Thursday, 7 November 2013

Razzismo, orgoglio

'Sono fiero di essere italiano. Sono orgoglioso di Leonardo da Vinci, Dante, Cristoforo Colombo' ....

Ti giuro che certe filastrocche si sentono ancora ...

Orgoglio? Orgoglio di essere italiani?
Di che cianciano gli sciovinisti?

Di cosa si riempiono gli argomenti dei patriottici in alta uniforme?

L'intero discorso della fierezza e' scivoloso.

Facciamo un esempio in scala ridotta, cosi' ci si capisce meglio.


Supponiamo che mio padre sia premio Nobel per la fisica, mia madre cattedratica a Harvard, mia sorella CEO di Google e mio fratello Ingegnere capo della Red Bull.


La prima cosa che 'sento' non e' una vaga fierezza - e' piuttosto un certo disagio per essere l'unico idiota in famiglia ... e cercherei di darmi da fare per colmare il gap tra loro e me.


In Italia chi e' ''fiero'' spesso e' a rimorchio dello splendido passato, ma (spesso) fa poco nulla per adeguarsi ad esso.

Insomma, si vive di rendita ... ed io questo lo trovo davvero penoso.


La 'fierezza' - per come l'intendo io - e' nella partecipazione impegnata ed attuale ad una grandezza che si perpetua aggiornandosi, non e' certo vivacchiare di ricordi e glorie passate.

Cosi' si puo' essere 'fieri' facendo bene il proprio lavoro, e collaborando alla prosperita' collettiva, donando un po' del proprio tempo e delle proprie risorse per il bene comune.

...

Un'amica, emigrata anche lei, e' stata oggi fatta oggetto di ridicoli insulti razzisti.
Ne abbiamo parlato un po'.

...

Tu oggi hai dovuto rispondere a colpi inferti da mille direzioni diverse, inseguire ragionamenti febbrili e insensati per poterli smontare  ... tutto per dimostrare la semplice verita' del tuo essere giusta, partecipe, cittadina al pari di chi qui e' nato. 

Io non devo affrontare questa fatica. 

Per liberarmi di chi prova ad isolarmi dai miei diritti di uomo, mi basta pronunciare una frase secca ed altisonante, esibire un CV, pretendere quel titolo prima del nome.

E' una cosa indigesta da mettere in pratica, ma semplifica le cose. 

Mi rompi il cazzo perche' non sono british/svizzero/tedesco/american? 

Toh: ti dico quanto pago di tasse, dove ho lavorato, per chi ... mi affido cioe' a cose per me senza valore, ma che levano argomenti a certi dementi.

La mia generazione ha conosciuto l'emigrazione come opportunita' di crescita, l'ha vissuta come un'avventura ... e non e' un caso che ad aver abbandonato l'Italia siano stati i piu' intraprendenti, i piu' desiderosi di spazi assoluti e silenzi incontaminati.

Le generazioni successive non hanno scelto, e patiscono, e patiranno, la perdita delle piu' scontata delle certezze: il poter contare, sempre, su diritti riconosciuti come inalienabili ad ogni essere umano.

4 comments:

  1. approvo... in ogni sua parola questa tua dichiarazione
    Joh

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    1. Quando ci vuole ci vuole :-)

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  2. "In Italia chi e' ''fiero'' spesso e' a rimorchio dello splendido passato, ma (spesso) fa poco nulla per adeguarsi ad esso."
    Questa frase è troppo reale. :( Me la segno...devo rispondere a due o tre soggetti!
    Bacio e buon fine settimana. :)
    Per i cervelli in fuga l'ideale è rientrare. :) Poi, pensa al freddo polare che patisci. Qui si sta meglio...più o meno. :(

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    1. Ma io sono un imbecillone in fuga Sara! I cervelli, credimi, sono ben altri.
      Qui c'e' solo un buono a nulla che sogna un po' troppo :-)

      Un saluto dal polo :D

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