Wednesday, 18 December 2013

I morti



Li popolano i morti, i sogni.

Coi cani, i miei adorati cagnacci, e' tutto un giocare, un ripetere le lotte che tante volte imbrattavano i vestiti, graffiavano le mani e facevano disperare in casa, ma con gli umani spesso non riesco ad avere un contatto diretto.

I nonni, ad esempio, ieri vedevo soltano, ma erano altri a poterli accudire.

La mamma li accompagnava, salendo lentamente con loro la lunga scalinata, in camera da letto, e poi seguiva il babbo, che lontano dai miei occhi esercitava la professione di negromante piu' che di medico.

Non un istante dimenticavo la loro morte, e percepivo continuamente l'eccezionalita' di quell'occasione ulteriore, forse ultima, di vicinanza.

Nel linguaggio dei sintomi, delle diagnosi, dei quadri clinici, a volte emerge o precipitano formule atroci di dubbio, che costringono a conflitti interiori irrisolvibili: accanimento terapeutico, eutanasia, recupero, remissione, metastasi.

La traduzione attende che si levino i camici bianchi, che ognuno torni nella sua dimensione di uomo, non di utensile.

Sta morendo.
E' spacciato.
Si prolunga soltanto la sua agonia.

'Agon' senza speranza ... una lotta quasi sempre vana, l'ultima.

Oggi che sono un uomo, forse ma non necessariamente in virtu' delle esperienze personali, di questi 25 anni di intimita' con varie espressioni del male e del limite, mi dichiaro con naturalezza a favore dell'eutanasia, del diritto di ognuno a conservare dignita' fino all'ultimo momento, anche a costo di anticiparlo, se questo significa evitare anni di sondini naso-gastrici, di piaghe, di manipolazione anonima del proprio corpo, di macchie di feci sulla pelle.

Quando non si puo' dare che pena, a se' stessi ed agli altri, e' bene non insistere, rinunciare, addormentarsi.

E tuttavia nel sogno, dove si mischiano ricordi di un tredicenne, sentimenti assoluti, e leggi diverse da quelle del mondo, io ancora oggi sospiro, e prego lo sciamano, lo stregone, il demone o il Dio che ci sia un domani per i miei morti.

No comments:

Post a Comment