Tuesday, 17 December 2013

Pensieri su di te

E' una di quelle pagine che ti fanno alzare gli occhi al cielo, e che almeno un poco agitano il tuo cuore.

"Gio, sei sempre il solito ... ma cosa combini!?" mi sembra di sentirti sospirare ... e pero' non lo percepisco come rimprovero proprio come non me ne rammarico.

E' premura di chi non e' indifferente.

Io so bene che tu non smetti mai di considerarmi un po' ingenuo, troppo sognatore, lievemente superficiale e senza dubbio imprudente.

Ti riconosco un buon senso di gran lunga superiore al mio, perfino una contezza del mondo piu' varia ed articolata,  e non solo nella sua componente empirica, ma perfino in cio' che e' soggetto di riflessione ed interpretazione, di quella che io potro' mai raggiungere.

Mi fido di te, delle tue solidissime conclusioni, di tutte le sagge parole di misura e contegno piu' che di me stesso, dei miei sogni, e tuttavia non rinuncio del tutto alla mia ragione.

Quando provo ad immaginarmi vicino ad una donna, non necessariamente un'amante, ma anche un'amica, od una coabitatrice di quell'universo straniero che e' la mia dimora, evoco uno dopo l'altro tutti gli spettri che mi compongono, i ricordi che affollano certe meditazioni plumbee, le ansie, le prospettive, le frustrazioni che talvolta mi rapiscono.

Corro il rischio di dimentircarmene qualcuno, e lo stesso gia' da subito traballa ogni futuro, ogni possibilita' di intesa.

Tu mi conosci completamente.

Non ti ho taciuto nulla.

A te ho pensavo quando cercavo di abbozzare di me l'immagine piu' nitida possibile, ovvero la piu' avvilente.

Perche' tu non ti potessi ingannare ho usato parole nude, taglienti, non fraintendibili, di quelle che raramente sono pronunciate ad alta voce.

Parole che spesso precedono un'addio, non certo dichiarazioni, promesse, sospiri.

Ti giuro che ho lavorato con maligno profitto su tutti gli aspetti sconvenienti, sono giunto al digiuno o alla bulimia pur di allontanare dalla tua figura ogni tentazione, il sospetto semplice di un'infatuazione o un sentimento innominabile.

Di questa confessione accetta almeno una meta': quella che equivale alla mia malinconia di te.

Domani andro' in posta.

Partiranno a mio nome pacchettini per Praga, Monaco, Londra.

Affidati alla Royal Mail, i miei doni una volta all'anno entrano le case di Alice, di Pia, di Elisa.

...

Amica mia, e' qui, in queste pagine che sono misere, scoordinate, sbilenche, sbiadite ma mie cio' che e' per te.

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