Thursday, 19 December 2013

Partire

Parto domani.

Mia sorella ogni tanto mi chiede di questa 'amica' di cui le ho accennato in termini impietosi di paragone ('molto piu' bella di te', 'piu' alta','piu' dolce' e altro ancora), ma fino ad ora ho fatto il prezioso, non rivelando che il minimo indispensabile per rintuzzare la sua curiosita', o forse per accrescerla.

Come sempre anche questa volta ho pensato che potrebbe capitarmi qualcosa, durante le vacanze, in un giorno qualsiasi.

Ho capito quindi che devo aggiungere un nuovo nome, un ulteriore indirizzo e-mail, alla lista di quelli delle persone che, incrocio le dita scaramanticamente, un giorno potrebbe trovarsi a dover contattare.

(sempre che ne sia capace ...).

Sono un po' paranoico, lo ammetto: basta l'idea di dove intraprendere un viaggio aereo per evocare scenari apocalittici di dirottamenti, attacchi terroristici, infarti multipli in cabina di pilotaggio, basta un valore un po' sballato nella coagulazione per sapermi spacciato, poco importa se per embolo o emorragia, basta un'impressione di scarsa igiene in un ristorante braziliano in cui ho appena finito di mangiare, l'immagine di un cameriere che, credendo di non essere decifrabile, fa quel che deve fare alla latrina ma non altrettanto al lavandino, per pronosticare di imminenti salmonellosi, scabbia, epatiti fulminanti, ed si agita nei pensieri lo spirito di Typhoid Mary Mallon ...

Lo ammetto: le mie paranoie sono parodistiche, ma ogni tanto, soprattutto quando sono stanco od esausto, mi rapiscono, silenzione ed alienanti.

E' buffo, sai?

Non mi preoccupo dei miei autentici problemi di salute: i polmoni schiacciati dal costato e fragili, i tremendi, improvvisi giramenti di testa, l'ampia porzione di rene che ho asportato sono consegnati, confinati alle stagioni in cui ne ho patito acutamente il male.

Da che mi sono abituato ad un regime che fa a meno di ampia capacita' polmonare, di perfetta e costante coordinazione del corpo, me ne disinteresso, probabilmente apotropaicamente.

Questo baratto e' soprattutto un diversivo, non credi?

E comunque, quando o per gioco o per necessita' mi trovo a radunare attorno a me le persone care che mi hanno nel cuore, ne sento l'affetto atipico e girovago, incapace di definirsi esattamente nelle categorie di amicizia o amore, complicita' o affinita'.

Il naufragar m'e' dolce in questo mare.

2 comments:

  1. Bellissimo post. Comprendo perfettamente i tuoi disagi, sono anche i miei! Che fatica vivere, Gio. :((
    Sono contenta che ora sei al calduccio con i tuoi cari! :) Credo che tu sei molto amato, più di quanto tu possa pensare!
    bacio

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  2. Ciao Silvi :-)

    Che fatica vivere ... hai proprio ragione!

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