare nel ridicolo, il futuro che cerco di costruire ad un'idea folle, ad un progetto sconclusionato che miri e necessiti di un nostro incontro.

Scaccia ogni timore in proposito!

Il tuo silenzio, lo so, e' spesso impacciato dalla pena, dal timore di poter smontare, con una briciola di buon senso, tutti i piani, i sogni, i desideri che finiscono per poggiare su una particella indivisibile e necessaria: 'noi due', ovvero 'io e te', ovvero 'Gio e Valentina'.

Sorridi pure tranquilla, non sono pazzo, almeno non a tal punto!

Rimando con piena consapevolezza tutto ad un futuro che non giungera' mai, e che tuttavia riesce lo stesso a dare un senso alle mie passeggiate, alla ricerca di fresca bellezza da condividere con te, alla meditazione lenta di pensieri malinconici e gelati, che e' la consolazione piu' autentica alla malinconia ed al gelo.

Stasera, ad esempio, era piu' bella la citta', perche' capivo, stupito dall'equilibrio e dall'armonia dell'acciaio, del vetro e della della pietra, che anche tu ne potresti godere.

Non con me, ma come potrebbe davvero importarmi?

Una giorno, chissa', quando io saro' gia' via, tu camminerai per il viale alberato che dal centro sale placido e spesso zuppo di pioggia o rugiada fino alla collina, oppure ti perderai per le viuzze anguste del centro, o riparerai precipitosamente nel primo caffe' dove ti spingera' il vento.

Un'ipotesi tanto ardita poggia su eventualita' vaghe, ma almeno una certezza: sarai emozionata, e con il bel nasino all'in su cercherai magari conferma alle mie teorie strampalate, e poi tornerai a rileggere le pagine della Dystopia, e ne scoverai i segreti, e tra le righe coglierai il fine ultimo di tutta questa massa di parole: esserti vicino.

Thursday, 16 May 2013

Tutto


Stamattina, appena scivolato fuori dal sonno ed ancora intorpidito dal buio della camera, stiracchiandomi oziosamente nel letto alle ripetute insistenze del nuovo giorno avrei voluto sfiorare il tuo corpo.
Avrei voluto scoprirlo nudo, disteso di fianco al mio.



Il lamento lieve, non privo di gioia, che accompagna il risveglio sarebbe stato di una voce diversa, dolce, serena, ed egualmente promotrice di deliziose perversioni e custode di indicibili segreti.

Mi piacerebbe scoparti.

Prenderti per i bei capelli, imprigionarti e stringerti in un groviglio di gambe e braccia, e bagnare di saliva ogni centimetro quadrato della tua pelle, e poi, dopo averti torturata di attesa, prendere la tua carne.

Ti confesso una cosa, con disappunto allegro, con compiaciuta perplessita': a quanto pare proprio io, che sono uno stecchino, li sotto sono un po' ingombrante per certe pratiche, ma lo stesso arde il desiderio di incularti, di infilartelo dentro tutto, cento, mille volte, e di sentirti gemere, e saperti percossa da quelle scariche elettriche e quei brividi che, cosi' mi ha confidato l'unica ragazza che mi abbia dato il culo, si sostituiscono o aggiungono al piacere piu' semplice dell'orgasmo vaginale, cui pensa allora la mano.

Non ho l'energie necessarie a compiere acrobazie tra le lenzuola, ma la fantasia non mi manca, e le dita affusolate e lunghissime, e l'ingegno, ed i ricordi stessi saranno al nostro servizio.

Per neppure un istante verra' a mancare l'amore. Perfino mentre ti staro' spingendo con tutta la foga di cui sono capace, e con le mani cercherai un appiglio incerto nelle lenzuola, ed infine, calcata dai colpi ripetuti fino al muro, piu' saldo nell'impalcatura del letto, l'amore si sara' al limite nascosto di sua volonta' tra le pieghe della passione.

I bacini, la carezze, le moine buffe precedono e seguono l'avventurette, le situazioni incandescenti, le follie di due amanti curiosi e impenitenti.

Il lavoro chiama, tesoro mio.

Tu resta pure a letto ancora un po', mi alzo prima io.

Corro in bagno, ed in 20 minuti sono pronto per uscire.

Sono gia' sull'uscio di casa, ed e' li che ogni volta ci diamo l'ultimo dei bacini ... anche se in verita' ogni tanto le cose non vanno come dovrebbero ma come vogliamo noi, e quell'ultimo diventa un primo ...

Ti avvicini a me, ancora sognante, e sei un sogno - il mio sogno.

Senza dirmi nulla, ti porti l'indice alle labbra.

Per una volta non fai di quel ditino una caramellina da pornostar, non te lo infili in bocca per simulare un pompino o un'inculata - la piu' bella perche' nello stesso istante immagino il tuo ano e vedo l'occhietti maliziosi che venero.

L'inumidisci appena, poi ti alzi sulle punte, e, rimproverandomi con un dolce 'pasticcione!', passi con il polpastrello sui lati delle mie labbra, li dove finisce spesso per seccare un residuo di pasta dentifricia che la miopia mi cela, e che di solito sono ben altri a farmi notare.

Queste sono l'immagini che mi accompagnano quando penso a te.

Questo e' un piccolo dono per una donna meravigliosa.

Questo e' uno specchio.

Wednesday, 15 May 2013

Analogia, omologia



In biologia si definisce una netta differenza tra organi analoghi ed organi omologhi.

Organi analoghi tra loro attendono a medesime funzioni: considerando ad esempio la 'locomozione aerea', le ali di un insetto e quelle di un uccello sono strutture analoghe.

Non sono comunque omologhe, in quanto frutto di processi evolutivi radicalmente differenti.
Mentre le estremita' superiori, che negli uccelli si sono allungate ed alleggerite, ed infine piumate hanno conosciuto le carezze delle correnti d'aria, adeguandosi al destino dell'uomo si sono fatte omologhi tozzi, pesanti, rigidi arti, le pellicole sottili del calabrone e della libellula, le screaziate vele delle farfalle, non hanno corrispettivi, credo, nei mammiferi o negli uccelli.

L'omologia e' affare per biologi, per meticolosi studiosi di fossili.

L'analogia, viceversa, e' materia per l'ingegno del 'Deus sive natura', e per i sogni dei poeti.

Io volo.

Pensieri su femminilita' e saggezza



Non provo neppure a convincerti che il mio interesse per te eluda la vigilanza severa dei sensi e delle passioni.

E' troppo complessa la funzione, certamente non-lineare e spesso asimmetrica, che descrive l'attrazione tra uomo e donna, e dipende da un numero infinito di variabili; molte di queste sono ancora oggi nascoste al pur ininterrotto studio dell'uomo dell'umanita', ed ho motivo di credere che non si esaurira' mai il mistero, insondabile, alieno a noi stessi perfino quando a noi attiene.

Tuesday, 14 May 2013

Come bambini


Li ho viziati come bambini, i miei genitori.

Siamo andati a camminare nei bei parchi della citta', chiazze di verde che smettono in fretta l'abito elegante del giardino per confondersi alla brughiera selvaggia ed aspra che si estende a perdita d'occhio fino all'orizzonte, ed ancora abbiamo scrutato in silenzio, estasiati i capolavori dei musei del centro, e per la gioia della mamma ci siamo persi per ore nei bei negozietti alla moda del South Side.

Monday, 13 May 2013

Lo spettro

Ti spiegherei innanzitutto perche' un violino ed un violoncello hanno voci differenti, e tu ti troverai a tuo agio sentendomi pronunciare una parola, 'onda', che rimanda alla natura, all'infrangersi del mare sugli scogli, al propagarsi ozioso di una vibrazione sulle cime dorate delle spighe del grano, pizzicate dal vento, ma una smorfia di sospetto si disegnera' sul viso ogni volta che 'equazione' vi vorra' stare appresso.

Cerchero' allora di riguadagnare la tua fiducia 'scrivendola', questa benedetta equazione d'onda.

Il simbolismo matematico, Alessandra, non e' privo di una bellezza estetica che tu, tu che ami l'estro, l'arte, il tratto sottile come quello incerto, potresti davvero apprezzare.


Da li poi, con l'approssimazione dovuta all'ottundersi di conoscenze ormai remote, sperando che non si discosti troppo dalla semplificazione necessaria per introdurre ad un'anima poetica i dettami ed i metodi della meccanica quantistica, ti parlerei della struttura atomica, e di come noi, che siamo macroscopici, composti da miliardi di miliardi di miliardi di atomi, riusciamo a decifrare le proprieta' di queste minuscole particelle, a vederle, ad usarle.

Il piano ingegnosissimo prevede di avere questa conversazione durante una camminata nella mia meravigliosa citta'.

Allora ogni tanto fingerei stanchezza, cosi' da attardarmi un poco, ed avere modo di guardare il tuo corpo, di indugiare sulle vesti quel tanto che serve per sbarazzarsene.

La miopia non mi impedisce.
Io ti spoglio gia' ora, ora che mi illudo di vederti dentro.

Cosi' riaffermo con convinzione sempre maggiore la mia fede nella donna, e l'accumularsi del tempo, e con esso del dolore, delle delusioni inevitabili, della consapevolezza che passa per non tornare, anziche' infiacchiare mi incendia i sensi, polverizza le briglie che trattengono la fantasia quando ancora non si e' confrontata con la realta'.

Di piu', ti proporrei di salire in cima a quella torre, duecentosessanta gradini che si scavano un cunicolo angusto in un granito gotico ed oscuro.

Lo spettacolo per me sarebbe li, sarebbe il tuo culo che oscilla avanti ed indietro, in alto ed in basso, e ad ogni gradino premera' in fuori il gluteo la rotazione del femore, ed io avro' l'acquolina in bocca.

'Sinestesia' non sara' piu' una figura retorica, una voce un po' assurda o al limite curiosa di un'enciclopedia medica, ma una realta' di cui godere, un'esperienza sublime se precede il contatto vero e proprio, o un'ossessione, se non perfezionata infine dalla fusione di tutti i senti.

Stai tranquilla: una volta lassu' anche tu godrai di una vista deliziosa, e ci pensero' io a farti da Cicerone.

Mi spiace solo che non potro' dirti di quanto sei bella, o al limite, se non sarai bellicosa e potro' dilungarmi in resoconti dettagliati della tua carne e di te, mi rammarichero' di non poter condividere con te la contemplazione di tanta grazia.

Infine, quando sarai lusingata o indispettita a puntino, ti diro' dello spettro.

Ti diro' del tuo spettro.

Saturday, 11 May 2013

Carta bianca


Non puoi davvero immaginare quante siano numerose le falsita' di cui ho disseminato questo diario.
Non ho mai smesso di mentirti.
Centinaia, migliaia di menzogne macchiano le pagine qui raccolte, e si infilano invisibili tra i vertici della punteggiatura, insospettabile di contenere balle, e precedono la stesura stessa di molti pensieri apparentemente intimi.


Quasi ogni detteglio, i nomi e le nazionalita' che ho assegnato alle persone a me vicine, le localita' ove ho ambientato le nostre vite, le occasioni che hanno propiziato o impedito determinate circostanze ...

Bugie.

Certo, ho fatto in modo da lasciare un legame evidente a chi un domani potrebbe riconoscersi in questo o quell'episodio o suggestione, ma comunque della moltitudine di accadimenti che qui ho raccontato quasi nulla e' esistito nei termini che ho riprodotto.

A margine di questo oceano di falsita', sono pochissime, per numero, le verita'.

La malattia.
Il dolore.
La solitudine.
Il vagabondare romito e strano.

Soprattutto l'amore dissennato per le donne.

Il desiderio.

Poche, scontatissime verita' che tuttavia arginano e rintuzzano l'orda imbarazzante dei particolari dopotutto inutili.

L'amore per le donne e' infinito, come lo e' il desiderio.

Nulla nascondo nella decenza, ne' impongo a questo incendio lo spazio ristretto cui dovrebbe costringerlo la mia natura di deforme, fragile creatura.

Ogni giorno, passeggiando per strada, aspettando l'autobus, in attesa del mio pranzo, incontro ragazze, giovani donne, quarantenni che vorrei deliziare di bacini, esplorare li tra le cosce, fottere nel primo cesso disponibile, portarmi nel letto.

Le prenderei completamente, senza lasciarne una sola cellula immobile.

Me ne scoperei ogni giorno una diversa, anche senza neppure conoscerne il nome, percependone esclusivamente la natura piu' animale.

Bastano due belle gambe, o un culetto delizioso, delle tette come Dio comanda, un'espressione birichina, e su tutto un volto velato di quella tristezza che conosco.

Qui nella dimensione delle lettere e' diverso, ma la peculiarita', questo sovvertire l'ordine cronologico e forse gerarchico della conoscenza, invece di ricondurre a freddi ragionamenti, esegesi controllata di impulsi naturali e pensieri articolati, glossa di quei misteri che sono l'erezioni, l'orgasmi e le fitte al cuore, finisce per amplificare la passione.

Brucia ogni cosa qui dentro.

Messo di fronte alla sensualita' femminile ho sentito l'urto del sentimento e del desiderio, anche ora li sento cozzare disperatamente contro i confini di me stesso, ed aggredire, respingere ed essere respinti dai miei limiti.

* (confini e limiti ... concetti differenti che un giorno forse cerchero' di comprendere meglio).

La mia vita e' inutile, priva di senso, folle, se tu non sei qui, se non posso fare l'amore con te.

'Tu' ...

I nomi delle donne per le quali ho perso i sensi, pur non avendo mai esposto l'olfatto, la vista, il tatto o il gusto alla loro presenza, ma conoscendone solo la voce o la testolina, al limite poche immagini, sono davvero quelli delle costellazioni che illuminano la mia volta celeste.

Friday, 10 May 2013

Puttana, femmina, donna



Ti ho pensata molte volte negli ultimi mesi, Miriam.

Mi capitava passando per le vie immediatamente adiacenti al piccolo vicolo dove una porta sempre aperta ed inequivocabili insegne luminose indicano l'ingresso proibito di un bordello, ma anche facendo colazione da solo al Museo, dove avrei voluto vederti, da lontano, per caso, per la frazione di secondo in cui nasce un sorriso, confrontare la tua bellezza a quelle delle Dee.

Tuesday, 7 May 2013

Vera


Ripropongo qui, in un unico testo, la storia di Vera.

La parte iniziale di questo breve racconto e' abbastanza assurda - e devi considerarla come un episodio, un episodio che non auspicava nessuna continuazione.

Ieri sera, rileggendone altri frammenti, mi ha crepato dentro una straordinaria malinconia: non poter scrivere davvero la lettera che conclude la nostra storia.

Monday, 6 May 2013

Pensieri, e poi il silenzio

'Sentimentale' non mi direbbero in molti, ed in effetti non credo di esserlo. almeno in senso canonico.

Sunday, 5 May 2013

Progetti per il futuro

Verra' comunque il giorno in cui non riusciro' piu' a lavorare, e sara' qui prima che l'anagrafe ne giustifichi la presenza.

Me ne convinco facilmente in un pomeriggio d'emicranie, brividi, mentre una prosciugata vitalita' mi trascina dal salotto alla camera da letto; allora ingenuamente mi sento quasi autorizzato a immaginare un'alternativa non d'ozio all'attuale professione.


A dispetto delle apparenze la mia produzione scientifica e' assolutamente mediocre, e certamente ed i titoli fin qui guadagnati, e le voci elencate nel c.v. superano la sostanza di quanto prodotto.

Ho avuto la fortuna di incontrare un uomo che mi ha voluto dare un'opportunita', e l'ho colta: questo e' il segreto del 'Dr' che se ne sta laconicamente puntato davanti al mio nome.

La ragione per cui ho conseguito un Ph.D. e' frutto dell'incontro di due attitudini, la mia, di lotta contro la forza del destino, e quella, sulla quale non ho la presunzione di potermi esprimere apoditticamente, di chi mi offri' la posizione, assai piu' che non di pochi articoli, sprazzi insulsi di originalita', risultati comunque intermedi.

Non credo tuttavia d'aver rammaricato chi mi introdotto nella dimensione dell'eccellenza, nel senso che entro i limiti della condizione fisica precaria io ho confuso quelli dell'intelligenza: senza malizia ho esercitato una persuasione quotidiana, costante, sistematica che ha finito cambiare i connotati dell'altrui aspettativa quanto del mio contributo.

Proprio io, guastato nel corpo, ho finito per bilanciare con la tenacia, la fatica e l'impegno i limiti della mente, laddove ci si sarebbe attesi il contrario.

Questa premessa dilegua eventuali sospetti di rimpianto per una carriera accademica azzoppata dalla malattia, e mi lascia libero di sognare altrove senza rimpianti.

Se un giorno, se quel giorno, potro' contare su un discreto gruzzolo o delle entrate certe, riscossioni di affitti, interessi su un credito, tutte ipotesi puramente fantasiose, io mi abbandonero' ad uno studio scellerato ed enciclopedico dell'umanita', ed avro' l'arroganza di scriverne, e lo faro' con cura ed attenzioni diverse da quelle che oggi sottendono alla compilazione disattenta e frettolosa della Dystopia.

Cambierei citta', se non paese, ogni paio d'anni: qualche tappa in nord America mi tratterrebbe oltre oceano per qualche tempo, ma non dissolverebbe l'intenzione di tornare in Europa.

Vorrei anche vivere a Tokyo, dove chi mi ha conosciuto bene mi colloca libero da forzature, quelle che ho conosciuto ovunque, giacche' senza disagio potrei essere individuo tra milioni di individui.

Puoi sorridere dei piani di nomadismo su scala intercontinentale di un esserino che a fatica si decide ad organizzare un viaggio qualsiasi, ma cio' che mi trattiene dal dedicarmi al semplice turismo e' la certezza che un soggiorno di pochi giorni non mi permetta di gustare altro se non la superficialita' di un luogo, di un popolo, soprattutto se quell'ospite invadente che non si separa mai da me, il dolore, pretende un ruolo di primo piano.

Soprattutto, io desidero sentire ancora piu' violenta la frattura con il passato.

Ritornano nel sogno, o in certi pensieri, quasi sempre malinconici, le citta' ove ho abbandonato qualche sicurezza, comode abitudini ed i pochi amici, ed una strana sensazione di vertigine mi impedisce di tornare sui miei passi, a rielaborare gli infiniti lutti, a ricomporre i cocci di possibilita' mai concretizzate.

Affidandomi ad un'intuizione che le lunghe meditazioni non sono riuscite a contraddire, io desidero sentirmi braccato dai ricordi, voglio terra bruciata attorno a me, e costringere cosi' l'inerzia o quel diavolo che sono, e mettermi sotto pressione ed obbligarmi a cercare in verticale una via di fuga.

Stantio e logorato ma vigile ed esigente, dunque in contrasto con aspettative ed proposte, so bene di poter godere profondamente di quel che il mondo di implicito ha da offrire.

La mia ambizione e' ancora quella di gustare le caramelline deliziose che sono le donne, ma non mi illudo di poter essere amato o desiderato senza aver nulla da donare.

Allora, cio' che io avro' visto e capito, la sapienza, le infinite declinazioni possibili della passione, tanto della carne quanto dello spirito, cosi' come le ombre dell'introversione, piu' mi addentro in quest'abisso e piu' mi convinco che la solitudine, l'indagine scevra da compromessi di se' sia un rifugio oltre che una prigione, sara' tuo.

Non ti nascondero' nulla, e rivivremo e moltiplicheremo insieme le nostre esistenze. Alla peggio, moriro' da esule, forse da apolide.

Saturday, 4 May 2013

Vento e gonnelline

Tu magari non mi credi, quando ti dico che qui il vento e' stizzoso, iracondo, sfiancante, egocentrico.

Determina le mie giornate, ma lo stesso riesco a farne buon uso.

Ristretti fino a svanire i progetti di un viaggio verso il Nord, oggi camminavo senza meta per le vie del centro, assorto in pensieri tutti miei.

Un motivo per gioire era evidente: le belle ragazze si lasciano finalmente ingannare dal calendario, o forse semplicemente non ne possono piu' di tenere negli armadi le gonnelline, i completini primaverili, le camicette scollate, e se ancora non passeggiano con le gambe nude, sfoderano gia' abiti corti, comodi, e mandano messaggi inequivocabili agli uomini, ai loro innamorati.

Oggi la piu' graziosa di tutte esibiva allegra e sbarazzina una gonna mille pieghe, vaporosa, corta e leggera, un'ampia fascia che non scendeva sotto il ginocchio, una strisciolina di tessuto sottile come un velo, un velo di carta sul quale scrivere ardenti confessioni d'amore.

Ad una folata di vento si e' smossa tutta la primavera che aveva indosso.

Allora io, ero solo qualche passo indietro, ho detto ad alta voce 'Ehy, young lady!'

Si e' voltata stupita.

Allora ho aggiunto ...

'Attenta! Si e' infilato un ragno sotto la tua gonna!'

Lei, impazzita all'istante, colta di sorpresa ed elettrizzata da una scarica di adrenalina, ha tirato su per i lembi la veste, e messe in mostra le belle gambe magroline ha cercato, chinandosi in davanti e indietro, torcendosi e ruotandosi, pronunciando cosi' ancora di piu' le sue forme, il fortunatissimo furfante.

(ok ... non e' andata esattamente cosi' ... ma cosi' sarebbe dovuta andare, non credi?).

Friday, 3 May 2013

Questa citta'

### ti entra nel cuore come un figlio scapestrato, anarchico, esuberante, e un po' troppo orgoglioso.

Sembra assurdo, eppure so che quando me ne andro', e abbandonero' per sempre questa citta' volubile e oscura, rimpiangero' le notti gelide di primavera, il borbottio delle finestre, che vibrano adesso alla pressione furiosa del vento, e gli scrosci improvvisi di pioggia e grandine che allungano la falcata, ed affrettano il ritorno a casa.

Ricordi

Misantropo, si, e decisamente introverso.
Eppure curioso, credo intimamente dolce.
Di certo capace di sovvertire ogni legge interiore per una creaturina come te.

Thursday, 2 May 2013

Culo, moto, palloni



Culo, e assai piu' delle tette pur deliziose, moto, decisamente meno le automobili, che non ho mai imparato davvero a guidare, e poi palloni, piu' nello specifico quelli sferici che si prendono a pedate.

Semplice la vita, no?

Possibilita'

Chissa' come, mi e' tornato in mente il momento dei saluti all'ultima 'pizzata' dei tempi del liceo.

Mi sfuggono alcuni dettagli secondari.

Wednesday, 1 May 2013

Donne, pensieri, desideri, cronologia


Stasera dovrei essere al Deacon's Pub a cercare Francis, una bellissima ragazza, una studentessa sognante, che veste sempre ampi maglioni di lana, nei quali si rannicchia e fa piccina e dolce quando e' infreddolita o stanca.

Dystopia

Tra qualche settimana avro' ospiti i miei genitori, e piu' in la degli amici, e ancora in estate qualun altro, e dunque devo iniziare a preparare la casa, occultare i sintomi del malessere, disinnescare i precursori della malinconia.

In libreria, tra trattati scientifici, tomi di storia, volumi di letteratura, se ne stanno due mattoni neri, spessi, pesanti.