Saturday, 7 December 2013

Pallone

La quintessenza di quasi tutti i miei discorsi non improvvisati, ovvero l'esposizione di pensieri frutto di lunga gestazione, ma anche la condivisioni di intuizioni che non sono mai riuscito a solidificare in alcun modo, e' la tranquillita' di chi non ha un fine, e dunque non ha da tenere intatta la sua presentabilita'.



Con le donne che amo, con i colleghi che finanziano la mia ricerca, con vecchi amici certi che non si finira' mai oltre il solito canovaccio, io mi lascio andare a volte con una naturalezza inattesa a considerazioni troppo intime o troppo stanche per essere messe in conto quando ci si siede attorno ad un tavolo per passare un po' di tempo assieme.

Durante la cena di Natale, anticipata quest'anno ai primi di Dicembre, con Nikolay, professore Russo da tempo emigrato nel Regno Unito, dalle chiacchiere sul tempo, sui progetti in corso ed altri riempitivi, ho finito per parlare di pallone.


Anzi, ho finito per parlare di parlare di pallone.

Parlare di pallone ... ovvero di un argomento assolutamente sciocco e neutrale, ora che sono un uomo, e che dovrei essere indipendente ed autonomo, incapace addirittura di tentennamenti ... ecco di cosa mi servo per trovare un motivo di discussione con il mio babbo.

Ed ancora meglio funzionano i piccoli malanni, che ne ristabiliscono il ruolo chiave di medico, indispensabile e autorevole, oggettivo.

Mi sarebbe impossibile confidarmi con mio padre circa le sofferenze dell'animo, e tuttavia patisco la lontananza che l'eta adulta quasi impone, come prescrizione davvero, tra genitore e figlio ... ed e' cosi' allora che nel corso degli anni le critiche ad un giocatore sopravvalutato, l'elogio per un fantasista, lo scontento per certe condotte societarie, ed ancora di piu' le preoccupazioni e le assicurazioni per un incerto del corpo, hanno significato ben piu' che pronostici o diagnosi.

In questi anni che sono di apnea e trasformazione, e che seguono ed anticipano tempi nei quali i ruoli sono stati e saranno nettamente separati, cosi' tengo saldo il legame tra noi.

Ieri, ad esempio, gli ho detto che quel nuovo attaccante della Juve che sta facendo tanto bene, quel Llorente che e' un marcantonio, mi ricorda il suo stile di calciatore ..

Per un istante e' stato come stordito, incapace di rispondere alle mie parole.

Eccolo, l'equivalente, in un giorno qualsiasi, di un abbraccio tra un padre ed un figlio.

Sai ... apparecchiato in tavola c'e' qualcosa di dolce ed inebriante, e che scalda piu' di un bicchiere di buon rosso.
E' vedere annuire il tuo commensale che, dimenticando per un attimo l'etichetta, confessa che si, in effetti le cose funzionano proprio cosi'.

(PS: da giovane mio padre e' stato un ottimo giocatore, forte fisicamente e dotato di grande tecnica. In definitiva, certamente piu' forte di quel suo cugino che gioco' in Serie A :D).

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