Thursday, 21 November 2013

Sto soffrendo

Sto soffrendo.
Sto soffrendo tremendamente.

Capita troppo spesso da alcuni mesi a questa parte, tanto che non me ne sorprendo piu', e tuttavia, diversamente da cio' cui sono abituato, so che non riusciro' mai a fare di questo dolore parte del fastidio cronico che da sempre mi accompagna con discrezione.



E' troppo, e' troppo pungente, ed io sto impazzendo.

Ti consolo subito, tu che conosci quanto nero possa essere il mio animo, e vorace di energie, ed infermo: e' il corpo a piegarmi, non la psiche, ne' l'anima che ti e' cara.

Per certi versi sto bene: l'amicizia con ### mi tutela.
Conferma le bizzarre teorie di chi spesso hai forse considerato folle, imbroglione o ingenuo, ed invece semplicemente aveva ragionevolmente fede nelle proprie visioni.

Non ci vediamo spesso noi due, e non esiste alcun contatto carnale: eppure le poche ore passate assieme, le discussioni sul genere umano e le nostre esperienze, mi rigenerano, ed hanno un senso finalmente condiviso i piccoli regali, e le attenzioni sono reciproche.

Le parole conoscono altro che eco, e godo della serenita', del calore del semplice voler bene ad un'altra creatura.

Il dolore di cui ti parlo oggi lo saprebbe descrivere un medico, pratico del disfacimento delle viscere, piu' che un poeta.

Di mio posso dirti che oscilla tra le ossa della schiena e quelle del bacino, ed infiamma muscoli, tendini, nervi.

Non riesco a stare seduto che per pochi minuti, ed ogni circostanza che richieda una postura immobile per un tempo abbastanza lungo e' tortura.

In questo preciso momento sto digrignando i denti, e stringo una sciarpa attorno alla vita, perche' striri i muscoli, o allenti o solleciti non so quale pressione.

E' inutile, e' tutto inutile.

Rinuncio a scrivere, e la situazione e' aggravata da questa vista, parziale, appannata, che mi costringe ad avvicinare ogni cosa per poterla vedere, toccare, e dunque a continui sforzi che sollecitano la schiena.

Basta cosi' poco per svilirmi?
Per impedirmi perfino di pensare, o scrivere?

Al lavoro, da settimane ormai, campo di rendita: non riesco a far nulla, e certamente non alla consueta velocita', non con la tranquillita' di chi sa che, al limite, rimediera' alla mediocrita' con un impegno ulteriore.


Aspettami.

Dimentica queste parole ineleganti, questa prosa imbastardita.

Ti giuro che tornero' a parlare di te, o con te, se preferisci.

Per adesso ignora tutto cio' che mi e' attorno: non e' mio, e' del male.

6 comments:

  1. Non è poco quello che provi. Il dolore, in ogni sua intensità, non è mai poco.
    Non posso che sperare nella sua veloce scomparsa... e nel farti sentire il calore della mia presenza da sempre.
    Joh

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  2. Ehy Joh oggi va gia' molto meglio :-)

    La cosa paradossale e' che secondo me sono i caloriferi, ed il loro calore artificiale, a farmi dannare! Ma fino a quest'ora, per oggi, tutto bene :-)

    A presto

    Gio

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  3. Ciao Gio. Resisti. Sei troppo prezioso per ammosciarti.
    Un abbraccio.

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    1. Non posso proprio fare a meno di resistere, Gianni.
      E dopotutto .... dentro so per certo che questo dolore mi impone di non deviare da quella 'bonta'', da quell'empatia per le sofferenze altrui che, di me, io amo.

      A presto amico!

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  4. Il calore artificiale, già... ho rimediato un piumone "bassetti" che è una favola. Il gelo rallenta la circolazione, Gio!
    Un caloroso abbraccio e un buon fine settimana. :-)

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