Saturday, 21 December 2013

I limiti dell'arte

Prima delle 5 del mattino ero già in strada, in attesa del taxi.

Non dormo mai serenamente del tutto quando so che la sveglia è puntata, davvero è un'arma da fuoco decisa a torturare e poi uccidere il me sognante, specialmente se al risveglio dovrò coordinare in pochi minuti pensieri diversi tra loro: prendere gli auricolari, controllare i documenti, bagnare le piantine, chiudere la valigia, spegnere gli interruttori, dare una doppia mandata di chiavi alla porta d'ingresso...


Ero sceso con qualche minuto di anticipo per gettare l'ultima immondizia della notte nei cassonetti, ben intenzionato a non subire l'insolente richiamo, la telefonata del tassinaro già pronto, anzi volendola proprio evitare del tutto.

Il cielo era limpido; trasparente come uno specchio, purificato da scrosci recenti.

Vi pullulavano solitarie e forse già spente le stelle fisse, i satelliti in orbita attorno alla Terra, e ne erano contorno i profili scuri delle colline e degli edifici ancora addormentati.

Spazzate le nubi dal vento furioso degli ultimi giorni, la Luna illuminava più dei lampioni una notte che la stagione ed il freddo prolungavano fino alle prime ore del giorno, l'una oscurando il Sole nascente, l'altra consigliando agli incauti mattinieri di rimanersene ancora un poco nei loro caldi letti.

Più tardi, ho assistito da diecimila metri di altezza all'aurora.

Ho visto le sue dita rosate penetrare da oriente, tingere l'orizzonte, e poi l'oro del giorno dilagare nel cielo, fino ai suoi angoli più remoti.

Sotto, le nubi, oltre le quali le mie preoccupazioni, le ansie, le ipotesi non curanti del periodo di vacanza che mi attende, riuscivano ad  emergere, a raggiungermi, per riprecitarmi a terra ...

Eccoli, i limiti dell'arte: sono quelli dell'uomo.

Omero, Petrarca, Leopardi, dal caso trattenuti in un'epoca in cui al limite un Dio solamente metteva ali ai piedi di un eroe, non hanno mai visto quel mare che era merce di un uomo qualsiasi e stanco, incapace di liberarsi dei propri mali, di catturarne una descrizione più intima e meno banale della incolore classificazione suggerita dalla scienza.

3 comments:

  1. Post riflessivo e se vogliamo pessimista, ma aperto a farci migliorare nel cogliere gli attimi della vita..
    ::))

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    1. Una costante universale :-)

      Ciao Nella, auguri!

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  2. Non dormo. :(
    Sono passata per augurarti una buona domenica! :-)
    bacio.
    Ps quando torni?

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